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Questo blog è uno spazio per aiutarsi a riprendere a pensare da cattolici, cosa che la società moderna sta completamente trascurando se non perseguitando.
Ogni suggerimento e/o contributo in questa direzione è ben gradito.
Affido allo Spirito Santo di Dio, a Maria Santissima, al Sacro Cuore di Gesù e a San Michele Arcangelo questo lavoro di testimonianza e apostolato.
Un caro saluto a tutti e un sentito ringraziamento a chi vorrà contribuire in qualunque modo a questa piccola opera.
Ci alzeremo in piedi ogni volta che la vita umana viene minacciata...Ci alzeremo ogni volta che la sacralità della vita viene attaccata prima della nascita. Ci alzeremo e proclameremo che nessuno ha l'autorità di distruggere la vita non nata...Ci alzeremo quando un bambino viene visto come un peso o solo come un mezzo per soddisfare un'emozione e grideremo che ogni bambino è un dono unico e irripetibile di Dio... Ci alzeremo quando l'istituzione del matrimonio viene abbandonata all'egoismo umano... e affermeremo l'indissolubilità del vincolo coniugale... Ci alzeremo quando il valore della famiglia è minacciato dalle pressioni sociali ed economiche...e riaffermeremo che la famiglia è necessaria non solo per il bene dell'individuo ma anche per quello della società... Ci alzeremo quando la libertà viene usata per dominare i deboli, per dissipare le risorse naturali e l'energia e per negare i bisogni fondamentali alle persone e reclameremo giustizia... Ci alzeremo quando i deboli, gli anziani e i morenti vengono abbandonati in solitudine e proclameremo che essi sono degni di amore, di cura e di rispetto. Giovanni Paolo II

martedì 12 febbraio 2013

Un gesto di grande e umile realismo (Contributi 794)

Un intervento tratto da Tempi di Mons. Negri sulle dimissioni del Papa: 

Quello del Papa è stato un «gesto di grande profilo religioso e morale, e soprattutto di grande e umile realismo», ha avuto la «percezione di non essere più in grado di sostenere l’impegno» e ha tratto la sue conclusioni, ma è stato un «gesto che gli è costato molta fatica». 
Lo ha detto monsignor Luigi Negri, vescovo di Ferrara, intervenendo alla Telefonata di Belpietro. 
«La sua eredità – ha spiegato – è quella del popolo di Dio fatto dagli uomini. Noi cattolici dobbiamo smetterla di sbranarci tra noi. Il successore di Papa Benedetto dovrà aiutarci a ritrovare l’unità della Chiesa». 
Monsignor Negri ha detto di aver incontrato Benedetto XVI il 4 febbraio per la visita dei vescovi dell’Emilia Romagna, «ma nulla a livello fisico e psicologico» faceva presagire la sua decisione anzi, nel corso del lungo dialogo ha dimostrato una «grande lucidità».
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