Benvenuti

Questo blog è uno spazio per aiutarsi a riprendere a pensare da cattolici, cosa che la società moderna sta completamente trascurando se non perseguitando.
Ogni suggerimento e/o contributo in questa direzione è ben gradito.
Affido allo Spirito Santo di Dio, a Maria Santissima, al Sacro Cuore di Gesù e a San Michele Arcangelo questo lavoro di testimonianza e apostolato.
Un caro saluto a tutti e un sentito ringraziamento a chi vorrà contribuire in qualunque modo a questa piccola opera.
Ci alzeremo in piedi ogni volta che la vita umana viene minacciata...Ci alzeremo ogni volta che la sacralità della vita viene attaccata prima della nascita. Ci alzeremo e proclameremo che nessuno ha l'autorità di distruggere la vita non nata...Ci alzeremo quando un bambino viene visto come un peso o solo come un mezzo per soddisfare un'emozione e grideremo che ogni bambino è un dono unico e irripetibile di Dio... Ci alzeremo quando l'istituzione del matrimonio viene abbandonata all'egoismo umano... e affermeremo l'indissolubilità del vincolo coniugale... Ci alzeremo quando il valore della famiglia è minacciato dalle pressioni sociali ed economiche...e riaffermeremo che la famiglia è necessaria non solo per il bene dell'individuo ma anche per quello della società... Ci alzeremo quando la libertà viene usata per dominare i deboli, per dissipare le risorse naturali e l'energia e per negare i bisogni fondamentali alle persone e reclameremo giustizia... Ci alzeremo quando i deboli, gli anziani e i morenti vengono abbandonati in solitudine e proclameremo che essi sono degni di amore, di cura e di rispetto. Giovanni Paolo II

mercoledì 9 luglio 2014

Una compagnia amorosa (Contributi 974)

Dal sito della Fraternità sacerdotale San Carlo una testimonianza di Don Tommaso Pedroli


Una parte considerevole del lavoro in parrocchia per un sacerdote è dedicato alla catechesi sacramentale e in particolare alla preparazione alle prime comunioni. In ognuno dei centosessanta bambini che frequentano il catechismo rivedo il mio volto, le mie attese e la semplicità di quando avevo la loro età. E in un certo senso ogni volta che entro in un’aula è per me come un tuffo nel passato.
Torno spesso agli anni del mio catechismo, quando ogni lezione era una novità e la possibilità di dare la vita a Gesù attraverso il sacerdozio si faceva strada in me come intuizione. Mi ricordo in particolare un giorno in cui la catechista ci chiese di disegnare quello che ci sarebbe piaciuto diventare da grandi. Istintivamente, sul foglio tracciai uno schizzo del frate portinaio della mia parrocchia che ogni domenica, dopo la messa, portava la comunione agli anziani del quartiere. Lo incrociavo sempre sulla strada del suo ritorno, con una piccola custodia eucaristica ormai vuota, carico dei molti anni di umile servizio, eppure leggiadro e lieto. Il mio primo ricordo dell’eucarestia è legato alla donazione di fra’ Cirillo: non è possibile dare la vita per il mondo se non guardando e assimilandosi alla consegna totale che Gesù fa di sé nel sacramento.
Sono dovuti passare molti anni perché potessi comprendere con che profondità Dio aveva seminato in me il desiderio di servirlo guardando a quell’anziano frate. Il giorno della mia prima comunione stette al mio fianco con gioia e sapienza. Con il suo silenzio e la semplice fedeltà alla sua vocazione mi stava accompagnando nella scoperta dell’amorosa compagnia di Dio alla vita di ogni uomo. Oggi, quando apro la mia giornata con la celebrazione della messa, mi stupisco ogni volta di quel pane e di quel vino fra le mie mani, non potendo non chiedere la stessa totale donazione.
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