Benvenuti
Questo blog è uno spazio per aiutarsi a riprendere a pensare da cattolici, alla luce della vera fede e della sana dottrina, cosa che la società moderna sta completamente trascurando se non perseguitando. Un aiuto (in primo luogo a me stesso) a restare sulla retta via e a continuare a camminare verso Gesù Cristo, Via Verità e Vita.
Ogni suggerimento e/o contributo in questa direzione è ben gradito.
Affido allo Spirito Santo di Dio, a Maria Santissima, al Sacro Cuore di Gesù e a San Michele Arcangelo questo lavoro di testimonianza e apostolato.
Un caro saluto a tutti e un sentito ringraziamento a chi vorrà contribuire in qualunque modo a questa piccola opera.
Ecco una catechesi di Don Vincenzo Carone
Padre nostro che sei nei Cieli, sia santificato il tuo Nome. Con questa preghiera tu dici a Dio che si è fatto sommamente grande davanti agli occhi tuoi. Il suo Nome sia santo dinanzi a tutti gli uomini e dinanzi a tutte le donne. Per quelli che vivono nel fango della impurità invece, il Nome di Dio non è santo.
L’Apostolo dice che tutte le cose sono pure per colui che ha il cuore puro, ma per coloro che vivono nella impurità, nulla è puro, pensano che tutti siano come loro. La loro mente e la loro coscienza sono guidate da satana, il bestemmiatore. Costoro si meravigliano se qualcuno parla loro del peccato.
Il peccato si è identificato talmente con la loro esistenza, che non sono capaci di vedere il bene che è fuori di loro. Per questo non pensano di convertirsi. Se per essi niente è puro, non lo è neppure Iddio, tanto è vero che lo bestemmiano con epiteti infamanti.
Se per te Dio è Santo, lo devi amare, se lo ami, gli dai onore e lode con le tue opere che compi ogni giorno. Sia santificato il tuo nome. Noi preghiamo affinché il Nome di Dio sia santo anche per coloro che non lo conoscono e in particolare per coloro che lo bestemmiano. Noi non preghiamo mai per tutti sommariamente, noi preghiamo per tutti gli uomini e per tutte le donne che rifiutano Dio con le opere della loro vita. Chiediamo per loro la Grazia che si correggano una buona volta e diventino retti di cuore. Riconoscano Cristo Risorto dai morti, come Redentore e Maestro della loro vita. Chiediamo che inizino un cammino di rinnovamento sulla via della bontà e della giustizia.
Soltanto quando Dio sarà onorato e rispettato da tutti, potremo cominciare a sperare di uscire dal caos che il crollo del capitalismo ha creato.
Qualcuno ci sta stonando la testa dicendo sempre di avere il potere di cambiare l’Italia, l’Europa, sembra anche l’America. Pensi veramente che per cambiare gli uomini e le donne, basta dirlo con parole esaltanti, basta fare delle leggi?
Gli italiani e l’Italia cambieranno soltanto quando cambieranno dal peccato alla vita secondo i principi della morale cristiana. Manzoni direbbe a quel tale: non sarai tu, povero untorello, quello che spianta Milano.
Il nostro Dio, è un Dio buono, soltanto per coloro che sono retti di cuore. Gli altri preferiscono pensare ai loro affari e ai loro problemi. Nella congiuntura attuale però, di fronte alla realtà di un disastro universale, gli uomini e le donne del mondo intero dovrebbero cominciare una buona volta a riflettere e a ragionare.
Quando io vedo nel telegiornale le grandi piazze esultanti con le bandiere al vento perché qualcuno li ha convinti che lui ha il potere di dare il lavoro a tutti, vi assicuro che mi si stringe il cuore.
Cristo ha dato al genere umano i mezzi pratici, e l’aiuto di Dio per diventare buoni e giusti. Lui si, soltanto Lui, può cambiare l’Italia e il mondo. Cristo Risorto deve diventare grande per tutti, uomini e donne. Il suo insegnamento deve diventare meraviglioso da contemplare, e pratico da attuare nella vita. Nella pratica della fede, tu diventi grande davanti a Dio.
