Benvenuti

Questo blog è uno spazio per aiutarsi a riprendere a pensare da cattolici, cosa che la società moderna sta completamente trascurando se non perseguitando.
Ogni suggerimento e/o contributo in questa direzione è ben gradito.
Affido allo Spirito Santo di Dio, a Maria Santissima, al Sacro Cuore di Gesù e a San Michele Arcangelo questo lavoro di testimonianza e apostolato.
Un caro saluto a tutti e un sentito ringraziamento a chi vorrà contribuire in qualunque modo a questa piccola opera.
Ci alzeremo in piedi ogni volta che la vita umana viene minacciata...Ci alzeremo ogni volta che la sacralità della vita viene attaccata prima della nascita. Ci alzeremo e proclameremo che nessuno ha l'autorità di distruggere la vita non nata...Ci alzeremo quando un bambino viene visto come un peso o solo come un mezzo per soddisfare un'emozione e grideremo che ogni bambino è un dono unico e irripetibile di Dio... Ci alzeremo quando l'istituzione del matrimonio viene abbandonata all'egoismo umano... e affermeremo l'indissolubilità del vincolo coniugale... Ci alzeremo quando il valore della famiglia è minacciato dalle pressioni sociali ed economiche...e riaffermeremo che la famiglia è necessaria non solo per il bene dell'individuo ma anche per quello della società... Ci alzeremo quando la libertà viene usata per dominare i deboli, per dissipare le risorse naturali e l'energia e per negare i bisogni fondamentali alle persone e reclameremo giustizia... Ci alzeremo quando i deboli, gli anziani e i morenti vengono abbandonati in solitudine e proclameremo che essi sono degni di amore, di cura e di rispetto. Giovanni Paolo II

giovedì 17 luglio 2014

La speranza nel compimento (Contributi 978)

Vi propongo una testimonianza di Don Romano Christen (attualmente parroco a Colonia-Germania) dal sito della Fraternità San Carlo:

Quanto dolore mi brucia dentro per tutto ciò che rimane incompiuto, non detto (o detto male), non abbracciato, non incoraggiato, non perdonato! Che ne è, poi, di chi si allontana, dei tanti, dei troppi rapporti che lungo il cammino della vita, per le più disparate ragioni, si affievoliscono o si perdono? Già solo un incontro fortuito in treno mi lascia dentro un’amarezza pensando che quel volto non lo vedrò più, non ne scoprirò mai la profondità di cuore… No, non può finire così!
In realtà, basta attendere. Un’attesa trepidante e impegnata, che desidera plasmare la propria carnalità per esporla sin d’ora al Giudizio finale di Dio, certa che il Signore della storia non lascerà cadere niente nel nulla. E così fiorisce la speranza nel compimento! Sboccerà per grazia l’amicizia definitiva, la parola vera sarà detta e verrà compresa, l’azione buona potrà compiersi grata e senza artificio, le ferite saranno sanate – saranno belli anche i segni che lasceranno – e la confidenza illuminerà anche le fibre di vita più recondite perché raggiunte dall’abbraccio di Cristo! L’amen definitivo è del Paradiso.
Scopro stupito che l’amarezza per tutto ciò che qui e ora resta incompiuto viene sempre più tramutata in letizia paziente e certa; mentre la tentazione testarda di essere possessivi in tutto si converte in verginità colma di pace.
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