Benvenuti

Questo blog è uno spazio per aiutarsi a riprendere a pensare da cattolici, cosa che la società moderna sta completamente trascurando se non perseguitando.
Ogni suggerimento e/o contributo in questa direzione è ben gradito.
Affido allo Spirito Santo di Dio, a Maria Santissima, al Sacro Cuore di Gesù e a San Michele Arcangelo questo lavoro di testimonianza e apostolato.
Un caro saluto a tutti e un sentito ringraziamento a chi vorrà contribuire in qualunque modo a questa piccola opera.
Ci alzeremo in piedi ogni volta che la vita umana viene minacciata...Ci alzeremo ogni volta che la sacralità della vita viene attaccata prima della nascita. Ci alzeremo e proclameremo che nessuno ha l'autorità di distruggere la vita non nata...Ci alzeremo quando un bambino viene visto come un peso o solo come un mezzo per soddisfare un'emozione e grideremo che ogni bambino è un dono unico e irripetibile di Dio... Ci alzeremo quando l'istituzione del matrimonio viene abbandonata all'egoismo umano... e affermeremo l'indissolubilità del vincolo coniugale... Ci alzeremo quando il valore della famiglia è minacciato dalle pressioni sociali ed economiche...e riaffermeremo che la famiglia è necessaria non solo per il bene dell'individuo ma anche per quello della società... Ci alzeremo quando la libertà viene usata per dominare i deboli, per dissipare le risorse naturali e l'energia e per negare i bisogni fondamentali alle persone e reclameremo giustizia... Ci alzeremo quando i deboli, gli anziani e i morenti vengono abbandonati in solitudine e proclameremo che essi sono degni di amore, di cura e di rispetto. Giovanni Paolo II

domenica 20 maggio 2018

8 Il debito

C'è un brano del Vangelo di Matteo (18,21-35) che mi ha fatto pensare e dai cui ho tratto una breve riflessione: 
Allora Pietro gli si avvicinò e gli disse: «Signore, quante volte dovrò perdonare al mio fratello, se pecca contro di me? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette. A proposito, il regno dei cieli è simile a un re che volle fare i conti con i suoi servi. Incominciati i conti, gli fu presentato uno che gli era debitore di diecimila talenti. Non avendo però costui il denaro da restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, con i figli e con quanto possedeva, e saldasse così il debito. Allora quel servo, gettatosi a terra, lo supplicava: Signore, abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa. Impietositosi del servo, il padrone lo lasciò andare e gli condonò il debito. Appena uscito, quel servo trovò un altro servo come lui che gli doveva cento denari e, afferratolo, lo soffocava e diceva: Paga quel che devi! Il suo compagno, gettatosi a terra, lo supplicava dicendo: Abbi pazienza con me e ti rifonderò il debito. Ma egli non volle esaudirlo, andò e lo fece gettare in carcere, fino a che non avesse pagato il debito.Visto quel che accadeva, gli altri servi furono addolorati e andarono a riferire al loro padrone tutto l'accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell'uomo e gli disse: Servo malvagio, io ti ho condonato tutto il debito perché mi hai pregato. Non dovevi forse anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te? E, sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non gli avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il mio Padre celeste farà a ciascuno di voi, se non perdonerete di cuore al vostro fratello».

La prima considerazione è che ognuno di noi ha un debito enorme, incolmabile nei confronti di Dio (diecimila talenti indica simbolicamente tale enormità) a cominciare dall'esistenza che ad ogni istante Egli ci dona, a tutte le occasioni di conversione e di poter operare il bene che continuamente Lui ci offre. Non è in nostro potere, non è una nostra capacità colmare tale debito, solo la Grazia di Dio può farlo, solo il Suo perdono può costantemente rigenerarci.
Di fronte a ciò i debiti che gli altri uomini possono avere nei nostri confronti sono poca e risibile cosa. E' infinitamente maggiore il dolore che causiamo a Dio con il nostro peccato (che è male che facciamo principalmente a noi stessi e alla nostra anima) che quello che altri uomini possono fare a noi. Siamo chiamati a perdonare questo piccolo male da noi ricevuto e lo siamo in virtù del perdono che noi abbiamo per primi ricevuto. Noi siamo per primi gratuitamente (e immeritatamente) amati, perdonati e rigenerati, così dobbiamo fare a nostra volta, chiedendo (ovviamente e ragionevolmente) la Grazia e il sostegno di Dio per questo.
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7 Padre Nostro