Il suo Vangelo, che hai deciso di mettere in pratica, ti ha fatto diventare importante agli occhi di Dio. Gesù si è fatto uomo come te, affinché tu, nelle dimensioni della tua esistenza, diventi dio come Lui. Dobbiamo convincerci tutti che dobbiamo smetterla di essere superbi ed egoisti. Gesù ti dice: devi rinnegare il tuo Io, altrimenti in te non ci sarà spazio per la fede. Se non sai rinnegare il tuo Ego, non riesci a portare la tua croce. Se non impari a soffrire in questo povero mondo, diventi ribelle e cattivo, diventi un uomo, una donna, che sa fare soltanto il male.
Chi sa soffrire con amore, ama se stesso, Dio e il prossimo. Costui prega con le parole della liturgia: o Signore, fa in modo che con cuore retto e sincero io custodisca la tua Parola, perché io possa diventare tua stabile dimora. “chi mi ama, ascolta la mia parola, Io e il Padre mio verremo da lui e abiteremo in lui”. Se non mediti e pratichi la parola di Dio, il suo amore non è in te. Rimarrai nel tuo egoismo sterile, non andrai da nessuna parte nella vita. “senza di me non potete far nulla”. Hai ragione, la fiamma dell’amore in te è molto piccola e debole.
Io penso però che è meglio accendere una piccola candela, anziché maledire le tenebre. Coltiva in te il desiderio di seminare atti di amore durante la tua giornata, darai conforto e speranza.
Ama soprattutto pregando per gli altri e per la situazione attuale.
Dove ti è possibile, fai del bene a chi sta attorno a te.
Prega in particolare per i moribondi e per coloro che hanno perso la speranza di vedere risolti i problemi che li stanno distruggendo.
Tu dici: perché Dio non interviene? Certo, solo che il giorno dopo che Dio ha messo in ordine il mondo, i terroristi, i mafiosi, gli arroganti, i prepotenti, i ladri, gli impuri, i violenti, in poche ore riporteranno le cose come si trovano adesso, anzi peggio.
Non ci resta altro che pregare e sperare che gli uomini e le donne capiscano che bisogna cambiare il cuore di tutti, se vogliamo cambiare l’Italia e il mondo.
-------
Chi vuol trovare Dio E' CHIAMATO A CONTINUA CONVERSIONE
Gesù chiama alla conversione. Questo appello e' una componente essenziale dell'annuncio del Regno: "Il tempo e' compiuto e il Regno di Dio e' ormai vicino; convertitevi e credete al vangelo" (Mc 1,15).
Fermiamoci a considerare anzitutto Giovanni Battista! Esigente ed operante, egli sta dinanzi a noi, simbolo del dovere umano. Egli chiama severamente a cambiare opinione. Chi vuol diventare cristiano deve continuamente «cambiare opinione». Chi vuol trovare Dio, deve continuamente convertirsi interiormente, andare in direzione opposta. Ogni giorno ci imbattiamo nel mondo del visibile. Irrompe in noi sui manifesti, alla TV, nel traffico, in tutte le circostanze della vita quotidiana, con una potenza tale che siamo tentati di pensare che non ci sia altro che questo. Ma in realtà l'invisibile è più grande e vale di più di tutto il visi bile. Una sola anima - ci dice una meravigliosa espressione di Pascal - vale più di tutto l'universo visibile. Ma, per sperimentare nella vita questa verità, è necessario convertirsi, rigirarsi per cosi' dire interiormente, superare l'illusione del visibile e divenire sensibili e delicati nei confronti dell'invisibile. L'uomo deve liberarsi di se stesso, liberandosi degli dei opposti: la caccia alla concupiscenza, al piacere, al possesso, al guadagno.
Si può vedere Dio solo cambiando vita!
Tuttavia, questa "vita nuova" non ha soppresso la fragilità e la debolezza della natura umana, né l'inclinazione al peccato, del quale l'uomo facilmente rimane vittima.
Si tratta quindi di un cammino di conversione, che impegna il cristiano durante tutta la sua vita. (cfr. CCC 1426-1428).
