Benvenuti

Questo blog è uno spazio per aiutarsi a riprendere a pensare da cattolici, cosa che la società moderna sta completamente trascurando se non perseguitando.
Ogni suggerimento e/o contributo in questa direzione è ben gradito.
Affido allo Spirito Santo di Dio, a Maria Santissima, al Sacro Cuore di Gesù e a San Michele Arcangelo questo lavoro di testimonianza e apostolato.
Un caro saluto a tutti e un sentito ringraziamento a chi vorrà contribuire in qualunque modo a questa piccola opera.
Ci alzeremo in piedi ogni volta che la vita umana viene minacciata...Ci alzeremo ogni volta che la sacralità della vita viene attaccata prima della nascita. Ci alzeremo e proclameremo che nessuno ha l'autorità di distruggere la vita non nata...Ci alzeremo quando un bambino viene visto come un peso o solo come un mezzo per soddisfare un'emozione e grideremo che ogni bambino è un dono unico e irripetibile di Dio... Ci alzeremo quando l'istituzione del matrimonio viene abbandonata all'egoismo umano... e affermeremo l'indissolubilità del vincolo coniugale... Ci alzeremo quando il valore della famiglia è minacciato dalle pressioni sociali ed economiche...e riaffermeremo che la famiglia è necessaria non solo per il bene dell'individuo ma anche per quello della società... Ci alzeremo quando la libertà viene usata per dominare i deboli, per dissipare le risorse naturali e l'energia e per negare i bisogni fondamentali alle persone e reclameremo giustizia... Ci alzeremo quando i deboli, gli anziani e i morenti vengono abbandonati in solitudine e proclameremo che essi sono degni di amore, di cura e di rispetto. Giovanni Paolo II

mercoledì 4 settembre 2013

La lezione è preghiera (Contributi 885)

Dal sito della Fraternità San Carlo riporto questa testimonianza di Don Martino De Carli 


L’inizio delle lezioni di Introduzione alla teologia che tengo all'Università Cattolica è stato un fatto che mi ha provocato. Vorrei descrivere meglio questa esperienza, perché credo che abbia a che fare con il richiamo che la Scuola di comunità ci fa, ricordandoci che «la cosa più terribile è non sperare nulla» (Pavese) e allo stesso tempo che «per sperare è necessario aver ricevuto una grande grazia» (Péguy). 
Dopo aver preparato bene tutti i dettagli del corso durante il mese di febbraio, mi sono reso conto che questo non era sufficiente. C’era il rischio di iniziare l’anno senza sperare nulla, dando per scontato l’incontro con i nuovi volti degli studenti di quest’anno, con le loro domande e inquietudini. Allo stesso tempo, è sorto in me il desiderio di poter trasmettere loro la grazia che ho ricevuto, cioè l’incontro con Cristo. Ho anche capito che posso comunicare Cristo solamente se lui adesso, in questo istante, è risposta alla mia umanità. 
Se si rinnova questa consapevolezza, preparare le lezioni è una cosa bellissima perché è come se si dovesse ri-iniziare con gli studenti tutto il percorso che Cristo ha compiuto con te, lungo tutta la tua vita, come se dovessi rivivere tutti gli incontri che hanno segnato la tua storia, che hanno reso possibile che Cristo diventasse presenza familiare, piena di bellezza e di misericordia. Così entrando in classe ho cominciato a domandare che nella vita degli alunni accada quello che è successo nella mia vita. Se l’incontro è grazia, la lezione è preghiera. 
Alcuni tra di noi insegnano. Per questo ho voluto raccontare questa piccola scoperta. Tanti altri nella vita fanno un altro lavoro. Ma è urgente per tutti, indipendentemente dalla professione, la necessità di riscoprire che Cristo è risposta alla nostra umanità assetata, dentro le circostanze quotidiane della nostra esistenza. Vi saluto caramente e vi invito a condividere i momenti che il movimento propone per fare insieme memoria della Grazia che abbiamo ricevuto, Martino 
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