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Questo blog è uno spazio per aiutarsi a riprendere a pensare da cattolici, cosa che la società moderna sta completamente trascurando se non perseguitando.
Ogni suggerimento e/o contributo in questa direzione è ben gradito.
Affido allo Spirito Santo di Dio, a Maria Santissima, al Sacro Cuore di Gesù e a San Michele Arcangelo questo lavoro di testimonianza e apostolato.
Un caro saluto a tutti e un sentito ringraziamento a chi vorrà contribuire in qualunque modo a questa piccola opera.
Ci alzeremo in piedi ogni volta che la vita umana viene minacciata...Ci alzeremo ogni volta che la sacralità della vita viene attaccata prima della nascita. Ci alzeremo e proclameremo che nessuno ha l'autorità di distruggere la vita non nata...Ci alzeremo quando un bambino viene visto come un peso o solo come un mezzo per soddisfare un'emozione e grideremo che ogni bambino è un dono unico e irripetibile di Dio... Ci alzeremo quando l'istituzione del matrimonio viene abbandonata all'egoismo umano... e affermeremo l'indissolubilità del vincolo coniugale... Ci alzeremo quando il valore della famiglia è minacciato dalle pressioni sociali ed economiche...e riaffermeremo che la famiglia è necessaria non solo per il bene dell'individuo ma anche per quello della società... Ci alzeremo quando la libertà viene usata per dominare i deboli, per dissipare le risorse naturali e l'energia e per negare i bisogni fondamentali alle persone e reclameremo giustizia... Ci alzeremo quando i deboli, gli anziani e i morenti vengono abbandonati in solitudine e proclameremo che essi sono degni di amore, di cura e di rispetto. Giovanni Paolo II

martedì 25 dicembre 2012

La pace è una realtà (Contributi 776)


Leggo e riporto questo articolo di Mons. Negri da La Bussola
                                                             
Se c’è una cosa evidente in questi momenti è che l’uomo e la società vivono senza pace. La pace è la conoscenza profonda della propria identità nella sua verità. E’ il criterio giusto dei rapporti con le persone, con le cose, è un rapporto costruttivo e responsabile con la realtà e con la società. Cioè la pace è l’esigenza di una pienezza umana, capace di investire la realtà di questa pienezza. Oggi la pace - che pure è una esigenza fondamentale dello spirito umano - viene giudicata impossibile, è un’utopia, una cosa in cui si è creduto e si è tentato per secoli ma che è sprofondata nella negatività della grande crisi che ha seguito la caduta delle ideologie. 
E così siccome non c’è la pace c’è la violenza. La violenza occupa lo stesso posto lasciato libero dalla pace. Lo dice con chiarezza Benedetto XVI nel suo fondamentale messaggio “Beati gli operatori di pace” per la Giornata mondiale della Pace del 1° gennaio 2013. Violenza che nasce come atteggiamento dell’individuo nei confronti degli altri individui, a tutti i livelli: familiare, sociale, politico. E ci stiamo abituando, nel senso che non fa più neppure notizia, ad esempio, lo stillicidio di omicidi-suicidi che ormai sembrano accompagnarci quasi quotidianamente; la manipolazione della vita a tutti i livelli, nascosta nei modi più subdoli; la violenza sui bambini, sui piccoli; le violenze etniche che scuotono periodicamente zone vaste dell’umanità; l’intolleranza di carattere ideologico religioso che la fa ancora da padrone in molti stati.
La violenza. Invece della pace c’è la violenza. E la violenza avvilisce l’uomo e la società. Avvilisce perché distrugge tutte quelle energie positive che pure l’uomo ha dentro il suo cuore.
Ma è proprio in questa situazione che sembrerebbe desolante e disperata che i cristiani salutano e proclamano la venuta di Cristo nella nostra carne mortale con il più antico e più attuale dei titoli con cui si è riconosciuto: Principe della Pace. Il Signore è la pace, Cristo è la nostra pace. La pienezza della nostra umanità non si trova come esito del nostro cammino intellettuale e morale, delle nostre manipolazioni tecnologiche-scientifiche: la pace è la presenza di Cristo uomo nuovo, Crocifisso e Risorto, che comunica la pienezza di questa sua pace a coloro che credono. Questa pace viene dunque donata come un dono purissimo, fatto da Cristo al cuore di ogni uomo che crede in Lui.
Non dobbiamo aspettare di costruire la pace, noi dobbiamo incominciare a testimoniarla presente in Cristo, in noi e fra di noi. La pace è infatti una grande proposta di vita che viene rivolta alla nostra responsabilità. Del resto la pace è dono di Dio e responsabilità dell’uomo. Tocca all’uomo vivere l’esistenza di tutti giorni radicato nella certezza che Cristo è pace e sapendo investire di questa certezza tutte le circostanze dell’esistenza: quelle concrete, quotidiane, così come quelle eccezionali.
Allora ogni singolo segmento della nostra vita personale e sociale si colloca in una retta, come diceva don Luigi Giussani: la moralità, cioè la costruttività storica di un uomo non è una retta ma una serie di segmenti che poi il Signore fa convergere in una retta.
Noi abbiamo la responsabilità oggi più che mai di dire alto e forte che la pace non solo è possibile, ma è reale. E questa pace reale che è Cristo coinvolge la nostra esistenza e la fa camminare giorno dopo giorno verso la pienezza in Cristo della nostra umanità. Per questo al di sotto di tutte le differenze, di tutte le fatiche, di tutte le lacerazioni che pure noi conosciamo e che combattiamo insieme a tutti i nostri fratelli uomini, al fondo di tutto il disagio che si può percepire nella vita di ogni giorno, sta una incrollabile letizia. Una letizia perché la nostra vita appartenendo a Cristo e a Dio raggiungerà senz’altro il massimo della sua pienezza umana.
Ci sostiene la grande certezza dell’antico salmista: «Il mio cuore è lieto perché Dio vive».
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