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Questo blog è uno spazio per aiutarsi a riprendere a pensare da cattolici, alla luce della vera fede e della sana dottrina, cosa che la società moderna sta completamente trascurando se non perseguitando. Un aiuto (in primo luogo a me stesso) a restare sulla retta via e a continuare a camminare verso Gesù Cristo, Via Verità e Vita.
Ogni suggerimento e/o contributo in questa direzione è ben gradito.
Affido allo Spirito Santo di Dio, a Maria Santissima, al Sacro Cuore di Gesù e a San Michele Arcangelo questo lavoro di testimonianza e apostolato.
Un caro saluto a tutti e un sentito ringraziamento a chi vorrà contribuire in qualunque modo a questa piccola opera.

S. Giovanni Paolo II

Ci alzeremo in piedi ogni volta che la vita umana viene minacciata... Ci alzeremo ogni volta che la sacralità della vita viene attaccata prima della nascita. Ci alzeremo e proclameremo che nessuno ha l'autorità di distruggere la vita non nata...Ci alzeremo quando un bambino viene visto come un peso o solo come un mezzo per soddisfare un'emozione e grideremo che ogni bambino è un dono unico e irripetibile di Dio... Ci alzeremo quando l'istituzione del matrimonio viene abbandonata all'egoismo umano... e affermeremo l'indissolubilità del vincolo coniugale... Ci alzeremo quando il valore della famiglia è minacciato dalle pressioni sociali ed economiche...e riaffermeremo che la famiglia è necessaria non solo per il bene dell'individuo ma anche per quello della società... Ci alzeremo quando la libertà viene usata per dominare i deboli, per dissipare le risorse naturali e l'energia e per negare i bisogni fondamentali alle persone e reclameremo giustizia... Ci alzeremo quando i deboli, gli anziani e i morenti vengono abbandonati in solitudine e proclameremo che essi sono degni di amore, di cura e di rispetto.

sabato 22 agosto 2009

Contributi 149 - La vera storia di Miguel Mañara

da il Sussidiario

Pigi Colognesi
venerdì 21 agosto 2009

Il protagonista della serata teatrale d’apertura del trentesimo Meeting di Rimini sarà Miguel Mañara. Domenica prossima vedremo, infatti, una nuova messa in scena del dramma di Oscar Milosz, incentrato sulle vicende del giovane rubacuori sivigliano, prima stanco delle sue stesse avventure amorose, poi sorpreso dal candore di un amore vero e sposo, infine umile monaco che diventa santo e muore nel silenzio. È quel Mañara che ha dato origine alla lunga serie dei don Giovanni di cui è zeppa la letteratura, da Tirso de Molina a Molière a Puškin, e la musica (basti pensare a Mozart).

Ma nello scrivere la sua più famosa opera teatrale, che è del 1913, Milosz non aveva in mente un’ennesima edizione del mito già visitato da tanti altri prima di lui (e che lui stesso aveva trattato in un precedente dramma). Milosz infatti resta fedele al dato storico, così come lo aveva letto e studiato nella biografia su Mañara scritta dal de Latour nel 1857. Chi era, dunque, questo Mañara, che la Chiesa cattolica annovera tra i “venerabili”?

Don Miguel Mañara Vicentelo de Leca nasce a Siviglia il 3 marzo 1627. La sua giovinezza è quella tipica dei giovani rampolli della nobiltà del siglo de oro: baldoria, amorazzi, duelli per difendere l’onore. Intorno ai vent’anni la conversione. Il suo primo biografo, Cárdenas, racconta che, mentre si dirigeva di notte a un appuntamento galante, Mañara fu colpito al capo, cadde per terra e sentì una voce che chiedeva una bara per lui, considerato ormai morto. In preda al terrore, Mañara tornò a casa e venne poi a sapere che all’appuntamento galante sarebbe stato accolto da sicari decisi a ucciderlo.

È la svolta. Miguel ventunenne sposa una brava ragazza della città, Jerónima Carrillo da Mendoza (la Girolama di Milosz). Che però muore poco dopo. Miguel entra allora nella Confraternita della Carità, che si occupa dell’assistenza materiale e spirituale ai poveri di Siviglia. Nel 1662 ne diventa il presidente, dandole nuovo impulso e ingrandendone il raggio di azione. Tale è il fascino della sua vita, che gran parte della nobiltà di Siviglia entra a far parte della Confraternita, attorno alla cui sede viene costruito un ospizio per i poveri, un ospedale per i malati che nessun’altra struttura accoglie e fondato un sodalizio di persone impegnate nell’assistenza ai condannati a morte. Mañara si prodiga anche per la conversione dei musulmani che si trovavano in città.

Muore il 9 maggio 1679, circondato dall’ammirazione di tutti e da una solida fama di santità. Di sé, lui aveva ben altra idea, tanto da scrivere nel suo testamento: «Io, don Miguel Mañara, cenere e polvere, miserabile peccatore, per la maggior parte della mia vita ho offeso l’altissima maestà di Dio mio Padre, di cui confesso di essere creatura e schiavo. Ho servito Babilonia e il Diavolo suo principe con mille abomini, orgoglio, adulteri, bestemmie, scandali, brigantaggio. I miei peccati e le mie infamie sono senza numero e solo la grande saggezza di Dio li può nominare, la sua pazienza infinita sopportarli e la sua infinita misericordia perdonarli. Sul mio sepolcro si metta una pietra con questo epitaffio: Qui giacciono i resti del peggior uomo che ci fu al mondo. Pregate per lui».
nella foto la Cattedrale di Siviglia
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