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Questo blog è uno spazio per aiutarsi a riprendere a pensare da cattolici, cosa che la società moderna sta completamente trascurando se non perseguitando.
Ogni suggerimento e/o contributo in questa direzione è ben gradito.
Affido allo Spirito Santo di Dio, a Maria Santissima, al Sacro Cuore di Gesù e a San Michele Arcangelo questo lavoro di testimonianza e apostolato.
Un caro saluto a tutti e un sentito ringraziamento a chi vorrà contribuire in qualunque modo a questa piccola opera.
Ci alzeremo in piedi ogni volta che la vita umana viene minacciata...Ci alzeremo ogni volta che la sacralità della vita viene attaccata prima della nascita. Ci alzeremo e proclameremo che nessuno ha l'autorità di distruggere la vita non nata...Ci alzeremo quando un bambino viene visto come un peso o solo come un mezzo per soddisfare un'emozione e grideremo che ogni bambino è un dono unico e irripetibile di Dio... Ci alzeremo quando l'istituzione del matrimonio viene abbandonata all'egoismo umano... e affermeremo l'indissolubilità del vincolo coniugale... Ci alzeremo quando il valore della famiglia è minacciato dalle pressioni sociali ed economiche...e riaffermeremo che la famiglia è necessaria non solo per il bene dell'individuo ma anche per quello della società... Ci alzeremo quando la libertà viene usata per dominare i deboli, per dissipare le risorse naturali e l'energia e per negare i bisogni fondamentali alle persone e reclameremo giustizia... Ci alzeremo quando i deboli, gli anziani e i morenti vengono abbandonati in solitudine e proclameremo che essi sono degni di amore, di cura e di rispetto. Giovanni Paolo II

martedì 28 maggio 2013

Lo spreco dei confetti (Interventi 170)

Ecco una nuova riflessione di don Luciano: 

Gli sposalizi erano una delle cose che mi facevano sempre felice da bambino piccolo - avevo quattro... cinque anni. Nel nostro paesello era usanza che sposi, mentre andavano al pranzo di nozze, buttassero dei sacchettini di confetti alla gente lungo la strada. Le spose lo facevano di preferenza ai bambini piccoli, probabilmente come augurio per una loro prossima maternità. Così quando sentivo che si avvicinava il corteo strombazzante delle automobili, mi piazzavo ai bordi della strada, e regolarmente dalla macchina degli sposi qualcuno mi faceva piovere un sacchettino di confetti. A me sembrava che ne avessero sempre tanti... che ne buttassero a tutti quelli che incontravano... così che tutti i ragazzi quel giorno potessero succhiare felici dei confetti! 
Quegli sposi che buttavano confetti lungo le strade rendono bene l'immagine di quello che dovrei essere io come discepolo di Gesù Cristo - sono chiamato a distribuire "confetti" spirituali e emozionali dovunque vado, con chiunque mi trovi. Per dirla con le parole di Gesù mentre sta preparando i Suoi discepoli per la missione di rappresentarLo: «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date» (Matteo 10,8). 
Nella Parola di Dio, l'apostolo Paolo descrive noi discepoli come coloro che dovrebbero donare in abbondanza a chiunque ci sta vicino. In 2 Corinzi 9,6 Paolo enuncia questo principio: «Tenete a mente che chi semina scarsamente, scarsamente raccoglierà e chi semina con larghezza, con larghezza raccoglierà». Quindi se non stai ricevendo troppo incoraggiamento, forse è perché non ne hai dato abbastanza. Se non stai avendo economicamente, forse è perché non sei stato troppo generoso. Se non sei abbastanza aiutato, magari è perché sei stato avaro di aiuto. 
Paolo poi continua dicendo che «Dio ama chi dona con gioia». Dio ama la gente che da via (e si da via) con gioia. Mi ricordo bene della felicità degli sposi nel buttare via generosamente i loro confetti. Però com'è che riesci a dare in continuazione? Non si esauriscono le risorse? 2 Corinzi 9,8: «Dio ha potere di far abbondare in voi ogni grazia perché, avendo sempre il necessario in tutto, possiate compiere generosamente tutte le opere di bene». Puoi continuare a dare agli altri perché Dio ti restituisce più di quello che hai donato. Tu spali buttando fuori... e Dio spala buttando dentro... ma Dio ha il badile più grande del tuo. 
Di fatto, cos'è quello che dai via? E' grazia. Qualcosa che uno non si merita, che non è dovuto - proprio come tutto ciò che riceviamo da Dio. Chi ha ricevuto grazia è sottinteso che distribuisca grazia! Il che significa che non tratti le persone come loro hanno trattato te o come meriterebbero di essere trattate - è forse così che Dio sta facendo con te? Tu tratti loro nella stessa maniera con cui Gesù ti sta trattando! Spreco di grazia. Come gli sposi di quand'ero bambino, tu stai felicemente, indiscriminatamente sprecando grazia - perdonando... passando sopra alle offese... incoraggiando... pazientando con le persone... cercando di essere dolce con loro. 
Chi sperimenta quotidianamente di andare avanti solo per grazia di Dio, sparge quella grazia a chiunque gli sta intorno - sei generoso con il tuo tempo, con i tuoi soldi, con il tuo ascolto, con la tua pazienza, con il tuo perdono. E magari c'è qualcuno - proprio tra quelli che ti stanno vicino - che ha disperatamente bisogno di un po' della tua grazia... forse qualcuno a cui gliela stai negando da tempo. Ma come fai a non dargliela - proprio tu che Dio ti ricolma di grazie ogni giorno? 
Ogni giorno fai il pieno di grazie di Dio. E allora sperimenta anche la gioia di far piovere sulla gente che incontri i "confetti" che Dio generosamente ti lancia. 
Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto don Luciano
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