Benvenuti

Questo blog è uno spazio per aiutarsi a riprendere a pensare da cattolici, cosa che la società moderna sta completamente trascurando se non perseguitando.
Ogni suggerimento e/o contributo in questa direzione è ben gradito.
Affido allo Spirito Santo di Dio, a Maria Santissima, al Sacro Cuore di Gesù e a San Michele Arcangelo questo lavoro di testimonianza e apostolato.
Un caro saluto a tutti e un sentito ringraziamento a chi vorrà contribuire in qualunque modo a questa piccola opera.
Ci alzeremo in piedi ogni volta che la vita umana viene minacciata...Ci alzeremo ogni volta che la sacralità della vita viene attaccata prima della nascita. Ci alzeremo e proclameremo che nessuno ha l'autorità di distruggere la vita non nata...Ci alzeremo quando un bambino viene visto come un peso o solo come un mezzo per soddisfare un'emozione e grideremo che ogni bambino è un dono unico e irripetibile di Dio... Ci alzeremo quando l'istituzione del matrimonio viene abbandonata all'egoismo umano... e affermeremo l'indissolubilità del vincolo coniugale... Ci alzeremo quando il valore della famiglia è minacciato dalle pressioni sociali ed economiche...e riaffermeremo che la famiglia è necessaria non solo per il bene dell'individuo ma anche per quello della società... Ci alzeremo quando la libertà viene usata per dominare i deboli, per dissipare le risorse naturali e l'energia e per negare i bisogni fondamentali alle persone e reclameremo giustizia... Ci alzeremo quando i deboli, gli anziani e i morenti vengono abbandonati in solitudine e proclameremo che essi sono degni di amore, di cura e di rispetto. Giovanni Paolo II

venerdì 24 maggio 2013

José (Interventi 169)

Padre Aldo Trento dal Paraguay ci offre una nuova, toccante testimonianza:

Cari amici, 
desidero condividere con voi una lettera che José (Giuseppe) ci ha inviato per festeggiare un anno di ricovero nella clinica. Ha 43 anni, da tempo è totalmente paralizzato con gli arti rattrappiti ed è cieco. Pur avendo famiglia è solo. Noi siamo la sua famiglia. È stupendo vedere l’affetto delle infermiere e del personale verso di lui. Ogni volta che mi avvicino e gli chiedo come sta, mi risponde: “molto bene, Padre. Qui ho tutto ciò che è necessario per vivere”. Per me è una provocazione continua per riconoscere la positività e la bellezza della vita, qualunque siano le condizioni in cui si svolge. In queste condizioni lui ha incontrato Gesù, unico motivo della sua vita. Decisivo in questo incontro è stato l’amore vissuto momento per momento. È un incontro concreto con volti che ti vogliono bene concretamente, nel quale Gesù si fa presente rendendo l’impossibile (vivere in quelle condizioni) possibile. Guardando José penso agli amici ammalati di SLA e insieme preghiamo per loro. Vi chiedo di cuore di stare tanto vicino a chi ha la SLA perché solo l’amore dà loro l’energia per riconoscere la predilezione di Gesù.
Con affetto, P. Aldo

Caro Padre Aldo scrivo questa lettera con l'intenzione di ringraziare tutte le persone che sono in questo clinica. Con tutto il cuore ringrazio le prime infermiere che mi hanno accudito quando sono arrivato in questa casa. Per avermi ripulito, rasato, fatto il bagno, le prime cure. Per avermi ripulito per bene.
Oggi è il mio primo anniversario in questa casa, sono molto contento e felice. Ringrazio Dio per avermi dato la possibilità di venire qui.
Qui ho fatto la mia Cresima e da allora la mia vita è cambiata;  da quel momento ho vissuto più intensamente la mia fede.
Ho trascorso qui tanti bei momenti di felicità, tra i quali la festa per i miei 43 anni e, senza dubbio, mi sono avvicinato di più a Dio attraverso la preghiera quotidiana, la comunione e la confessione frequente. Ora sento più pace, felicità e tranquillità,  accettando e  sopportando con dignità la mia malattia fino a quando Dio lo vorrà.
Prima della mia malattia facevo una vita molto disordinata, lontana da Dio. Ho avuto molti problemi e l'odio dei miei familiari, ma attraverso la mia malattia e con l’arrivare qui ho potuto superare il rancore, l’odio verso di loro. Forse loro sono ancora arrabbiati e per questo non mi chiamano spesso, ma io ogni giorno li amo di più, prego ogni giorno per tutti loro chiedendo al Signore di farli riavvicinare a me e che, sia loro che le loro famiglie, abbiano la salute e siano felici come lo sono io, malgrado sia a letto.
Ringrazio ancora tutti i medici, le infermiere, le cuoche, le addette alle pulizie, le segretarie, i volontari e le volontarie, gli amici, la suora e specialmente te e tutti coloro che mi hanno aiutato in ogni modo.
Un caro saluto. 
JOSE D. O.
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