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Questo blog è uno spazio per aiutarsi a riprendere a pensare da cattolici, cosa che la società moderna sta completamente trascurando se non perseguitando.
Ogni suggerimento e/o contributo in questa direzione è ben gradito.
Affido allo Spirito Santo di Dio, a Maria Santissima, al Sacro Cuore di Gesù e a San Michele Arcangelo questo lavoro di testimonianza e apostolato.
Un caro saluto a tutti e un sentito ringraziamento a chi vorrà contribuire in qualunque modo a questa piccola opera.
Ci alzeremo in piedi ogni volta che la vita umana viene minacciata...Ci alzeremo ogni volta che la sacralità della vita viene attaccata prima della nascita. Ci alzeremo e proclameremo che nessuno ha l'autorità di distruggere la vita non nata...Ci alzeremo quando un bambino viene visto come un peso o solo come un mezzo per soddisfare un'emozione e grideremo che ogni bambino è un dono unico e irripetibile di Dio... Ci alzeremo quando l'istituzione del matrimonio viene abbandonata all'egoismo umano... e affermeremo l'indissolubilità del vincolo coniugale... Ci alzeremo quando il valore della famiglia è minacciato dalle pressioni sociali ed economiche...e riaffermeremo che la famiglia è necessaria non solo per il bene dell'individuo ma anche per quello della società... Ci alzeremo quando la libertà viene usata per dominare i deboli, per dissipare le risorse naturali e l'energia e per negare i bisogni fondamentali alle persone e reclameremo giustizia... Ci alzeremo quando i deboli, gli anziani e i morenti vengono abbandonati in solitudine e proclameremo che essi sono degni di amore, di cura e di rispetto. Giovanni Paolo II

domenica 22 marzo 2015

Quaresima, battaglia di liberazione (Contributi 997)

Vi propongo la riflessione di Mons. Camisasca, Vescovo di Reggio Emilia-Guastalla in occasione del Mercoledì delle Ceneri, tratta dal sito della Fraternità Sacerdotale S.Carlo


