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Questo blog è uno spazio per aiutarsi a riprendere a pensare da cattolici, cosa che la società moderna sta completamente trascurando se non perseguitando.
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Affido allo Spirito Santo di Dio, a Maria Santissima, al Sacro Cuore di Gesù e a San Michele Arcangelo questo lavoro di testimonianza e apostolato.
Un caro saluto a tutti e un sentito ringraziamento a chi vorrà contribuire in qualunque modo a questa piccola opera.
Ci alzeremo in piedi ogni volta che la vita umana viene minacciata...Ci alzeremo ogni volta che la sacralità della vita viene attaccata prima della nascita. Ci alzeremo e proclameremo che nessuno ha l'autorità di distruggere la vita non nata...Ci alzeremo quando un bambino viene visto come un peso o solo come un mezzo per soddisfare un'emozione e grideremo che ogni bambino è un dono unico e irripetibile di Dio... Ci alzeremo quando l'istituzione del matrimonio viene abbandonata all'egoismo umano... e affermeremo l'indissolubilità del vincolo coniugale... Ci alzeremo quando il valore della famiglia è minacciato dalle pressioni sociali ed economiche...e riaffermeremo che la famiglia è necessaria non solo per il bene dell'individuo ma anche per quello della società... Ci alzeremo quando la libertà viene usata per dominare i deboli, per dissipare le risorse naturali e l'energia e per negare i bisogni fondamentali alle persone e reclameremo giustizia... Ci alzeremo quando i deboli, gli anziani e i morenti vengono abbandonati in solitudine e proclameremo che essi sono degni di amore, di cura e di rispetto. Giovanni Paolo II

martedì 12 agosto 2014

Chiudere i varchi (Interventi 201)

(Neemia 4, 6-7) 
Agli inizi dell'attività coi ragazzi di strada al Boys Ranch, in Kenya, avevamo le pecore e le mucche che pascolavano nel campo sportivo, a pochi metri dai campi di verdure. Bastava una piccola distrazione e subito trovavamo gli animali tra gli ortaggi. Allora abbiamo messo una rete di recinzione tra il campo sportivo e il grande orto, ma i ragazzi per recuperare il pallone finito in mezzo all'orto, per evitare di fare il giro della lunga recinzione, avevano aperto un varco nella rete. Col risultato che ogni minima distrazione era fatale - gli animali avevano scovato quel varco e finivano sempre per trovarsi dove non dovevano assolutamente esserci. Fino a quando non abbiamo chiuso anche quel varco.
Non sono soltanto le mucche e le pecore ad approfittare dei passaggi che apriamo nella recinzione. Lo usa anche il leone - quello che la Bibbia descrive così: «Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro, cercando chi divorare» (1 Pietro 5, 8). Il diavolo, purtroppo. E puoi essere certo che il distruttore sta andando in giro ruggendo intorno alla tua vita, alla tua famiglia, al gruppo o alla comunità a cui appartieni, cercando un buco nella recinzione - un passaggio che gli permetta di andare dove non gli dovrebbe mai essere concesso di andare. 
La Bibbia ti da un breve ed efficace insegnamento su come cacciarlo via. Sta scritto in Neemia 4, 1 e seguenti, soprattutto i versetti 6-7. Quel libro della Bibbia è il racconto affascinante di Neemia su come un piccolo gruppo di Ebrei riuscì a ricostruire in 52 giorni le mura e le porte di una Gerusalemme distrutta - nonostante fossero per tutto il tempo circondati da avversari che cercavano di ostacolarli. E viene narrata una delle decisioni fondamentali che presero per stroncare gli attacchi del nemico - una decisione che forse devi prendere anche tu per tagliar fuori il nemico della tua anima. 
La Bibbia in Neemia 4, 1-2 dice: «Ma quando Sanballàt, Tobia, gli Arabi, gli Ammoniti e gli Asdoditi [guarda un po' quanta gente contro di te!] seppero che la riparazione delle mura di Gerusalemme progrediva e che le brecce cominciavano a chiudersi, si adirarono molto e tutti assieme congiurarono di venire ad attaccare Gerusalemme e crearvi confusione». Lo credo bene! Quei varchi nelle mura erano i punti deboli che essi potevano usare per andare dove non avrebbero mai dovuto. 
Cosa fece Neemia? - «Allora noi pregammo il nostro Dio e contro di loro mettemmo sentinelle di giorno e di notte per difenderci dai loro attacchi... Io, nelle parti sottostanti a ciascun posto oltre le mura, in luoghi scoperti, disposi il popolo per famiglie, con le loro spade, le loro lance, i loro archi». Vuoi mandare via frustrato il nemico della tua anima? Chiudi quei varchi che hai aperto nella tua vita... nel tuo matrimonio... nella tua famiglia... nel tuo lavoro. Presidiali fortemente, schieraci le tue forze migliori. Perché il nemico farà di tutto per entrare attraverso quelle brecce e distruggere le cose importanti della tua vita. Non puoi continuare a trascurare quei passaggi aperti - ci sono cose troppo importanti che non puoi assolutamente perdere. «Contro di te avanza un distruttore: montare la guardia alla fortezza, sorvegliare le vie, cingerti i fianchi | raccogliere tutte le forze» (Nahum 2, 3). 
Il varco attraverso il quale il nemico sta entrando forse è la relazione col tuo coniuge o con tuo figlio che magari stai trascurando - e le erbe cattive, lo sai, crescono nei giardini trascurati. O forse è il tuo rapporto deteriorato con una persona che permette al nemico di seminare risentimento e rabbia. Il cuore indurito verso l'altro è una breccia che il nemico non trascurerà di sfruttare. O forse è l'abbassamento che ti sei concesso nei tuoi standard morali - nella tua onestà, nella tua sessualità, in quello che guardi o ascolti. Forse è un peccato che non hai mai voluto confessare... un vizio che sottovaluti... dei pensieri poco puliti che ritornano in continuazione. O semplicemente la tentazione di mollare - nelle tue relazioni, nell'impegno che ti sei preso, nel servizio che Dio ti ha chiamato a fare. 
Qualunque siano le tue brecce, sappi che il tuo nemico le ha identificate e sa dove tu sei vulnerabile, e sta programmando di usare quei varchi per entrare nel cuore della tua vita. Quando c'è un varco nella recinzione, una breccia nel muro - le porte che danno accesso alla città fortificata - quello è il tuo punto debole. Non aspettare un altro giorno a chiudere quelle porte o a presidiarle attentamente. Hai troppo da perdere. 
Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto 
don Luciano
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