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Questo blog è uno spazio per aiutarsi a riprendere a pensare da cattolici, cosa che la società moderna sta completamente trascurando se non perseguitando.
Ogni suggerimento e/o contributo in questa direzione è ben gradito.
Affido allo Spirito Santo di Dio, a Maria Santissima, al Sacro Cuore di Gesù e a San Michele Arcangelo questo lavoro di testimonianza e apostolato.
Un caro saluto a tutti e un sentito ringraziamento a chi vorrà contribuire in qualunque modo a questa piccola opera.
Ci alzeremo in piedi ogni volta che la vita umana viene minacciata...Ci alzeremo ogni volta che la sacralità della vita viene attaccata prima della nascita. Ci alzeremo e proclameremo che nessuno ha l'autorità di distruggere la vita non nata...Ci alzeremo quando un bambino viene visto come un peso o solo come un mezzo per soddisfare un'emozione e grideremo che ogni bambino è un dono unico e irripetibile di Dio... Ci alzeremo quando l'istituzione del matrimonio viene abbandonata all'egoismo umano... e affermeremo l'indissolubilità del vincolo coniugale... Ci alzeremo quando il valore della famiglia è minacciato dalle pressioni sociali ed economiche...e riaffermeremo che la famiglia è necessaria non solo per il bene dell'individuo ma anche per quello della società... Ci alzeremo quando la libertà viene usata per dominare i deboli, per dissipare le risorse naturali e l'energia e per negare i bisogni fondamentali alle persone e reclameremo giustizia... Ci alzeremo quando i deboli, gli anziani e i morenti vengono abbandonati in solitudine e proclameremo che essi sono degni di amore, di cura e di rispetto. Giovanni Paolo II

sabato 16 novembre 2013

Un vero cristiano sa godersi anche la compagnia dei propri defunti (Contributi 914)

da Tempi una riflessione di Pippo Corigliano 

Un mio amico ha perso la moglie dopo sessant'anni di matrimonio. È una persona di fede e non dubita che la moglie è in Dio, ma è evidente che avverte il vuoto dell’assenza. La verità della vita eterna è tra le più ostiche per quella mentalità dominante di cui anche noi siamo impregnati. Per questo ho scritto un libro sul Paradiso raccogliendo gli elementi di colore che il Vecchio e il Nuovo Testamento riportano in proposito.
Mi sono accorto però che ho trascurato un aspetto importante della vita eterna che è il rapporto tra i defunti e i vivi. Fin dalla prima formulazione del credo si parlò della “comunione dei santi”: una verità dogmaticamente definita ma esistenzialmente poco vissuta, o, almeno, così mi pare. La solidarietà fra la chiesa trionfante, purgante e itinerante è chiara, ma ho la sensazione che non si viva in pratica sufficientemente questa verità. Sappiamo che Gesù ci è vicino e che Maria, con i santi, è un punto di riferimento, ma i propri cari defunti possono sembrarci distanti, fermi nelle loro tombe. Invece la fede ben vissuta non è così.
Il clima di famiglia proprio della Trinità, della famiglia di Nazareth e che Gesù ha vissuto con gli apostoli, continua ad esserci fra i cristiani vivi e dovrebbe esserci anche con i defunti. È un’esagerazione e un peccato ricorrere alle sedute spiritiche per riascoltare la voce di un caro defunto, mentre è un atto di fede vera non solo pregare per i defunti ma sentirsi in loro compagnia, farsi aiutare e sorridere con loro. 
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