Capita a volte che un post non abbia riscontri appena pubblicato e che poi, in un secondo tempo, quando già la memoria l'aveva accantonato e la polvere della dimenticanza ricoperto, qualcuno lo riscopre e lo riporta alla luce. E' il caso del post del 15 giugno scorso e del commento che ne fa Maurizio (che non credo avere il piacere di conoscere personalmente) e che riporto interamente facendo presente all'autore che sono state inventate - al fine di agevolare scrittura e lettura di testi - delle cose chiamate "virgole" che egli pare usare con eccessiva parsimonia:
essere chiesa nel senso di ascoltare e relizzare il messaggio evangelico scendendo e salendo insieme all'altezza del nostro prossimo: la teologia ufficiale è troppo alti-sonante ed insieme vuota perchè confonde l'umiltà di chi tace per ascoltare e capire come lo spirito santo(oppure Cristo o la Madonna) possa illuminarlo e l'ingenuità che espone troppo spesso il fedele ad essere un soldatino di piombo schierato in personalistiche guerre(alludo ai vari estremismi ideologicici politici e religiosi ).
Tacere non è essere muti nè essere isolati nella solitudine domestica e protetti dal guscio del proprio ruolo. - in questo chiamo in causa anche gli intellettuali cattolici i teologi di professione -, ma frequentare la gente essere in atteggiamento di ascolto ,soggetti ed oggetti di una vita frugale conviviale e solidale,scambiandosi affetti e conoscenze reli e pratiche , formando anche insieme conoscenze e materializzare i sogni.
Sempre avendo come obiettivo una società giusta libera e fraterna. Il male nostro è la solitudine il credere di essere indipendenti dal mondo essere sempre giustificati dallo stato di necessità,dalla difesa di un potere qualsiasi, indifferenti alla crudeltà che anima il nostro modo di rapportarsi nutrirsi consumare divertirsi comunicare. La religione non può più esser una ritualità giustificativa del modo di essere borghese.
Se ben comprendo si tratta ancora di un invito ad essere più veri come credenti, a non usare la propria fede - vera o fittizia che sia - al solo fine di consolidare una posizione sociale. Il proprio essere credenti, il proprio essere cristiani o lo si gioca nel rapporto con gli altri uomini o diventa ruolo in cui la nostra persona non c'entra nulla.
Cristo è venuto a salvare ogni singolo uomo, chiamadolo ad un rapporto personale con Lui.
Questo avviene, pur fra i mille limiti che l'umana natura comporta, dentro la Chiesa.
Chi vive nella Chiesa deve essere annunciatore di Cristo e di infinito. Pena l'azzeramento della propria umanità.
Questo è quello che il commento mi suscita, la parola passa ai lettori...
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Tra le braccia di Molly Malone
1 mese fa
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Che lo Spirito Santo illumini la tua mente e che Dio ti ricolmi di ogni grazia, spirituale e materiale, e la speciale benedizione materna di Maria scenda su di te..