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Affido allo Spirito Santo di Dio, a Maria Santissima, al Sacro Cuore di Gesù e a San Michele Arcangelo questo lavoro di testimonianza e apostolato.
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Ci alzeremo in piedi ogni volta che la vita umana viene minacciata...Ci alzeremo ogni volta che la sacralità della vita viene attaccata prima della nascita. Ci alzeremo e proclameremo che nessuno ha l'autorità di distruggere la vita non nata...Ci alzeremo quando un bambino viene visto come un peso o solo come un mezzo per soddisfare un'emozione e grideremo che ogni bambino è un dono unico e irripetibile di Dio... Ci alzeremo quando l'istituzione del matrimonio viene abbandonata all'egoismo umano... e affermeremo l'indissolubilità del vincolo coniugale... Ci alzeremo quando il valore della famiglia è minacciato dalle pressioni sociali ed economiche...e riaffermeremo che la famiglia è necessaria non solo per il bene dell'individuo ma anche per quello della società... Ci alzeremo quando la libertà viene usata per dominare i deboli, per dissipare le risorse naturali e l'energia e per negare i bisogni fondamentali alle persone e reclameremo giustizia... Ci alzeremo quando i deboli, gli anziani e i morenti vengono abbandonati in solitudine e proclameremo che essi sono degni di amore, di cura e di rispetto. Giovanni Paolo II

mercoledì 30 gennaio 2013

L’amorevole onnipotenza di Dio va contro i nostri schemi (Contributi 789)

Vi propongo questo articolo dal sito di Tempi: 

Benedetto XVI, nella consueta udienza generale del mercoledì, oggi dedicata al “Credo”, ha detto che «solo chi è davvero potente può sopportare il male e mostrarsi compassionevole, amando tutto e tutti, rispondendo al male con il bene, agli insulti con il perdono». Il Signore, ha spiegato il Papa, «ha un atteggiamento apparentemente debole, chiude gli occhi sui peccati degli uomini, attende pazientemente la nostra conversione». 

PATERNITA’. Il Papa, per parlare dell’onnipotenza di Dio è partito dal concetto di paternità. Anche se, ha avvertito, «non è facile oggi», soprattutto nel mondo occidentale, «parlare di paternità». Il problema oggi, ha detto il Papa, è che viviamo in un mondo in cui sembriamo soccombere a causa della disgregazione familiare, le preoccupazioni quotidiane, gli impegni pressanti, la difficoltà a “far quadrare i bilanci”, «la invasione dei mass media nel vivere quotidiano». Tutti questi sono «fattori che possono impedire un sereno rapporto tra padre e figlio», così che «comunicazione diventa difficile, viene meno la fiducia e il rapporto con la figura paterna» e, quindi, «diventa problematico anche il rapporto con Dio»: «A chi ha fatto esperienza di un padre autoritario e inflessibile o addirittura assente - ha detto Benedetto XVI – non è facile pensare a Dio come padre, abbandonarsi a lui con fiducia». Ma «la rivelazione biblica aiuta a superare queste difficoltà parlandoci di un Dio che ci mostra che cosa significhi veramente essere “padre”. Ed è soprattutto il Vangelo che ci rivela questo volto di Dio come Padre che ama fino al dono del proprio Figlio per la salvezza dell’umanità. Il riferimento alla figura paterna – ha spiegato il Papa – aiuta dunque a comprendere qualcosa dell’amore di Dio che però rimane infinitamente più grande, più fedele, più totale di quello di qualsiasi uomo». 
FUORI DAGLI SCHEMI. Se si riesce a «rispondere al male non con il male ma con il bene, e agli insulti con il perdono, allora l’amore ha davvero vinto, la morte è definitivamente sconfitta perché trasformata nel dono della vita». Per questo in Dio «la morte è inghiottita e privata del suo veleno e noi liberati dal peccato possiamo accedere alla realtà di figli di Dio», esprimendo «la nostra fede nella potenza dell’amore di Dio». L’onnipotenza di Dio è, infatti, «contro i nostri schemi. Noi vorremmo un’onnipotenza divina secondo i nostri schemi mentali e i nostri desideri: un Dio “onnipotente” che risolva i problemi, che intervenga per evitarci ogni difficoltà, che vinca tutte le potenze avverse, cambi il corso degli eventi e annulli il dolore». Ma qui Benedetto XVI si è fermato e ha chiesto: come è possibile pensare alla onnipotenza di Dio davanti alla croce di Gesù e alla sofferenza? Infatti, «davanti al male e alla sofferenza, per molti diventa problematico credere in un Dio Padre e crederlo onnipotente; alcuni cercano rifugio in idoli, cedendo alla tentazione di trovare risposta in una presunta onnipotenza “magica” e nelle sue illusorie promesse. Ma la fede in Dio onnipotente ci spinge a percorrere sentieri ben differenti: le vie e i pensieri di Dio sono diversi dai nostri e anche la sua onnipotenza è diversa: non si esprime come forza automatica o arbitraria, ma è segnata da una libertà amorosa e paterna». 
TEOLOGI E IDOLI. «Oggi – ha detto polemicamente Benedetto XVI – diversi teologi dicono che Dio non può essere onnipotente» e molte persone cedono alla «tentazione degli idoli». Ma il Dio del credo, ha ribadito il pontefice, non manifesta la propria onnipotenza con la «violenza» né con la «forza», ma con il suo amore compassionevole. «L’onnipotenza dell’amore non è quella del potere del mondo, ma è quella del dono totale, e Gesù, il Figlio di Dio, rivela al mondo l a vera onnipotenza del Padre dando la vita per noi peccatori. Ecco la vera, autentica e perfetta potenza divina: rispondere al male con il bene, agli insulti con il perdono, all’odio omicida con l’amore che fa vivere», ha concluso Benedetto XVI. 
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