
Quanto abbiamo detto colloca in un rapporto particolare l’azione dei cattolici in politica, la cultura che i cattolici sanno fare nella società civile e la vita della comunità ecclesiale. Se tra questi tre elementi non si costruisce nessuna continuità, vale a dire se si pensa che la comunità ecclesiale non possa e non debba fare cultura, se si ritiene che i cattolici non debbano essere presenti nella società singolarmente e in modo organizzato per animarla anche culturalmente, finirà che i cattolici in politica saranno lasciati a se stessi.
Si badi bene che non devono essere prima di tutto le istituzioni a fare cultura politica, ma la comunità civile; non devono essere prima di tutto i partiti, ma le persone e le loro aggregazioni.
È vero che l’azione di governo o le leggi del parlamento creano cultura in quanto incidono sui modi di pensare e di atteggiarsi di fronte ai problemi, ma è altrettanto vero che le scelte culturali originarie dovrebbero provenire dalle famiglie spirituali di cui è fatta la società e di cui le istituzioni sono a servizio.
Non dovrebbe esserci una “cultura di Stato”, anche se lo Stato non può non nutrirsi di una cultura che tuttavia non produce esso direttamente – per non cadere in forme più o meno larvate di Stato etico, ossia di uno Stato che pretende di imporre una sua verità assoluta e di plasmare la mente e il cuore dei cittadini –, ma che nasce dalla comunità e dalla sua storia. Il cattolico impegnato in politica deve quindi essere consapevole di esprimere sì una cultura, ma di aver bisogno di essere alimentato da dietro. Quindi non perderà il rapporto con la società civile, con i cattolici attivi nella società civile e con l’intera comunità ecclesiale.
Certamente con le proprie scelte egli impegna solo se stesso, ma per essere se stesso deve mantenere un vivo collegamento con altro da sé che lo precede. Questo impegno, naturalmente, vale sia per l’uomo politico cattolico che per la comunità ecclesiale, a cominciare dalla comunità parrocchiale. In altre parole: la possibile unità dei cattolici in politica comincia molto prima della politica.
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