Benvenuti

Questo blog è uno spazio per aiutarsi a riprendere a pensare da cattolici, alla luce della vera fede e della sana dottrina, cosa che la società moderna sta completamente trascurando se non perseguitando. Un aiuto (in primo luogo a me stesso) a restare sulla retta via e a continuare a camminare verso Gesù Cristo, Via Verità e Vita.
Ogni suggerimento e/o contributo in questa direzione è ben gradito.
Affido allo Spirito Santo di Dio, a Maria Santissima, al Sacro Cuore di Gesù e a San Michele Arcangelo questo lavoro di testimonianza e apostolato.
Un caro saluto a tutti e un sentito ringraziamento a chi vorrà contribuire in qualunque modo a questa piccola opera.

S. Giovanni Paolo II

Ci alzeremo in piedi ogni volta che la vita umana viene minacciata... Ci alzeremo ogni volta che la sacralità della vita viene attaccata prima della nascita. Ci alzeremo e proclameremo che nessuno ha l'autorità di distruggere la vita non nata...Ci alzeremo quando un bambino viene visto come un peso o solo come un mezzo per soddisfare un'emozione e grideremo che ogni bambino è un dono unico e irripetibile di Dio... Ci alzeremo quando l'istituzione del matrimonio viene abbandonata all'egoismo umano... e affermeremo l'indissolubilità del vincolo coniugale... Ci alzeremo quando il valore della famiglia è minacciato dalle pressioni sociali ed economiche...e riaffermeremo che la famiglia è necessaria non solo per il bene dell'individuo ma anche per quello della società... Ci alzeremo quando la libertà viene usata per dominare i deboli, per dissipare le risorse naturali e l'energia e per negare i bisogni fondamentali alle persone e reclameremo giustizia... Ci alzeremo quando i deboli, gli anziani e i morenti vengono abbandonati in solitudine e proclameremo che essi sono degni di amore, di cura e di rispetto.

sabato 17 aprile 2010

La vera radice degli ultimi attacchi a Benedetto XVI (Contributi 288)

Vi segnalo un articolo di Mario Mauro in occasione del quinto anniversario dell'elezione di Benedetto XVI tratto da IlSussidiario:

In vista del quinto anniversario della Sua elezione a Sommo Pontefice il prossimo 19 aprile, da cattolico, ma anche da politico, mi sento particolarmente grato a Papa Benedetto XVI per il suo impegno in questi anni a guida della Chiesa Universale. Non è assolutamente un caso che proprio sotto di lui la Chiesa sia vittima di un’aggressione senza precedenti. E i motivi risiedono nello scompaginante anticonformismo del messaggio di cui è portatore.
Dietro agli attacchi degli ultimi tempi, sempre più pesanti e sempre più carichi di odio e di menzogna, c’è infatti quell’ideologia contro la quale, anche da Cardinale, insieme con Giovanni Paolo II, ha sempre combattuto. Se Papa Woityla aveva lottato strenuamente, contribuendone al disfacimento, contro l’ideologia comunista, Papa Benedetto rappresenta oggi uno scomodo oppositore della cosiddetta “dittatura del relativismo”.
Come ha sottolineato in più di un’occasione infatti, “il relativismo contemporaneo mortifica la ragione, perché di fatto arriva ad affermare che l’essere umano non può conoscere nulla con certezza al di là del campo scientifico positivo. Oggi però, come allora, l’uomo 'mendicante di significato e compimento' va alla continua ricerca di risposte esaustive alle domande di fondo che non cessa di porsi”.
Questo fa impazzire il potere, che non accetta che qualcuno possa insinuare che l’uomo è libero di fronte a esso. Non accetta neppure che nell’impostare il dialogo interreligioso con Ebrei e Musulmani e nella continua difesa della dignità della persona, Papa Ratzinger abbia sempre affermato l’importanza essenziale della libertà religiosa, unica libertà garante del desiderio di infinito che risiede nel cuore di ogni uomo.
In questi anni sua Santità, è stato chiaro testimone della ragionevolezza della fede, invitando i Cristiani a verificarne la pertinenza in tutti gli aspetti della vita, politica compresa. In un mondo in cui l’uomo decide quando è bene e quando è male, mettendo tutte le opinioni sullo stesso piano di modo che non emerga più la verità, la guida di Papa Benedetto risulta più che mai illuminante nell’attività politica che quotidianamente svolgiamo. Oggi sembra infatti che non sia più possibile costruire un’ipotesi buona per una generazione. Seguendo il suo insegnamento mi accorgo che fortunatamente non è così.
Non è tutto da buttare. Questo ci insegna il pontefice, quel generoso affetto per tutto quello che della realtà abbiamo intorno, in modo tale che poi questa realtà possiamo in ogni istante farla muovere e farla commuovere e partecipare con passione a questo lavoro che stiamo facendo da anni e che può essere un grande bene per tutti.
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