Cari fratelli e sorelle,
entriamo nella Quaresima, cioè nella preparazione alla Pasqua. Gesù, accettando di morire per noi, si è caricato di tutte le nostre divisioni, di tutte le nostre colpe. Ha vinto così la morte e ci ha aperto la strada – come nuovo Mosè – verso la Terra promessa, verso una vita vera ed immortale.
Non c’è un evento più importante nella nostra storia personale e nella storia del mondo. Per questo occorre prepararsi, sgomberare il nostro cuore da tutto ciò che ci impedisce di vedere Dio e la sua luce, il suo dono, la sua comunione. La Quaresima può essere descritta come una grande battaglia contro gli idoli, una battaglia di liberazione che ci renderà migliori, uomini più veri, più lieti e più capaci di amare la vita e di godere delle cose semplici e vere di cui essa è ricca.
Quali sono gli idoli più diffusi che dobbiamo chiedere a Dio di estirpare dal nostro cuore? Il primo è il denaro. La liturgia di questa sera ci parla dell’elemosina. Disporre di una parte dei nostri beni per i poveri ci aiuta a comprendere che tutto appartiene a Dio e ci libera dall'attaccamento smodato a ciò che possediamo. Quando il nostro cuore è avido di denaro, non c’è più posto per gli altri e per Dio, non riusciamo più a vedere i volti che ci circondano, le cose belle di cui sono fatte la natura e la vita. Attaccati al denaro non si sa più godere di nulla. Per questo il vangelo ci parla prima dell’elemosina e poi della preghiera: senza distacco dai beni non si può parlare a Dio.
Da questa cattedra vorrei che le mie parole arrivassero non soltanto a voi che mi ascoltate, ma a tutti coloro che abitano nel territorio della nostra diocesi. Dall'attaccamento al denaro nascono le industrie di guerra, le industrie di morte. Dall'attaccamento al denaro nasce la corruzione che impedisce la costruzione libera di una società civile. La passione per il denaro divide gli uomini in collaboratori e nemici. Per il denaro si diffonde la droga che uccide i cervelli e le vite, si diffonde l’usura che strangola le esistenze, nascono le aziende farmaceutiche per manipolare l’esistenza delle persone. Per denaro si vendono i corpi, si gettano sulla strada le donne della tratta, vengono venduti gli uteri, si mandano i bambini a combattere in guerre che li segneranno per tutta la vita. Per denaro si inquina la vita delle imprese, la si sottopone a condizionamenti mortali o si comprano dai politici diritti che non si avrebbero. Ma soprattutto, l’eccessivo attaccamento al denaro rende infelici. Non c’è felicità in chi uccide, in chi condiziona la vita degli altri, in chi vuole scappare dalla giustizia e finisce per avere paura della propria ombra. Solo Dio può cambiare il cuore degli uomini. Chiedo questa sera per noi e per tutti la conversione della nostra mente e delle nostre speranze. Poniamo la speranza in ciò che è vero e non delude. Liberiamoci dall'idolatria che diventa causa di morte.
Il secondo idolo di cui dobbiamo chiedere a Dio la liberazione è l’idolo del potere. Il potere dei popoli sui popoli, che scatena le guerre, ma anche il potere all'interno della società e delle famiglie, che ci fa vedere negli altri non degli esseri liberi a immagine di Dio, ma delle prede che possono riempire il vuoto che alberga dentro di noi. Dove l’infinito di Dio è stato cancellato, l’uomo diventa un buco infinito di insaziabile voracità. Nascono così le perversioni degli affetti. Non sappiamo più riconoscere che l’altro è un mistero da rispettare. Le persone diventano così oggetti da prendere e lasciare. Non ci libereremo mai dagli idoli del potere se non impareremo cosa vuol dire veramente amare. Penso alle persone che soffrono ingiustamente, incarcerate per le loro idee e soprattutto per la loro fede. Penso ai fratelli cristiani perseguitati. Penso a popoli interi costretti a migrare da una terra ad un’altra, braccati dai vari poteri dispotici che si susseguono e che non permettono loro di avere una terra. Penso alle vite uccise nel seno della madre, ai malati di cui non sappiamo prenderci cura, agli anziani che vorremmo eliminare dalla nostra vista. Gli idoli del potere hanno volti concreti e quotidiani e devono essere smascherati. Anche qui la medicina può essere soltanto la conversione dei cuori. La preghiera può molto e molto possono il digiuno e la penitenza.
Tanti sono gli idoli dell’uomo che possono distruggere la sua vita! Da ultimo vorrei ricordare soltanto l’idolo della menzogna. Il demonio è il grande bugiardo, che ci fa credere essenziale ciò che è provvisorio, e fondamentale ciò che è passeggero. Come appare chiaro nel vangelo delle tentazioni di Gesù nel deserto, il diavolo è colui che stravolge le parole e stravolge persino la parola di Dio. Dobbiamo imparare di nuovo l’amore alla verità che rende belli i rapporti umani. Anche quando costa grandi sacrifici, e perfino il sacrificio della vita, l’amore alla verità rende lieto il cuore.
Coloro che hanno peso e potere nei giornali e nelle televisioni, in Internet e più in generale nelle comunicazioni sociali, sappiano che grande è la loro responsabilità e che verranno giudicati da Dio. Distogliendo i piccoli e i giovani dalla verità si uccide in loro l’amore alla vita e la forza per combattere contro le avversità. Se non esistono più il bene e il male non esiste più il bello e ciò per cui vale la pena vivere.
All'inizio della nostra Quaresima ci illumina la presenza di Gesù povero e perciò libero, casto, rispettoso e amante di ogni persona, verità che illumina e guida le nostre esistenze verso la gioia della Pasqua.
Amen.
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