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Questo blog è uno spazio per aiutarsi a riprendere a pensare da cattolici, cosa che la società moderna sta completamente trascurando se non perseguitando.
Ogni suggerimento e/o contributo in questa direzione è ben gradito.
Affido allo Spirito Santo di Dio, a Maria Santissima, al Sacro Cuore di Gesù e a San Michele Arcangelo questo lavoro di testimonianza e apostolato.
Un caro saluto a tutti e un sentito ringraziamento a chi vorrà contribuire in qualunque modo a questa piccola opera.
Ci alzeremo in piedi ogni volta che la vita umana viene minacciata...Ci alzeremo ogni volta che la sacralità della vita viene attaccata prima della nascita. Ci alzeremo e proclameremo che nessuno ha l'autorità di distruggere la vita non nata...Ci alzeremo quando un bambino viene visto come un peso o solo come un mezzo per soddisfare un'emozione e grideremo che ogni bambino è un dono unico e irripetibile di Dio... Ci alzeremo quando l'istituzione del matrimonio viene abbandonata all'egoismo umano... e affermeremo l'indissolubilità del vincolo coniugale... Ci alzeremo quando il valore della famiglia è minacciato dalle pressioni sociali ed economiche...e riaffermeremo che la famiglia è necessaria non solo per il bene dell'individuo ma anche per quello della società... Ci alzeremo quando la libertà viene usata per dominare i deboli, per dissipare le risorse naturali e l'energia e per negare i bisogni fondamentali alle persone e reclameremo giustizia... Ci alzeremo quando i deboli, gli anziani e i morenti vengono abbandonati in solitudine e proclameremo che essi sono degni di amore, di cura e di rispetto. Giovanni Paolo II

sabato 23 febbraio 2013

Il Signore non è sconfitto dalle nostre sconfitte (Contributi 804)

Ancora Aldo Trento dal Paraguay con una riflessione da Tempi: 

Attraverso i volti che ci donano la certezza di Cristo e che ci confermano che la fede è utile per testimoniare la vera gioia, incontriamo testimoni di un amore eterno che ha pietà del nostro niente. 
Queste persone hanno vissuto drammi indescrivibili, hanno abbandonato Dio per altri idoli, hanno sofferto fino in fondo il vuoto e il nulla tipici di un’oscurità senza meta, ma nonostante ciò, Cristo gli è andato incontro, come è successo a Zaccheo, Maria Maddalena, Matteo, ridandogli la dignità di uomini e ricostruendo il loro “io” ridotto e appiattito. 
Il Signore non viene sconfitto dalle nostre sconfitte, Lui ha promesso che «Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno». 
Lui continua a essere presente e assetato dell’amore degli uomini. Quando i nostri pazienti arrivano per la prima volta in Clinica, sappiamo che una nuova e dolorosa storia arriva con loro, ognuno rappresenta un mondo, un insieme di evidenze ed esigenze che gridano: «Amore!». Un solo sorriso, una dolce carezza, un gesto di tenerezza, un abbraccio sincero, una buona parola, possono trasformare il loro cuore sofferente in una serena gioia. L’incontro con Cristo attraverso un uomo o una donna li cambia, semplicemente perché, come diceva don Giussani, sono stati penetrati e accolti da uno sguardo che li riconosceva e li amava così come erano
Questo è il miracolo più grande che possa accadere, non il fatto di curare o cicatrizzare le ferite, né il ritornare a vedere o camminare, ma di essere abbracciati da uno sguardo che rivela attraverso il silenzio dello stupore chi sono io. I nostri ammalati sono felici perché sono abbracciati, guardati come nessuno li ha mai guardati, accuditi come non gli era mai successo prima. 
Perché possono dire di essere felici se si trovano prostrati in un letto, senza potersi alzare, con flebo nelle braccia, con dolori fisici, senza amici, senza familiari, sapendo che gli manca poco tempo da vivere? 
Il dolore diventa qualcosa di positivo quando scoprono che grazie a questo raggiungono la gioia del cuore: Cristo stesso. 
Contemplare Cristo che soffre nascosto in ognuno di loro significa adorare ogni istante condiviso come espressione di una relazione amorosa e familiare con Lui. Ogni gesto rappresenta adorazione, esprime un modo di convivenza, in ginocchio, con Colui che è la pienezza del cuore. 
Questo sguardo è percepito da loro come una liberazione, una salvezza, un abbraccio gratuito e infinito che non è sconfitto dalle loro sconfitte. e nostre sconfitte.
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