Benvenuti

Questo blog è uno spazio per aiutarsi a riprendere a pensare da cattolici, cosa che la società moderna sta completamente trascurando se non perseguitando.
Ogni suggerimento e/o contributo in questa direzione è ben gradito.
Affido allo Spirito Santo di Dio, a Maria Santissima, al Sacro Cuore di Gesù e a San Michele Arcangelo questo lavoro di testimonianza e apostolato.
Un caro saluto a tutti e un sentito ringraziamento a chi vorrà contribuire in qualunque modo a questa piccola opera.
Ci alzeremo in piedi ogni volta che la vita umana viene minacciata...Ci alzeremo ogni volta che la sacralità della vita viene attaccata prima della nascita. Ci alzeremo e proclameremo che nessuno ha l'autorità di distruggere la vita non nata...Ci alzeremo quando un bambino viene visto come un peso o solo come un mezzo per soddisfare un'emozione e grideremo che ogni bambino è un dono unico e irripetibile di Dio... Ci alzeremo quando l'istituzione del matrimonio viene abbandonata all'egoismo umano... e affermeremo l'indissolubilità del vincolo coniugale... Ci alzeremo quando il valore della famiglia è minacciato dalle pressioni sociali ed economiche...e riaffermeremo che la famiglia è necessaria non solo per il bene dell'individuo ma anche per quello della società... Ci alzeremo quando la libertà viene usata per dominare i deboli, per dissipare le risorse naturali e l'energia e per negare i bisogni fondamentali alle persone e reclameremo giustizia... Ci alzeremo quando i deboli, gli anziani e i morenti vengono abbandonati in solitudine e proclameremo che essi sono degni di amore, di cura e di rispetto. Giovanni Paolo II

sabato 8 marzo 2014

Cerchiamo maestri da seguire (Contributi 945)

Vi invito a leggere questo articolo di Suor Francesca Salvi tratto dal sito della Fraternità S.Carlo 

E io su mi levai 
sanza parlare, e tutto mi ritrassi 
al duca mio, e li occhi a lui drizzai. 
El cominciò: “Figliuol, segui i miei passi” 
Dante, Divina Commedia, Canto I, vv 110-112, Purgatorio 

Pensare alla scuola per me è un tutt'uno pensare al maestro. E noi siamo privilegiate: la scuola della nostra casa di formazione è piena di maestri. Devo però ammettere che il mio rapporto con lo studio è sempre stato molto contrastante: da una parte il pensiero che studiare sia un rimandare l’affronto della vita, dall'altra, nell'atto fisico di studiare, l’imbattermi in qualcosa di appassionante e che svela un po’ di me a me stessa.
Questo contrasto mi ha accompagnata sempre, fino all'approdo alle Missionarie di san Carlo Borromeo e alla nostra scuola. Pensando in particolare alle mie passioni, la storia è certamente una di quelle che mi accompagna fedelmente sin dagli inizi dello studio del mio grande amore, che è la Matematica: poter sapere l’origine, da dove proviene quella data cosa che tanto mi affascina, mi è sempre sembrato fondamentale, di primaria importanza quanto la conoscenza dell’oggetto stesso. Il mondo non è piatto e sempiterno, avulso dai contesti, eppure la mia mente cade così facilmente in questo fraintendimento! Non mi stupisce quindi, a ben pensarci, che le materie che più mi appassionino adesso nella nostra scuola siano proprio il Catechismo della Chiesa Cattolica e la Storia della Chiesa: poter conoscere i contenuti, la storia e l’origine dell’Amato e Amata a cui stiamo donando e dedicando la vita è ciò che ogni giorno sempre più ritengo importante, proprio per potergli donare e dedicare veramente tutta me stessa.
Così facendo, riscopro le mie origini e quelle di colui che il Signore ha scelto per incontrarsi a me: don Giussani. Come mi è facile infatti scadere nel pensare che egli sia un punto solitario e sospeso a mezz'aria tra la terra e il cielo. E quanto invece è meraviglioso scoprire l’immenso fiume dentro al quale la goccia che è don Giussani sia cresciuta e abbia vissuto, e scoprire quanto dunque egli sia figlio: figlio di una tradizione, che si chiama Chiesa, e figlio di pensieri umani antichi quanto l’uomo, espressi da giganti quali Dante, Leopardi, Manzoni, Platone, Aristotele, San Tommaso, Sant'Agostino, San Francesco, Pasolini, Hitchcock, Giotto … 
Ogni volta che penso alla nostra scuola e ai nostri corsi mi vengono in mente i racconti che sin dal liceo amici più grandi mi facevano degli inizi delle Università: è un’affermazione un po’ forte, ma direi che sono un po’ la stessa cosa. “Vi destiniamo questa rozza lettera, supplicandovi con ogni umiltà di guardare con occhi benevoli alle richieste che vi presentiamo. E’ infatti nostro sommo desiderio attingere con le misere brocche di cui disponiamo alla vostra fonte per bagnare i nostri rozzi ingegni, così da potere anche noi rinverdire, fiorire e dare frutto a tempo opportuno. Per questo supplichiamo umilmente l’eccellenza vostra di degnarsi di venire alla nostra piccolezza”. Ecco una lettera che Boncompagno da Signa scrisse in quegli inizi, per invitare un professore a tenere a lui e ad altri studenti un corso, e che potremmo star scrivendo noi stesse ad un professore per invitarlo alla nostra scuola. 
Cosa facciamo dunque nella nostra scuola? Chiamiamo professori appassionati, che possano presentare anche a noi, venute tutte da storie, luoghi e tradizioni del mondo, un po’ di quel grande tesoro da cui ha attinto e attinge il dono più prezioso della nostra vita: il Movimento, nella Chiesa.
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