Joseph Ratzinger, Dogma e Predicazione, Queriniana, Brescia 1974, pp. 305-307
---------
Nel Vangelo di oggi (Luca, 9,18-22) Gesù annuncia ai discepoli che dovrà soffrire molto a causa degli uomini. E questo dopo aver posto la domanda personale e non eludibile “Voi chi dite che Io sia?”
Sappiamo che Pietro riconosce che Gesù è il Messia, ma subito dopo “non approva” il metodo di salvezza che Egli annuncia.
Spesso noi scordiamo infatti che “le Mie vie non sono le vostre vie”. Con buona probabilità ognuno di noi ha una sua idea (in perfetta buona fede) su come il mondo si potrebbe salvare e quasi sicuramente il metodo è molto diverso da quello di Gesù.
Il punto è quindi non tanto riconoscere Gesù ma accogliere il Suo metodo di salvezza per il mondo e per ciascuno di noi. La Sua croce è data dal nostro male che Lui si addossa perché ci ama; è il Suo “perdersi” per salvare ognuno di noi.
La Sua sofferenza è prodotta da tutte le forme del male che abbiamo inventato per salvarci: l'avere, il potere e il sapere o, in altri termini, la ricchezza, la vanagloria e la superbia, il cercare di salvarsi a prescindere da Gesù.
Invece è proprio nel seguire e nell’affidarci al Suo progetto misterioso ma efficace di redenzione che c’è salvezza.
La sofferenza non è condanna ma occasione di conversione personale e partecipazione al Suo disegno redentivo.
----
Ecco un articolo di Antonio Socci che ci racconta qualcosa di molto bello...
 |
| Leah Libresco |
Immaginate che uno di questi giorni un intellettuale come Paolo Flores d’Arcais o Piergiorgio Odifreddi o Giulio Giorello o addirittura Eugenio Scalfari annunciasse di aver finora sbagliato strada e di essersi convertito.
In Italia (che è la patria del partito preso) sembra quasi impossibile.
In America non lo è affatto.
E’ accaduto in questi ultimi anni – per fare un esempio – col filosofo Antony Flew che era il massimo esponente dell’ateismo filosofico nel mondo (con tutto il rispetto, immensamente più autorevole di tutti gli intellettuali italici citati all’inizio).
Perché e come questo grande pensatore è arrivato a bocciare tutto quello che aveva scritto a favore dell’ateismo e ad argomentare la sua raggiunta certezza razionale dell’esistenza di Dio lo si può leggere nel suo formidabile libro, “There is a God”.
All’origine della sua conversione – come ha spiegato – c’è stata la decisione che prese da giovane in base al principio socratico: “seguire l’evidenza ovunque essa possa condurre”.
Ebbene, l’evidenza – soprattutto quella scientifica, attraverso Einstein – lo ha condotto a Dio.
Questo filosofo dimostra una totale libertà dai preconcetti, dal partito preso e una passione per la ricerca della verità che difficilmente si trovano nel nostro establishment intellettuale.
In questi giorni negli Stati Uniti è accaduto un altro caso che ha fatto impressione (e che è stato riferito nei dettagli dall’agenzia Zenit di cui qui mi avvalgo).
Stavolta la protagonista è una giovane intellettuale, una filosofa di Yale, Leah Libresco, collaboratrice dell’Huffington Post e popolare punto di riferimento del “Patheos Atheist Portal”.
Ebbene adesso questo blog “ateista”, seguito da migliaia di persone, ha cambiato nome ed è diventato “Patheos Catholic channel”.
La clamorosa conversione è stata annunciata dalla stessa Leah il 18 giugno scorso e ha scatenato milioni di commenti.
Delusi e contrariati i suoi sostenitori.
Entusiasti i credenti – un tempo suoi avversari – qualcuno dei quali le ha scritto: “sono felice per te. Ho pregato tanto. L’avventura è appena cominciata”.
Leah descrive con semplicità il suo itinerario intellettuale e umano: “Per anni ho tentato di argomentare da dove derivasse la legge morale universale che riconoscevo presente in me”, una morale “oggettiva come lo è la matematica e le leggi fisiche”.
