Benvenuti

Questo blog è uno spazio per aiutarsi a riprendere a pensare da cattolici, cosa che la società moderna sta completamente trascurando se non perseguitando.
Ogni suggerimento e/o contributo in questa direzione è ben gradito.
Affido allo Spirito Santo di Dio, a Maria Santissima, al Sacro Cuore di Gesù e a San Michele Arcangelo questo lavoro di testimonianza e apostolato.
Un caro saluto a tutti e un sentito ringraziamento a chi vorrà contribuire in qualunque modo a questa piccola opera.
Ci alzeremo in piedi ogni volta che la vita umana viene minacciata...Ci alzeremo ogni volta che la sacralità della vita viene attaccata prima della nascita. Ci alzeremo e proclameremo che nessuno ha l'autorità di distruggere la vita non nata...Ci alzeremo quando un bambino viene visto come un peso o solo come un mezzo per soddisfare un'emozione e grideremo che ogni bambino è un dono unico e irripetibile di Dio... Ci alzeremo quando l'istituzione del matrimonio viene abbandonata all'egoismo umano... e affermeremo l'indissolubilità del vincolo coniugale... Ci alzeremo quando il valore della famiglia è minacciato dalle pressioni sociali ed economiche...e riaffermeremo che la famiglia è necessaria non solo per il bene dell'individuo ma anche per quello della società... Ci alzeremo quando la libertà viene usata per dominare i deboli, per dissipare le risorse naturali e l'energia e per negare i bisogni fondamentali alle persone e reclameremo giustizia... Ci alzeremo quando i deboli, gli anziani e i morenti vengono abbandonati in solitudine e proclameremo che essi sono degni di amore, di cura e di rispetto. Giovanni Paolo II

sabato 30 novembre 2013

L’eutanasia per i bambini accelera l’auto-genocidio dell’Europa (Contributi 919)

Vi propongo questa intervista di Leone Grotti al cardinale Sgreccia, (ex presidente della Pontificia accademia per la vita) da Tempi


«L’Europa ha intrapreso il cammino dell’auto-genocidio. Quello che è successo segnala un calo drastico di umanità, un abbassamento del livello di civiltà». Il cardinale Elio Sgreccia, ex presidente della Pontificia accademia per la vita, si riferisce alla decisione presa dalla Commissione del Senato belga che ha autorizzato l’estensione dell’eutanasia ai bambini. La legge per essere approvata dovrà ottenere il via libera dalle due Camere ma come dichiara Sgreccia a tempi.it questo primo voto «è un salto di inaudita gravità che disumanizza il rapporto tra adulti e bambini e legalizza un grave delitto contro la vita umana».