Chiedendo perdono per la mia incompetenza ed ignoranza data dalla mia mancanza di fede e di studi, volevo condividere alcune mie piccole e povere riflessioni su quella che è la più importante invocazione che possiamo fare a Dio.
La preghiera per eccellenza, quella che Gesù stesso ci ha consegnato ed insegnato, il Padre Nostro, mi pare delinei la modalità con cui noi uomini ci dobbiamo rivolgere a Dio nel nostro rapportarci con Lui, dando anche (mi si perdoni il temine) una "scaletta" delle priorità:

Padre nostro che sei nei cieli
la prima parola è Padre e questo dice di un rapporto di amore che parte da Dio (è il padre che per primo ama i suoi figli) nei nostri confronti, quindi noi siamo amati da Dio che non è un estraneo ma è nostro si è reso a noi accessibile anche se, questo Dio è nei cieli cioè in una dimensione che non è la nostra, in quanto noi uomini siamo sulla terra in una situazione determinata da tempo e spazio (dimensioni estranee a Dio che è al di fuori di entrambe). Dio che è totalmente diverso da noi creature di è reso disponibile, direi fruibile, a noi in un amoroso rapporto di paternità nei nostri confronti
sia santificato il Tuo nome
sia fatto santo il nome di Dio, ciò che Lui è, a cominciare dalla mia vita e dalla mia persona, che io, che ognuno di noi, possa essere immagine (per quanto debole) di questo amore che è la natura stessa di DIo
venga il Tuo Regno
e la prima cosa da chiedere e che questo amore, questa modalità di rapporti fra gli uomini e le cose, sia il Regno di Dio, l'amore che Egli è, e questo prima delle nostre richieste relativamente ai nostri problemi
sia fatta la Tua volontà come in cielo così in terra
a rafforzare la prima richiesta (che il Regno, la presenza, la modalità di rapporto) c'è la collocazione di dove e come questo Regno debba essere manifestato, in Cielo, cioè nel nostro rapportarci a Dio, ma anche in terra nel nostro vivere con le altre persone e le cose tutte. Se non si guardmaano uomini e cose con gli stessi occhi di Dio se ne distorce la natura più vera riducendole a strumento del nostro egoismo o oggetto del nostro malumore e rancore
dacci oggi il nostro pane quotidiano
solo dopo aver "messo le cose a posto", nella loro corretta posizione (prima di tutto Dio, l'amore a Lui e, conseguentemente, ad uomini e cose) possiamo pensare di chiedere ciò che ci occorre materialmente, il "pane quotidiano", tutto ciò che ci occorre per la nostra vita materiale, cibo, lavoro, denaro ecc.
e rimetti a noi i nostri debiti
ma nella consapevolezza del nostro essere debitori (cercherò di parlare di questo nel post numero 8), nel riconoscere che nulla è merito nostro ma tutto ci è stato donato gratuitamente da Dio (e qui dovrebbe nascere un senso di commossa gratitudine) senza alcun merito da parte nostra
come noi li rimettiamo ai nostri debitori
il perdono che Dio è ben lieto di mettere a nostra disposizione ha come sua misura quello che noi offriamo (per nella limitatezza della nostra natura) agli altri uomini. il dolore che causiamo a Dio con il nostro peccato (e il male che facciamo a noi stessi) può essere vinto e superato sia dal nostro sincero pentimento che dal nostro riconoscere che il male (uso questa parola per sintetizzare il concetto) che riceviamo dagli altri uomini è poca cosa raffrontato a quello che noi facciamo a Dio
e non ci indurre in tentazione
siamo uomini limitati e fallaci, abbiamo bisogno che Dio non ci abbandoni, non ci lasci soli, quando il nemico di Dio e degli uomini ci attacca con le sue fallaci lusinghe per allontanarci dal nostro Creatore e dal Suo progetto buono
ma liberaci dal male
e che ci renda liberi, combattenti vittoriosi, dal male che, per debolezza di natura e influenza diabolica, possiamo fare. La vittoria sul demonio viene principalmente dalla grazia di Dio che va continuamente invocata.
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Chiedo scusa per la povertà delle mie riflessioni e, al tempo stesso, sarei lieto di avere le considerazioni di chi legge questo breve testo. Buona preghiera a tutti.
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