Aveva cercato questo fondamento in vari modi, nella filosofia, nella psicologia evolutiva, ma alla fine – con sua stessa sorpresa – si è arresa all’evidenza: questo fondamento stava solo nel cattolicesimo.
La Libresco, lealmente, riconosce: “non pensavo affatto che la risposta fosse lì”, ma “non potevo più nascondere che il cristianesimo dimostrasse meglio di ogni altra filosofia quello che riconoscevo già come vero: una morale dentro di me che però il mio ateismo non riusciva a spiegare”.
In queste parole dell’intellettuale americana c’è la stessa lealtà che ha portato alla conversione di Flew.
E’ la stessa disponibilità ad abbandonare idee precedenti una volta riconosciute sbagliate.
La stessa libertà di abbracciare la verità dovunque essa si manifesti.
D’altra parte diceva Eraclito: “Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspettavi”.
La Libresco – paladina dell’ateismo – non si sarebbe mai aspettata di diventare cattolica, ma oggi sta seguendo un corso per la preparazione al battesimo.
E alla Cnn che è andata a intervistarla ha confidato: “E’ bellissimo partecipare alla Messa e sapere che lì c’è Dio fatto carne, un fatto che spiega tante cose altrimenti inspiegabili”.
L’Huffington Post, riprendendo la Cnn, ha dato la notizia così: “Prominent atheist blogger converts to catholicism”.
Questa svolta nel pensiero e nella vita di Leah Libresco – essendo un’intellettuale – è stata alimentata dal suo incontro con le opere di alcuni grandi convertiti del Novecento, come Gilbert K. Chesterton, Clive S. Lewis e Alasdair MacIntyre.
E proprio in “Ortodossia” di Chesterton – che Leah indica fra le sue letture di conversione – si trova un pensiero che un po’ spiega il suo cammino: “Quando fantasticavo di stare in piedi da me solo” scriveva il grande inglese “mi trovavo in questa ridicola posizione: che mi appoggiavo, senza saperlo, a tutto il Cristianesimo”.
Ad accompagnare la Libresco in questa scoperta però è stato anche un altro incontro semplice e umano. Lo ha raccontato lei stessa.
Stava partecipando a un dibattito con gli studenti di Yale. Si discuteva sull’origine della legge morale. L’intellettuale ricorda che fu interrotta da uno studente che le chiedeva di dire quale fosse – secondo lei – il suo fondamento.
Lei rispose sinceramente di non saperlo. Lui la incalzò, ma lei non sapeva dare una giustificazione ragionevole a quei principi che sentiva assoluti.
A questo punto il ragazzo espose il suo punto di vista e – ricorda la Libresco – “io mi accorsi che, come lui, credevo che la morale fosse oggettiva, un dato indipendente dalla volontà umana”, qualcosa che faceva parte di “un ordine che qualcuno doveva aver pensato”.
Era la scoperta che la Verità esiste e non l’hanno inventata gli uomini, ma Colui che ha fatto gli uomini.
Ora la Libresco scopriva che la Verità “che intuivo, è vivente e si è fatta uomo”.
Lo annunciavano i cristiani da duemila anni.
A questo punto – sorprendente – l’intellettuale chiese al giovane: “dunque tu cosa suggerisci di fare?”.
Lui le propose di pregare insieme e da allora l’ex filosofa atea prega ogni giorno i salmi dal libro delle ore, con quello studente “e anche da sola”.
La Libresco si è coinvolta con una comunità cattolica (perché la fede non si può vivere da soli), suscitando l’ovvio scandalo degli ambienti che frequentava prima, e oggi afferma: “sono felice”.
Sostiene che la fede cattolica “è ragionevole”, si sente “rinata” e con umorismo chestertoniano dice che il periodo più bello della vita è “quello in cui ti rendi conto che quasi tutto quello che ritenevi vero, in realtà è falso”.
Certo, un caso come questo non accade tutti i giorni. Soprattutto è raro trovare in un’intellettuale l’umiltà di imparare pubblicamente da uno studente e così addirittura capovolgere la propria vita.
