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Affido allo Spirito Santo di Dio, a Maria Santissima, al Sacro Cuore di Gesù e a San Michele Arcangelo questo lavoro di testimonianza e apostolato.
Un caro saluto a tutti e un sentito ringraziamento a chi vorrà contribuire in qualunque modo a questa piccola opera.
Ci alzeremo in piedi ogni volta che la vita umana viene minacciata...Ci alzeremo ogni volta che la sacralità della vita viene attaccata prima della nascita. Ci alzeremo e proclameremo che nessuno ha l'autorità di distruggere la vita non nata...Ci alzeremo quando un bambino viene visto come un peso o solo come un mezzo per soddisfare un'emozione e grideremo che ogni bambino è un dono unico e irripetibile di Dio... Ci alzeremo quando l'istituzione del matrimonio viene abbandonata all'egoismo umano... e affermeremo l'indissolubilità del vincolo coniugale... Ci alzeremo quando il valore della famiglia è minacciato dalle pressioni sociali ed economiche...e riaffermeremo che la famiglia è necessaria non solo per il bene dell'individuo ma anche per quello della società... Ci alzeremo quando la libertà viene usata per dominare i deboli, per dissipare le risorse naturali e l'energia e per negare i bisogni fondamentali alle persone e reclameremo giustizia... Ci alzeremo quando i deboli, gli anziani e i morenti vengono abbandonati in solitudine e proclameremo che essi sono degni di amore, di cura e di rispetto. Giovanni Paolo II

martedì 26 marzo 2013

”Speranza”, questa è la grande parola della Pasqua (Contributi 821)

Riporto da Tempi questa intervista al Card.Scola: 

Martedì 26 marzo, alle ore 20.45, Telenova (canale 14) trasmetterà l’intervista all'Arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola, realizzata da Marina Corradi, inviato di Avvenire. Nel dialogo, intitolato “Una speranza per tutti” il Cardinale affronta diversi temi. Innanzitutto la Pasqua e il suo significato. «La Pasqua ci introduce a questa esperienza di misericordia, di paternità che vince il nostro peccato, non perché lo elimina con un colpo di spugna, ma perché chiamando in gioco la nostra libertà, rispalanca le porte di casa – spiega l’Arcivescovo – Per questo abbiamo bisogno di rapporti stabili, organici, che ci diano sicurezza. Che ci diano speranza: ecco la grande parola della Pasqua». 


LA CROCE E LE FESSERIE. Il cardinale Angelo Scola affronta anche la questione del dolore e del peccato, invitando a guardare a Cristo in croce: «Perché il Crocifisso non ha fatto tante teorie sulla sofferenza, l’ha presa su di sé e l’ha portata fino in fondo aprendoci la strada. Di fronte alle prove più grandi, quando le nostre parole si spengono, quando uno giustamente deve stare zitto perché altrimenti direbbe solo delle fesserie», non resta che «contemplare l’Uomo della Croce che dal Venerdì Santo ci accompagna lungo tutta la storia. Ma l’ambito in cui guardare al Crocifisso è una compagnia amante, sono delle persone che vogliono solo il tuo bene non altro», chiarisce l’Arcivescovo. 

LA SITUAZIONE ITALIANA. Il cardinale Scola si sofferma poi sulla difficile situazione che attraversa il Paese: «Ci sono molte cose da correggere, soprattutto la questione del rapporto tra l’economia, la finanza, la finanza e la politica. La presente generazione è la prima che avrà di meno di quella precedente – osserva il Cardinale – Questo è già di per se stesso una tragedia, però ci sono molti segni vitali a tutti i livelli. Io li vedo girando in Diocesi. Bisogna guardare quei segni vitali e cercare di imparare». 

IL CONCLAVE. Venendo, infine, al recentissimo Conclave, l’Arcivescovo di Milano lo ricorda come «una prova spirituale straordinaria, che implica un grandissimo sacrificio interiore. È come se in quei giorni, prima nei colloqui tra noi Cardinali e nelle Congregazioni e poi nel Conclave in senso stretto, ognuno fosse messo a nudo di fronte a Dio. Quello che viene avanti è il motivo per cui siamo lì, siamo lì perché nonostante tutti i nostri limiti, Gesù possa essere posto come il fondamento della speranza per la nostra umanità. Allora tutto il resto si fa da parte». 

PAPA FRANCESCO. Il cardinale Scola esprime poi i propri sentimenti di gioia per la nomina di Papa Francesco: «Vogliamo dire al Santo Padre che gli siamo grati già per questi primi passi, siamo disponibili e vorremmo essere capaci di fare eco a questa grande speranza che ha suscitato in tutto il mondo e che è sotto i nostri occhi da quando è apparso per la prima volta». 
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