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Questo blog è uno spazio per aiutarsi a riprendere a pensare da cattolici, cosa che la società moderna sta completamente trascurando se non perseguitando.
Ogni suggerimento e/o contributo in questa direzione è ben gradito.
Affido allo Spirito Santo di Dio, a Maria Santissima, al Sacro Cuore di Gesù e a San Michele Arcangelo questo lavoro di testimonianza e apostolato.
Un caro saluto a tutti e un sentito ringraziamento a chi vorrà contribuire in qualunque modo a questa piccola opera.
Ci alzeremo in piedi ogni volta che la vita umana viene minacciata...Ci alzeremo ogni volta che la sacralità della vita viene attaccata prima della nascita. Ci alzeremo e proclameremo che nessuno ha l'autorità di distruggere la vita non nata...Ci alzeremo quando un bambino viene visto come un peso o solo come un mezzo per soddisfare un'emozione e grideremo che ogni bambino è un dono unico e irripetibile di Dio... Ci alzeremo quando l'istituzione del matrimonio viene abbandonata all'egoismo umano... e affermeremo l'indissolubilità del vincolo coniugale... Ci alzeremo quando il valore della famiglia è minacciato dalle pressioni sociali ed economiche...e riaffermeremo che la famiglia è necessaria non solo per il bene dell'individuo ma anche per quello della società... Ci alzeremo quando la libertà viene usata per dominare i deboli, per dissipare le risorse naturali e l'energia e per negare i bisogni fondamentali alle persone e reclameremo giustizia... Ci alzeremo quando i deboli, gli anziani e i morenti vengono abbandonati in solitudine e proclameremo che essi sono degni di amore, di cura e di rispetto. Giovanni Paolo II

venerdì 26 settembre 2014

Aperti alla volontà del Padre (Contributi 983)

Ecco un articolo di Don Domenico Mongiello dal sito della Fraternità Sacerdotale San Carlo

«Mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera» (Gv 4,34).
Gesù fa la volontà del Padre in ogni momento della sua esistenza terrena. Ascolta la sua voce quando prega nel deserto e quando seda la tempesta, quando si trasfigura sul monte e quando viene flagellato.
L’ascolto profondo del Padre è il nutrimento che rende la sua vita unica e luminosa. Rappresenta allo stesso tempo un nuovo inizio nella storia dell’umanità, perché mostra la volontà di Dio non come volontà di potenza, ma come amore che vuole essere desiderato ed accettato liberamente.
La vita di Gesù è l’accettazione di una volontà non sua, di cui è certo perché certo dell’amore da cui proviene. In ogni istante è il «mandato», sempre disponibile ad accogliere la novità che viene dal Padre, aperto alla manifestazione del suo amore, quasi in sospeso fra cielo e terra.
Chi vuole seguirlo deve accettare questo dislocamento, l’affidamento a una sapienza più grande che sfugge alle logiche mondane e rifiuta di accontentarsi di piccole certezze. «Mentre andavano per la strada, un tale gli disse: “Ti seguirò dovunque tu vada”. Gesù gli rispose: “Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo”» (Lc 9,57-58).
Così Gesù svela che, per mezzo della sua persona, il Padre parla sempre anche a coloro che desiderano che sia fatta la sua volontà «in cielo ed in terra». Possiamo intraprendere anche noi la via che ha indicato ai suoi discepoli, se accettiamo di aprire il nostro animo all’ascolto e ci rendiamo disponibili a seguirlo senza condizioni e preconcetti.
Questa posizione del cuore porta frutti di salvezza nel mondo perché permette al Padre di continuare ad intervenire nella storia.
Nelle nostre missioni si possono vedere tanti segni della volontà di Dio in atto, che continua ad operare il bene nel mondo. In Cile, dove molti ragazzi che incontriamo nelle nostre parrocchie desiderano conoscere e seguire la persona di Cristo. A Nairobi, dove risplende la bellezza dell’incontro con il popolo keniota, così giovane e aperto al rapporto con Dio. A Taipei, dove si gioisce per l’incontro con una singola persona, come un avvenimento che ricorda i racconti delle prime comunità cristiane.
Non si può fare a meno di pensare che tutti questi frutti sono stati possibili per la disponibilità di alcuni che hanno accettato di partire seguendo la volontà di Dio, facendo quasi «una pazzia», per permettere un nuovo inizio della vita di Cristo in quei posti.
Questa pazzia non è irragionevole perché suscitata da Cristo stesso come eco del suo affidamento al Padre. Così l’inizio che visibilmente sorge nel mondo con Cristo, e quello che egli crea nell’uomo, formano una sola cosa. Dove questa unità accade, là si trova la nostra maggiore soddisfazione.

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