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Questo blog è uno spazio per aiutarsi a riprendere a pensare da cattolici, cosa che la società moderna sta completamente trascurando se non perseguitando.
Ogni suggerimento e/o contributo in questa direzione è ben gradito.
Affido allo Spirito Santo di Dio, a Maria Santissima, al Sacro Cuore di Gesù e a San Michele Arcangelo questo lavoro di testimonianza e apostolato.
Un caro saluto a tutti e un sentito ringraziamento a chi vorrà contribuire in qualunque modo a questa piccola opera.
Ci alzeremo in piedi ogni volta che la vita umana viene minacciata...Ci alzeremo ogni volta che la sacralità della vita viene attaccata prima della nascita. Ci alzeremo e proclameremo che nessuno ha l'autorità di distruggere la vita non nata...Ci alzeremo quando un bambino viene visto come un peso o solo come un mezzo per soddisfare un'emozione e grideremo che ogni bambino è un dono unico e irripetibile di Dio... Ci alzeremo quando l'istituzione del matrimonio viene abbandonata all'egoismo umano... e affermeremo l'indissolubilità del vincolo coniugale... Ci alzeremo quando il valore della famiglia è minacciato dalle pressioni sociali ed economiche...e riaffermeremo che la famiglia è necessaria non solo per il bene dell'individuo ma anche per quello della società... Ci alzeremo quando la libertà viene usata per dominare i deboli, per dissipare le risorse naturali e l'energia e per negare i bisogni fondamentali alle persone e reclameremo giustizia... Ci alzeremo quando i deboli, gli anziani e i morenti vengono abbandonati in solitudine e proclameremo che essi sono degni di amore, di cura e di rispetto. Giovanni Paolo II

martedì 18 giugno 2013

Abrogare le leggi (Contributi 855)

Da Cultura Cattolica una riflessione di Don Mangiarotti

«Il vostro compito è certamente tecnico e giuridico, e consiste nel proporre leggi, nell'emendarle o anche nell'abrogarle». Questo ha detto Papa Francesco alla Delegazione di Parlamentari francesi del gruppo di amicizia Francia-Santa Sede. E chissà perché sembrano parole cadute nel vuoto, almeno qui da noi in Italia. Perché pare che invece, in Francia, abbiano destato interesse e preoccupazione. Questo mi pare oggi il problema di fronte all'insegnamento della Chiesa: si cita solo ciò che è secondo la propria idea, la propria concezione, i propri interessi, e così quanto viene affermato viene edulcorato (o cancellato) a seconda dell’interprete. 
Nella situazione concreta mi pare che due siano i punti da evidenziare, a proposito di quanto Papa Francesco va dicendo con chiarezza: 

1. Innanzitutto siamo di fronte a un magistero che non si concepisce come isolato, senza una storia. Il fatto stesso di volere pubblicare una enciclica (quella sulla fede) che è frutto di lavoro comune col predecessore sta ad indicare che Papa Francesco ha fatto sua la posizione «cattolica»: ermeneutica della continuità. In questo senso – per quanto riguarda l’impegno dei cristiani nella vita politica – la continuità implica l’assunzione della Dottrina sociale cristiana come riferimento ultimo e normativo. 
2. Il Papa Francesco da un lato conosce la situazione sociale culturale e politica degli interlocutori (in questo caso la Francia di Hollande e Taubira) e dall’altro sa che la responsabilità della presenza politica è dei laici, a cui si rivolge. Ora non credo che le leggi a cui si riferisce siano leggi marginali, sul gioco della lippa, per esempio, o sulle dimensioni dei cartelli stradali. Sappiamo tutti quanti milioni di francesi hanno manifestato contro l’introduzione del cosiddetto «matrimonio per tutti». È così impensabile che il Papa potesse avere in mente, tra le altre, anche questo “mostro” di legge? 

Credo che sia compito dei cattolici, in particolare di chi opera nel campo magnifico della informazione, contribuire a che l’insegnamento integrale del Papa sia conosciuto. Ci pensa già il mondo laico/laicista a stravolgere o censurare quanto il Papa, con la sua dolcezza e insieme chiarezza, ci vuole comunicare. Diamoci una mossa, e scuotiamoci dal torpore della accondiscendenza all'ovvio! Ancora una volta è evidente che il compito che ci è affidato dal Signore, così coinvolgente in questi nostri tempi drammatici, non ha bisogno di disertori, ma di uomini appassionati e creativi. E qui un’ultima recentissima citazione: «Il fine dell’economia e della politica, è proprio il servizio agli uomini, a cominciare dai più poveri e i più deboli, ovunque essi si trovino, fosse anche il grembo della loro madre»
Non è chiaro? 
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