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Questo blog è uno spazio per aiutarsi a riprendere a pensare da cattolici, cosa che la società moderna sta completamente trascurando se non perseguitando.
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Affido allo Spirito Santo di Dio, a Maria Santissima, al Sacro Cuore di Gesù e a San Michele Arcangelo questo lavoro di testimonianza e apostolato.
Un caro saluto a tutti e un sentito ringraziamento a chi vorrà contribuire in qualunque modo a questa piccola opera.
Ci alzeremo in piedi ogni volta che la vita umana viene minacciata...Ci alzeremo ogni volta che la sacralità della vita viene attaccata prima della nascita. Ci alzeremo e proclameremo che nessuno ha l'autorità di distruggere la vita non nata...Ci alzeremo quando un bambino viene visto come un peso o solo come un mezzo per soddisfare un'emozione e grideremo che ogni bambino è un dono unico e irripetibile di Dio... Ci alzeremo quando l'istituzione del matrimonio viene abbandonata all'egoismo umano... e affermeremo l'indissolubilità del vincolo coniugale... Ci alzeremo quando il valore della famiglia è minacciato dalle pressioni sociali ed economiche...e riaffermeremo che la famiglia è necessaria non solo per il bene dell'individuo ma anche per quello della società... Ci alzeremo quando la libertà viene usata per dominare i deboli, per dissipare le risorse naturali e l'energia e per negare i bisogni fondamentali alle persone e reclameremo giustizia... Ci alzeremo quando i deboli, gli anziani e i morenti vengono abbandonati in solitudine e proclameremo che essi sono degni di amore, di cura e di rispetto. Giovanni Paolo II

giovedì 17 ottobre 2013

Dove sono gli adulti? (Contributi 907)

Il 18 ottobre Mons. Negri, Arcivescovo di Ferrara-Comacchio riceverà il Premio Cultura Cattolica a Bassano del Grappa. Ecco un articolo tratto da Tempi: 

Monsignor Luigi Negri, arcivescovo di Ferrara e Comacchio, riceverà domani il 31esimo premio internazionale Cultura Cattolica a Bassano del Grappa. Un riconoscimento prestigioso, in passato assegnato a Augusto Del Noce, don Divo Barsotti, Joseph Ratzinger, Luigi Giussani, Angelo Scola, Giacomo Biffi, Camillo Ruini e Carlo Caffarra.

Oggi, in un’intervista ad Avvenire, l’arcivescovo Negri spiega che, grazie ai suoi maestri – don Giussani, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI – ha imparato che «una cultura cattolica nasce se c’è maturità nella fede. Una fede matura produce criteri di interpretazione della realtà, capacità di giudizio, di spirito critico. Ecco, io la fede e la cultura le ho vissute così sin dal liceo. Poi questa fede e questa cultura sono state investite dal laicismo e dall'ideologia marxista, così sono entrate in dialettica con queste che sono presto divenute mentalità dominante».
LA MISSIONE E’ LA VITA NELLA FEDE. «Oggi si parla spesso di dialogo fra fede e cultura – dice Negri – e devo dire che sono avvilito perché nei fatti si è affermato un dualismo per cui la fede si vive come esperienza individualistica e soggettiva, mentre la cultura scorre su ritmi propri. In questo modo la cultura cattolica, o quello che ne resta, rischia di rimanere subalterna o di avere bisogno di una certificazione resa altrove. E mi sembra di percepire una difficoltà in tanti cristiani per i quali la cultura è stata ed è frutto di un cammino nella fede».
La scissione tra fede e cultura, prosegue l’arcivescovo, è oggi simile a quella che visse «ai tempi del liceo, quando incontravo professori per i quali un conto era la fede che si vive nel privato, un altro era la cultura che è il frutto delle conoscenze scientifiche». Un errore perché la cultura e la Chiesa «si realizzano insieme nella missione. Adesso però la parola missione rischia di essere rimandata a un’azione di carattere ecclesiale nei confronti di coloro che non conoscono il cristianesimo… Ma la missione è la vita della fede nel mondo in cui siamo, nella testimonianza; è una visione specifica della vita costruita su Cristo e per Cristo. In questo senso non c’è una cultura cattolica senza identità ecclesiale. La presenza e la testimonianza di papa Francesco col suo annunzio fondato su Cristo e aperto all'uomo costituisce sotto i nostri occhi un esempio di evangelizzazione». 
RIFORMA NELLA CHIESA. Parlando poi delle difficoltà a formare nuovi cristiani nelle università e nelle facoltà teologiche («credo che prevalga un po’ di relativismo teorico»), Negri pensa che serva «una riforma culturale nella Chiesa e di conseguenza anche nella formazione. Tutto il resto verrà di conseguenza, anche una rinnovata visione morale, un movimento di vita innescato da una concezione chiara della vita. Don Giussani amava ripetere che non si può riconoscere la verità senza desiderare di viverla, che poi è una frase di Platone».
DOVE SONO I NOSTRI ADULTI? Oggi «esiste un’emergenza educativa», ma questa riguarda «gli adulti, non i giovani. Dove sono i nostri adulti? Sono educatori questi genitori, queste famiglie scombinate con più padri, più madri e una molteplicità di nonni? Sono educatori questi insegnanti…».
Oggi, «in un sistema culturale che non offre alcuna ragione per vivere», che non accetta il «pluralismo culturale» e che fa coincidere lo Stato con il Popolo e la Nazione, occorre «ripartire dal confronto vero, dal dialogo, che come diceva Aristotele, sono le motivazioni della democrazia».
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