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Questo blog è uno spazio per aiutarsi a riprendere a pensare da cattolici, cosa che la società moderna sta completamente trascurando se non perseguitando.
Ogni suggerimento e/o contributo in questa direzione è ben gradito.
Affido allo Spirito Santo di Dio, a Maria Santissima, al Sacro Cuore di Gesù e a San Michele Arcangelo questo lavoro di testimonianza e apostolato.
Un caro saluto a tutti e un sentito ringraziamento a chi vorrà contribuire in qualunque modo a questa piccola opera.
Ci alzeremo in piedi ogni volta che la vita umana viene minacciata...Ci alzeremo ogni volta che la sacralità della vita viene attaccata prima della nascita. Ci alzeremo e proclameremo che nessuno ha l'autorità di distruggere la vita non nata...Ci alzeremo quando un bambino viene visto come un peso o solo come un mezzo per soddisfare un'emozione e grideremo che ogni bambino è un dono unico e irripetibile di Dio... Ci alzeremo quando l'istituzione del matrimonio viene abbandonata all'egoismo umano... e affermeremo l'indissolubilità del vincolo coniugale... Ci alzeremo quando il valore della famiglia è minacciato dalle pressioni sociali ed economiche...e riaffermeremo che la famiglia è necessaria non solo per il bene dell'individuo ma anche per quello della società... Ci alzeremo quando la libertà viene usata per dominare i deboli, per dissipare le risorse naturali e l'energia e per negare i bisogni fondamentali alle persone e reclameremo giustizia... Ci alzeremo quando i deboli, gli anziani e i morenti vengono abbandonati in solitudine e proclameremo che essi sono degni di amore, di cura e di rispetto. Giovanni Paolo II

domenica 11 gennaio 2015

Non è la tolleranza che permette la convivenza (Contributi 992)

Vi propongo un articolo di Ettore Malnati da La Bussola Quotidiana sul recente attentato di Parigi:

La strage di Parigi è il risultato di una superficialità della Civiltà occidentale nei confronti di culture intrise di fondamentalismi incapaci di una convivenza con altri criteri culturali e religiosi. L’Europa ha sottovalutato e sottovaluta un doveroso accompagnamento di chi proviene da culture e società integraliste e che rifiutano dialogo e integrazione. 
La tolleranza non porta ad una rispettosa convivenza. È il dialogo e la rilettura della dignità della persona nei suoi diritti e doveri (sia uomo o donna, bambino o anziano) che i responsabili del vivere civile devono curare. 
La satira è un linguaggio da sempre presente, anche nella Roma antica, che può essere compreso solo da chi sa che l’integralismo è figlio della paura dell’altro o di un narcisismo sterile ed aggressivo. La satira educata sdrammatizza ed offre un sorriso liberatorio. 
L’Europa deve riprendere seriamente la sua identità annebbiata da un secolarismo e relativismo che la corrodono. I valori che vengono dal cristianesimo hanno fatto l’Europa sia occidentale che orientale così come essa è, nelle sue luci e nelle sue ombre. Chi viene deve trovare una civiltà e una società, pur nella pluralità, consapevole dei suoi valori e pronta a farli conoscere e, nello stesso tempo, capace di dialogare per comprendere pregi e limiti di chi proviene da una concezione culturale diversa.
L’Europa, che fu patria dei diritti umani, non può non farsi carico dell’educare ad una integrazione che liberi da rigidità integraliste e chiedere rispetto per il patrimonio dei suoi popoli. Il dialogo è il vero campo per liberare dalle tentazioni delle “guerre sante” che ormai in diversi modi sono presenti in molti Paesi dell’Occidente. 
È la persona umana con i suoi doveri e i suoi diritti che deve essere al centro dell’attenzione culturale, sociale, politica e religiosa. 
Se si è colpito Parigi, tutti i nostri Popoli sono sotto tiro, perché è in atto una convinzione che gli integralisti islamici hanno fatto propria: che questa Europa moralmente “liquida” va distrutta con la sua cultura, la sua società e la sua religione. 
Credo sia terminato il tempo delle alchimie buoniste. È doveroso che si facciano sentire ed operino coloro che sono preposti al bene comune con scelte che non misconoscano i valori della nostra identità e si adoperino per una integrazione personale e collettiva di chi si è stanziato in Europa. 
Un “occhio di riguardo” va anche dato a coloro che in nome di una morbosa e falsa laicità attentano costantemente alle fondamenta dell’anima dell’Europa che sono i valori contenuti nell’antropologia cristiana. 
La lotta contro i segni della cultura cristiana, come il crocefisso, il presepe, il patrimonio artistico musicale, pittorico e letterario sono attentati all'identità della stessa Europa, va fermata se non si vuole diventare apolidi ed inutili interlocutori in questo contesto interculturale. 
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