Sicuramente gli intellettuali americani hanno anch’essi i loro difetti. Ma mostrano spesso questa qualità che sembra così difficile da reperire fra i nostri intellettuali: la libertà, la disponibilità ad avventurarsi alla scoperta della verità, dovunque essa porti.
Parlo della libertà vera, quella dai preconcetti, dalla propria immagine pubblica, dal partito preso e specialmente dalle ideologie che rappresentano il partito preso più pericoloso e oscurantista.
Sempre il solito Chesterton in “Ortodossia” osservava: “Di quanto la religione si allontana da noi, di altrettanto si allontana la ragione”.
------
Una nuova meditazione di Don Carone:
Tante persone partecipano assiduamente agli incontri, liturgie e iniziative parrocchiali, però riguardo a certe norme della morale cristiana hanno una facilità illusoria, si comportano con Cristo come tanti giovani si comportano tra di loro: ti voglio bene, però amoreggiano con un altra persona.
Non si può fare cosi con Cristo, Dio non è una persona che tu puoi imbrogliare con parole dolci, non accetta la superficialtà della vita cristiana, non accetta che tu imbrogli la fede e la morale secondo quello che ti fa comodo.
Gesù vuole i fatti, San Giacomo in una sua lettera scrive: fammi vedere la tua fede senza le opere e io con le mie opere ti faro vedere la mia fede. Se sei veramente pentito di aver trascurato il tuo rapporto con Dio e hai deciso di ritornare a Lui, la tua deve essere una conversione vera, devi accettare la volontà di Dio in tutte le manifestazioni liete e tristi della tua vita, devi lasciare veramente quello che ti impediva di amare il tuo Signore perché tenevi nel tuo cuore cose o persone che non ti è lecito amare.
Dio è sempre pronto a darti la forza per rompere i legami che contraddicono alle leggi che Lui ha dato a tutti gli uomini e a tutte le donne; è sempre pronto a renderti possibile rinunziare a quello a cui fin’ora non hai rinunziato, specialmente l’ostinazione della tua mentalità nella menzogna di satana e nella falsità che hai avuto con te stesso e con gli altri.
Non pensare che Dio si vendichi contro di te se tu non ti converti, non ti darà mai tormenti e castighi, non avrà nessuna reazione violenta e disumana, cerca di capire una volta per sempre che Dio non fa queste cose. Vedi quello che sta succedendo nella nostra storia, una crisi che diventa ogni giorno più drammatica, questa crisi l’abbiamo voluta noi, é la conseguenza logica di una vita personale, familiare e sociale che ha rifiutato ogni norma di comparamento secondo le regole della morale più elementare e secondo le regole della giustizia. Quando gli italiani votarono a favore del referendum che rendeva lecito il divorzio, Padre Pio disse: gli italiani non hanno più voluto essere comandati da Dio, adesso saranno comandati dai delinquenti. Tutti li abbiamo accettati, tutti li abbiamo sostenuti perchè ci sonsentivano di godere il benessere, ci consentivano di fare tutto quello che volevamo, abbiamo sempre creduto alle fandonie che ci raccontavano, perchè ci faceva piacere sentirle, e adesso ci troviamo a terra con la tempesta che si affaccia all’orizzonte della nostra storia.
La punizione di Dio, diceva Padre Pio è quella di non darci nessuna punizione, Dio lo abbiamo cacciato via da noi, e Lui non ha inveito contro di noi, ci ha lasciati liberi di seguire i desideri del nostro cuore, in nome della nostra libertà siamo andati dove ci portava il nostro cuore, e adesso cominciamo a vedere che siamo andati a finire in un mare di guai.
Dobbiamo inparare dalla Storia Sacra: soltanto quando gli Ebrei ritornavano a Dio, Dio interveniva con un miracolo che li liberava dalla dura schiavitù in cui si erano cacciati da soli. Dio non viene se noi non lo invochiamo con la nostra conversione, se non lo riconosciamo come Padre Nostro.
------------
Un articolo di Marina Corradi da Avvenire (ma potrebbe essere utile leggere anche QUESTO breve testo):
Sull’autobus un ragazzo sui sedici anni legge un libro di scuola, intento. Accanto a lui un signore sui sessant’anni lo osserva, come diviso tra simpatia e amarezza.