Eminenza, chi appoggia la legge in Belgio dice di farlo in nome della «dignità dei malati».
L’eutanasia è un grave crimine contro la vita umana. Quella della dignità è solo una scusa: nessuno è padrone della sua vita, che non ci diamo da soli.
L’uomo non ha diritto di essere autonomo fino alla fine?
È giusto invocare il principio di autonomia quando parliamo in generale delle nostre azioni, di cui siamo sempre responsabili, ma noi non siamo autonomi rispetto alla vita, perché non ce la diamo noi. Con l’eutanasia si offende il diritto alla vita e si offende anche la società, che permettendola perde il controllo di se stessa e autorizza un delitto grave. E se parliamo di bambini, il delitto è gravissimo.
Secondo la nuova legge, è il bambino a dover chiedere l’eutanasia e uno psicologo deve valutare la sua capacità di comprendere quello che sta facendo.
I bambini non sono in grado di giudicare o decidere. Il bambino è sempre stato una categoria protetta, infatti non può prendersi la responsabilità di sottoscrivere contratti, di votare né di assumere un servizio come quello militare. La legge poi non fissa limiti di età, quindi il bambino può essere ucciso anche a due anni o quando è ancora neonato. L’idea dello psicologo, poi, è solo un trucco.
Perché?
Se uno vede un soggetto che si sta gettando da un ponte per suicidarsi, cosa fa, va a chiamare lo psicologo perché si accerti se l’aspirante suicida è in grado di decidere o meno? La decisione di uccidere è sempre ingiusta e il diritto alla vita vale di più di un esame psicologico. Lo psicologo è un trucco usato per dare una parvenza di legalità a una legge che distrugge la dignità e la libertà del bambino. Perché, diciamolo, l’aiuto a morire non è affatto un aiuto.
Ma se un bambino dà il suo consenso?
Ma di quale consenso stiamo parlando? Anche se dice di volerlo, magari sta solo passando una crisi di scoraggiamento. Il consenso è solo un pretesto e non era mai successo che aggrappandosi a questo si permettesse di anticipare la morte. Un tredicenne, un adolescente, potrebbe chiedere l’eutanasia solo perché attraversa una crisi, magari dopo una bocciatura o un forte dispiacere. La verità è che il bambino quando soffre deve essere aiutato e curato, non ucciso.
La legge belga autorizza l’eutanasia anche per i pazienti dementi, come in Olanda.
Anche qui si dimostra che il consenso è una scusa, perché la volontà dei malati mentali è ritenuta non valida da sempre. Infatti non possono firmare contratti. Ma c’è di più, perché il Belgio supera anche l’Olanda non fissando limiti di età per l’eutanasia dei bambini. Siamo davanti a un salto di inaudita gravità che disumanizza il rapporto tra le persone. È davvero arrivato il momento per l’Europa di chiedersi che cosa vuole fare dei suoi figli.
Perché?
Già ne nascono sempre di meno: siamo sotto il livello di ricambio tra morti e nati, ormai, per cui si può dire che l’Europa ha intrapreso un cammino di auto-distruzione, auto-genocidio. La sua popolazione infatti va estinguendosi. Se poi, a questi pochi che nascono, si toglie anche la percentuale dei sofferenti che possono essere uccisi, si accelera il processo di distruzione, di abuso del diritto della vita e di crudeltà. Così diventiamo disumani.
Perché un bambino possa ottenere l’eutanasia, però, serve il consenso dei genitori.
Ma di cosa stiamo parlando? I genitori non hanno la potestà neanche di fare delle operazioni sui minori, che non siano necessarie per il loro bene, figuriamoci di autorizzarne la morte. Questa legge non è gravissima solo dal punto di vista giuridico, ma anche da quello morale e umano perché la vita è sacra.
Chi non è religioso, però, non riconosce la sacralità della vita.
Non sono solo le religioni ad opporsi a questa legge perché considerano la vita un dono di Dio, è un problema di rispetto dell’uomo che tutti possono riconoscere.
Eppure da quando l’eutanasia è stata legalizzata in Belgio nel 2002, i casi sono quintuplicati.
Se cresce il numero dei casi è perché si allargano le eccezioni e il rigore delle condizioni iniziali viene meno. È la legge del piano inclinato: quando si fa uno strappo alla legge, è destinato ad allargarsi sempre di più.
Non può essere un atto di umanità alleviare le sofferenze di chi sta male?
No, perché con l’eutanasia si allevia solo il peso di chi sta bene. Diamo alle cose il loro nome: questo è utilitarismo, perché si toglie di mezzo il malato, è la cultura dello scarto di cui parla papa Francesco. Una persona è malata, mi pesa, è scomoda, non produce e quindi la butto. Chi sta bene per aiutare i sofferenti deve sacrificarsi, se uno non vuole sacrifici e non vuole soffrire deve eliminare il prossimo che gli sta vicino. Ma una persona così protegge solo se stesso finché ha piena validità e salute, perché poi finisce per buttare via anche la propria vita: eutanasia e suicidio assistito, infatti, vanno insieme. Dovremmo allarmarci tutti davanti a queste cose perché una legge del genere segnala un calo di umanità, di rispetto della vita umana, un abbassamento del livello di civiltà.
Da dove nasce questo calo di umanità?
La cultura della morte nasce dal fatto che si vuole la vita solo quando è perfetta e capace di produrre denaro o vantaggi. È il principio del piacere che diventa principio di morte: quando la vita non ti dà più soddisfazione, non è più apprezzabile o degna. In ultima analisi, però, è il calo della fiducia nella vita ultraterrena, la mancanza di fede nella vita eterna, in Dio e nell’immortalità a portare al deprezzamento dell’uomo. Come dice il Concilio vaticano II, quando viene meno la fiducia in Dio anche l’uomo svanisce. La vita va verso la pienezza e merita di essere vissuta perché ha un valore eterno. La morte va accettata quando è naturale, quando la fisicità non regge più e per questo non bisogna neanche praticare l’accanimento terapeutico.
Diversi studi dimostrano oltretutto che la legge sull'eutanasia in Belgio è continuamente abusata.
La legge è già un abuso in sé, chi si stupisce se poi se ne aggiungono altri? È tutto un abuso perché, lo ripeto, la vita non ci appartiene.
Non ha ragione chi dice che l’uomo ha diritto di morire?
No, l’eutanasia non è né un diritto né una libertà ma è la fine del diritto e della libertà.
-------------------------

Nessun commento:

Posta un commento

Che lo Spirito Santo illumini la tua mente e che Dio ti ricolmi di ogni grazia, spirituale e materiale, e la speciale benedizione materna di Maria scenda su di te..

Lista blog cattolici

LOGO DEL BLOG

LOGO DEL BLOG
inserisci il logo del blog sul tuo blog (anche ridimensionandolo)