Benvenuti

Questo blog è uno spazio per aiutarsi a riprendere a pensare da cattolici, cosa che la società moderna sta completamente trascurando se non perseguitando.
Ogni suggerimento e/o contributo in questa direzione è ben gradito.
Affido allo Spirito Santo di Dio, a Maria Santissima, al Sacro Cuore di Gesù e a San Michele Arcangelo questo lavoro di testimonianza e apostolato.
Un caro saluto a tutti e un sentito ringraziamento a chi vorrà contribuire in qualunque modo a questa piccola opera.
Ci alzeremo in piedi ogni volta che la vita umana viene minacciata...Ci alzeremo ogni volta che la sacralità della vita viene attaccata prima della nascita. Ci alzeremo e proclameremo che nessuno ha l'autorità di distruggere la vita non nata...Ci alzeremo quando un bambino viene visto come un peso o solo come un mezzo per soddisfare un'emozione e grideremo che ogni bambino è un dono unico e irripetibile di Dio... Ci alzeremo quando l'istituzione del matrimonio viene abbandonata all'egoismo umano... e affermeremo l'indissolubilità del vincolo coniugale... Ci alzeremo quando il valore della famiglia è minacciato dalle pressioni sociali ed economiche...e riaffermeremo che la famiglia è necessaria non solo per il bene dell'individuo ma anche per quello della società... Ci alzeremo quando la libertà viene usata per dominare i deboli, per dissipare le risorse naturali e l'energia e per negare i bisogni fondamentali alle persone e reclameremo giustizia... Ci alzeremo quando i deboli, gli anziani e i morenti vengono abbandonati in solitudine e proclameremo che essi sono degni di amore, di cura e di rispetto. Giovanni Paolo II

venerdì 4 aprile 2014

Ama Gesù risorto (Interventi 185)

Una catechesi di Don Vincenzo Carone 

Ti consiglio di amare Gesù Risorto soltanto perché Lui ti ama e ti aiuta ad arrivare il Cielo, dove ti aspetta insieme con la Mamma Celeste. L’amore schietto non è mai commisto con alcun interesse personale, per cui esclude qualsiasi forma di egoismo. 
Non inserirti nella schiera di coloro che vanno sempre cercando consolazioni. Costoro amano se stessi, non pensano che Gesù vuole che impegniamo tutte le nostre energie umane e spirituali per guidare qualcuno a tornare a Dio. Quelli che nell’amore verso Gesù amano se stessi, pensano soltanto al loro utile e vantaggio. Non giustificare mai i tuoi peccati. La perfezione della vita cristiana consiste nel lasciare a Gesù Risorto la scelta di tutto quello che deve succedere ogni giorno. 
Gesù dice a noi quello che disse un giorno alle folle: guardate gli uccelli del cielo, non mietono, non seminano, non raccolgono nei granai, il Pare mio li nutre; neppure uno di essi cade senza che Dio lo voglia; guardate i gigli del campo, neppure Salomone ha indossato vestiti cosi splendidi. Dio provvede ai figli che ha creato per amore. E poi concluse: ogni giorno deve avere il suo affanno. Penso che Gesù volesse dire questo: vivi il giorno che stai vivendo come se fosse il primo della tua vita, come se fosse l’ultimo, come se fosse l’unico. Segui le indicazioni che Egli ci ha dato, Gesù diventerà la tua giustizia e la tua morte verrà assorbita nella sua Risurrezione. 
Se vivi nell'amore a Dio e al prossimo, concupiscenza non ti attirerà più. La lotta contro la carne e il sangue perderà la sua forza diabolica. 
Finché non farai l’esperienza dell’abbandono della tua vita nelle mani della provvidenza di Dio, il tuo cuore sarà sempre in pena. 
Da dove viene la pena? E perché viene? A volte viene dalla tua fragilità che ti spinge a fare delle azioni che non vorresti fare. Quella fragilità ti umilia ed evita che tu possa stare tranquillo. Altre volte invece, la pena viene dagli altri. La crisi finanziaria per es. e l’incompetenza di coloro che ci governano, ogni giorno ci fanno vedere un futuro sempre privo di ogni speranza. Ci siamo abituati a sentire promesse che aumentano la nostra delusione. 
Sappiamo che, fino a quando non ritorneranno i principi del cristianesimo, i principi della Legge di Dio, si moltiplicheranno le lotte sociali, le delusioni stanno diventando esasperazione. L’incoscienza di coloro che ci governano aumentano il nervosismo e la rabbia. Continuano a recitare sul palcoscenico della nostra storia la tragicommedia delle persone che hanno dei poteri che soltanto Dio può dare. 
La pena del cuore non viene soltanto dagli altri, viene anche da Dio. A volte sai da chi viene, altre volte invece ti domandi perché tanta sofferenza? perché tante ingiustizie nella famiglia e nella società?. Altre volte sopporti la tua pena a denti stretti, oppure a occhi chiusi. Il più delle volte la pena nel cuore stimola le emozioni che spingono verso la ribellione. I tuoi nervi sono al limite della sopportazione. Molte volte nascondi nel cuore la tua pena, ti fai vedere disinvolto e sicuro di te. Spesso la pena diventa trasparente dal tuo volto. I tuoi amici però si comportano come se non avessero capito che stai soffrendo. Se ti viene la malaugurata idea di “sfogarti” parlando di quello che tormenta il tuo cuore, vai incontro alla delusione più amara: le tue sofferenze non interessano a nessuno, come del resto le sofferenze degli altri non interessano a te. È difficile non parlare quando il cuore scoppia, è difficile comportarsi come se non ci fosse nulla. Se ti manca la fede nelle parole del Signore, non riuscirai mai a contenere la tua pena chiusa nel tuo cuore. 
Ti suggerisco la soluzione che a me sembra la sola giusta. La soluzione è questa: Cristo Risorto dai morti. Con la risurrezione Gesù ha risolto il problema della morte, della sofferenza e di qualsiasi pena che strazia il nostro cuore. È entrato nella nostra sofferenza e ha dato ad essa la forza di purificarci dai peccati e meritare la risurrezione alla vita eterna. 
Non ti affannare a pensare da chi viene, quando viene, quanto dura. Metti in pratica l’Insegnamento che Gesù ci ha dato, cosi lo Spirito della vita di Cristo entra in te: Io sono la Risurrezione tua e la vita divina. Quando sei affaticato e oppresso, vieni da me, Io ti darò la pace. 
Tu vai da Gesù quando metti in pratica il suo Comandamento: amatevi gli uni gli altri come Io ho amato voi. Nell’amore fraterno non sono inclusi soltanto quelli che ci vogliono bene, ma anche quelli che ci vogliono meno bene e quelli che ci vogliono male. Lui ci ha amato su quella Croce dove noi lo abbiamo inchiodato con i nostri peccati. 
Noi gli abbiamo dato il dolore e la morte, ed Egli ci ha dato in cambio la riconciliazione con Dio e la figliolanza divina. 
L’ubbidienza all'Insegnamento del Signore e la carità verso il prossimo, sono la soluzione delle pene che straziano il cuore. San Paolo ha spiegato alla Chiesa cosa Gesù intende per carità. La carità deve essere profonda, sincera, paziente, benigna, senza finzioni. L’amore al prossimo deve essere vero come l’amore di Gesù.
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