Poi, giusto prima di scendere, gli fa: «Ragazzo, lascia perdere i libri. Non serve. In Italia, va avanti chi ruba». Poi le portiere si richiudono, l’uomo si allontana e lo studente, sorpreso, guarda gli altri viaggiatori, che non fiatano. Fissa il libro, lo chiude; e pensieroso osserva Milano scorrergli davanti, in una giornata come tante. Quanta amarezza e disincanto devono covare nell’animo di molti in Italia, perché un pensionato dica a uno sconosciuto adolescente: non studiare, ragazzo, qui non serve? E gli altri attorno zitti, come d’accordo, oppure semplicemente stanchi. Da questa amarezza poi, appena un passo dopo, può nascere la rabbia che pronuncia condanne prima di qualsiasi sentenza, la rabbia acre che non ha bisogno di prove per giudicare, e anzi vorrebbe soddisfazione, subito. La crisi intanto preme, in molti faticano ad arrivare a fine mese; e questo esaspera ancora gli animi e i giudizi; chi stenta ad andare avanti è meno disposto a essere generoso con il prossimo.
Può bastare una parola, magari tutta da verificare, per far precipitare chiunque nel fango, come se già tutto fosse certo, e già i giudici avessero emesso la sentenza. Fa un po’ paura questo vento, che ha in sé un odore di giacobinismo, e quasi una brutta voglia di 'fare giustizia' da sé; aumentando, intanto, i consensi a quelle voci che dicono che tutto è marcio, tutto da sfasciare. Ma mentre si spera che il Governo e la politica e l’Europa trovino la strada che conduca fuori da questa sacca, qualcosa almeno lo può fare ognuno di quei milioni in Italia che, magari distratti, magari lontani, comunque si riconoscono cristiani. Perché nel crescente gridare, accusare, lanciare pietre, c’è qualcosa di radicalmente non evangelico: cioè l’attitudine a sentirci, noi, del tutto innocenti. E dunque la durezza farisaica di chi ritiene, avendo la coscienza del tutto netta, di poter condannare. In una rabbia che si configura, anche, come un’eclisse della misericordia cristiana.
Coscienza netta? Ma chi davvero ce l’ha, chi, osservandosi con un minimo di attenzione, davvero può ritenersi 'a posto'? Guardando la folla eccitata a certi comizi dell’antipolitica viene da domandarsi: e voi? Mai rubato, d’accordo; sempre lavorato, bene; ma tradire la moglie o maltrattarla, o indurla a rifiutare un figlio che arriva 'per sbaglio'; o fermarsi a sera a raccattare una ragazza molto giovane, all’angolo di una strada; o semplicemente non vedere il vecchio solo che abita alla porta accanto, niente di tutto questo vi riguarda, davvero?
Perché quel «confesso che ho molto peccato in pensieri, parole, opere...» che recitiamo in chiesa la domenica, forse distrattamente, è invece un passo essenziale della coscienza cristiana: è un guardarsi dentro e saper vedere – ogni sera, come insegnavano una volta le madri – il proprio, di male, prima che quello degli altri. E in questa coscienza scoprire di avere bisogno, disperatamente, anche noi, di misericordia; coscienza che smorza l’ira e la voglia di scagliare pietre, se ci sappiamo, per primi, bisognosi di perdono. In questo sguardo la giustizia non è affatto soppressa, ma procede e fa ciò che deve; liberi però noi dai vapori della rabbia, da quest’ansia che freme per una punizione immediata dei (presunti) colpevoli. Ansia che inquina l’aria e rende cinici e amari, tanto da dire a un ragazzino con il libro di chimica in mano: lascia perdere, studiare è inutile – il bene, in sostanza, è inutile.
Mentre ci domandiamo che cosa può liberarci dalla crisi materiale e morale che ci schiaccia, non dimentichiamo che, parlando cristiano, possiamo ricominciare ogni giorno proprio da noi.
Dalla coscienza del male che anche noi facciamo; dalla memoria che anche noi siamo mendicanti di perdono, e che l’atteggiamento più umano è più vero è domandarlo, a mani aperte e vuote.
--------------------