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Questo blog è uno spazio per aiutarsi a riprendere a pensare da cattolici, cosa che la società moderna sta completamente trascurando se non perseguitando.
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Affido allo Spirito Santo di Dio, a Maria Santissima, al Sacro Cuore di Gesù e a San Michele Arcangelo questo lavoro di testimonianza e apostolato.
Un caro saluto a tutti e un sentito ringraziamento a chi vorrà contribuire in qualunque modo a questa piccola opera.
Ci alzeremo in piedi ogni volta che la vita umana viene minacciata...Ci alzeremo ogni volta che la sacralità della vita viene attaccata prima della nascita. Ci alzeremo e proclameremo che nessuno ha l'autorità di distruggere la vita non nata...Ci alzeremo quando un bambino viene visto come un peso o solo come un mezzo per soddisfare un'emozione e grideremo che ogni bambino è un dono unico e irripetibile di Dio... Ci alzeremo quando l'istituzione del matrimonio viene abbandonata all'egoismo umano... e affermeremo l'indissolubilità del vincolo coniugale... Ci alzeremo quando il valore della famiglia è minacciato dalle pressioni sociali ed economiche...e riaffermeremo che la famiglia è necessaria non solo per il bene dell'individuo ma anche per quello della società... Ci alzeremo quando la libertà viene usata per dominare i deboli, per dissipare le risorse naturali e l'energia e per negare i bisogni fondamentali alle persone e reclameremo giustizia... Ci alzeremo quando i deboli, gli anziani e i morenti vengono abbandonati in solitudine e proclameremo che essi sono degni di amore, di cura e di rispetto. Giovanni Paolo II

domenica 30 dicembre 2012

Pregare sodo, lavorare sodo (Interventi 154)

Ho un'età che mi ha consentito di assistere al passaggio dal mondo rurale a quello industriale. Mio nonno faceva il contadino, e ricordo che il tempo della semina non era uno scherzo - con il bue e l'aratro c'era da rivoltare la terra. Il vomere entrava nella terra, scavava solchi e increspava il campo di zolle, e il campo pareva un mare pieno di onde scure. Poi c'era la semina... e poi bisognava aspettare. A quel punto entrava in scena Dio, toccava a lui lavorare - la pioggia, il sole, il vento, le stagioni. Quando finalmente il grano era maturo, mio nonno si metteva in moto per raccogliere quanto Dio e lui avevano fatto crescere. Era una meravigliosa armonia di quello che può fare l'uomo e quello che solo Dio può fare. 
Èpafra è stato uno dei giganti spirituali degli inizi della Chiesa di Colosse. Alcuni studiosi della Bibbia pensano che sia stato lui a iniziare quella comunità cristiana, a cui Paolo scrive una lettera, conosciuta come lettera ai Colossesi. Quando Paolo la scrisse, Èpafra stava viaggiando con lui per aiutarlo nell'evangelizzazione. E come un buon contadino spirituale, Èpafra era esperto in quel meraviglioso equilibrio tra il lavoro di Dio e il lavoro dell'uomo.
In Colossesi 4,12-13 sta scritto: «Vi saluta Èpafra, servo di Cristo Gesù, che è dei vostri, il quale non cessa di lottare per voi nelle sue preghiere, perché siate saldi, perfetti e aderenti a tutti i voleri di Dio. Gli rendo testimonianza che si impegna a fondo per voi». Ecco qui un uomo che ha messo in pratica la sinergia, ossia il mettere insieme le forze - pregare sodo, lavorare sodo. 
Quando Paolo dice che Èpafra «non cessa di lottare per voi nelle sue preghiere», usa la parola greca «agonizzare», che letteralmente vuol dire «lottare». Quando Èpafra pregava per le persone che amava, non era un semplice: "Mio Dio, ti prego di benedirli e aiutarli". Era invece un lottatore, uno che usava tutte le energie che aveva per vincere la battaglia in favore della sua gente, pregando con intensità totale, con passione - agonizzando in preghiera per loro. Ci moriva sopra, insomma. Cercava l'aiuto di Dio per le cose che solo Dio può fare - come donare lo Spirito Santo o crescere nella fede. Come mio nonno, che si affidava completamente a Dio perché il seme piantato crescesse. 
Ma Èpafra credeva anche di dover lavorare sodo per le persone che amava. Come mio nonno contadino - lui sapeva bene che mentre Dio faceva la sua parte, anche lui doveva fare la sua. E Paolo dice di Èpafra - «gli rendo testimonianza che si impegna a fondo per voi». Èpafra lavorava sodo nella parte che toccava a lui. Nel terreno spirituale che stai coltivando - la tua famiglia, il tuo gruppo, le persone che hai intorno - è importante che tu faccia entrambe le cose - pregare sodo per quello che solo Dio può fare, e lavorare sodo in quello che Lui vuole che tu faccia. 
Molti di noi tendono per natura a gravitare attorno a uno di questi poli, trascurando l'altro. Lavoriamo sodo, ma preghiamo poco. O preghiamo tanto, ma ci impegniamo poco. Mio nonno non poteva far crescere il grano - confidava in Dio, era la parte di Dio. Ma Dio non arava i campi, non seminava, non sarchiava. Questo era quello che Dio si aspettava che mio nonno facesse. Molti dei miracoli della Bibbia sono una cooperazione di forze: alle nozze di Cana sono i servi che riempiono le giare di acqua, ma solo Gesù è colui che le cambia in vino. I discepoli trovano 5 pani e 2 pesci e fanno sedere la gente, ma solo Gesù fa bastare quelle poche cose per tutti - sempre quel meraviglioso equilibrio tra le mani di Dio e le tue mani. 
Qual è la parte che Dio si aspetta che tu faccia? Se non lo sai, glieLo devi chiedere! Ma non metterti a fare qualcosa tanto perché tu devi far funzionare le cose. Non decidere quello che sei chiamato a fare basato sull'urgenza o sul buon senso. Chiedi a Dio che sia Lui a guidarti nel compito che Lui vuole che tu faccia. Non saranno i tuoi sforzi che producono risultato - sarà l'agire di Dio. Ma i tuoi sforzi - uniti a quello che Lui vuole da te - produrranno il raccolto. 
Quindi, prega sodo. Lavora sodo. Queste sono le condizioni per un meraviglioso raccolto. Per dirla con un frase ben conosciuta: "Prega come se tutto dipendesse da Dio, lavora come se tutto dipendesse da te". 
Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto 
don Luciano 
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