Benvenuti

Questo blog è uno spazio per aiutarsi a riprendere a pensare da cattolici, cosa che la società moderna sta completamente trascurando se non perseguitando.
Ogni suggerimento e/o contributo in questa direzione è ben gradito.
Affido allo Spirito Santo di Dio, a Maria Santissima, al Sacro Cuore di Gesù e a San Michele Arcangelo questo lavoro di testimonianza e apostolato.
Un caro saluto a tutti e un sentito ringraziamento a chi vorrà contribuire in qualunque modo a questa piccola opera.
Ci alzeremo in piedi ogni volta che la vita umana viene minacciata...Ci alzeremo ogni volta che la sacralità della vita viene attaccata prima della nascita. Ci alzeremo e proclameremo che nessuno ha l'autorità di distruggere la vita non nata...Ci alzeremo quando un bambino viene visto come un peso o solo come un mezzo per soddisfare un'emozione e grideremo che ogni bambino è un dono unico e irripetibile di Dio... Ci alzeremo quando l'istituzione del matrimonio viene abbandonata all'egoismo umano... e affermeremo l'indissolubilità del vincolo coniugale... Ci alzeremo quando il valore della famiglia è minacciato dalle pressioni sociali ed economiche...e riaffermeremo che la famiglia è necessaria non solo per il bene dell'individuo ma anche per quello della società... Ci alzeremo quando la libertà viene usata per dominare i deboli, per dissipare le risorse naturali e l'energia e per negare i bisogni fondamentali alle persone e reclameremo giustizia... Ci alzeremo quando i deboli, gli anziani e i morenti vengono abbandonati in solitudine e proclameremo che essi sono degni di amore, di cura e di rispetto. Giovanni Paolo II

mercoledì 9 ottobre 2013

Educare il popolo (Contributi 903)

Vi propongo questo articolo dal sito di Tempi: 

«Il compito della Chiesa è educare il popolo», ha affermato Luigi Negri, arcivescovo di Ferrara, all'incontro “Una nuova generazione di politici” organizzato dal Pdl di Cremona, giovedì scorso. «Non c’è una strada più veloce per creare una nuova generazione di politici, professori, padri e madri, se non quella regale che la Chiesa ha ricevuto dal suo Signore: educare». Sui valori fondanti della politica e della società italiana e il dialogo fra laici e cattolici, l’arcivescovo di Ferrara ha discusso con l’ex ministro del Welfare e senatore del Pdl, Maurizio Sacconi. 

EDUCARE IL POPOLO L’arcivescovo di Ferrara ha spiegato che «una società plurale è centrata sulla persona» e «vede nel cammino educativo che deve essere offerto alla persona la strada maestra perché la società non sia qualcosa di piatto, di informe, di grigio, di generico, ma una realtà vibrante di iniziative, di ricerche, di creatività». È grave, nota Negri, che lo Stato italiano non lo abbia ancora riconosciuto e che «a 150 anni dall'unificazione, in Italia manchi ancora un’autentica libertà d’educazione». «Ci sono centinaia di scuole paritarie cattoliche che fanno un servizio straordinario alla educazione del popolo vengono sostanzialmente discriminate» e chiuse, denuncia l’arcivescovo. 
Negri ha affrontato il tema centrale del riconoscimento della libertà da parte dello Stato: «Una comunità deve garantire che sia tutelata la libertà della persona, delle comunità e dei gruppi». «Non abbiamo bisogno di uno Stato che si identifica con la società e diventa fattore determinante della stessa personalità», ha proseguito. «Se si pensa una società o uno Stato senza mettere al centro la persona e i suoi diritti inalienabili qualsiasi struttura si crei è una struttura oppressiva, negativa, sostanzialmente totalitaria». «Non sono la Verità e la fede ad escludere», ha spiegato Negri. È l’ideologia. «Solo l’ideologia esclude, perché dall'esclusione dell’avversario si fortifica, poiché la verità dell’ideologia non è la corrispondenza con la realtà, ma la correttezza formale dei suoi principi e delle sue conseguenze». «L’uomo – ha notato Negri – è a disposizione soltanto di Dio», e mentre il laicista finisce per negare questo principio, «il laico vero lo intuisce, e pratica questa intuizione in maniera significativa e qualche volta eroica».

SACCONI: FAMIGLIA E E PERSONA. «La messa in discussione della famiglia “pubblica”, cioè della famiglia naturale orientata alla procreazione, significa la messa in discussione del modello sociale». Sacconi ha illustrato nel suo intervento quanto la famiglia sia centrale per la vita pubblica del paese e per il suo futuro. «Il futuro possibile dell’Italia non può che avere un cuore antico», ha spiegato l’ex ministro del Welfare. Finita l’epoca delle «illusorie ideologie», e immersi in un tempo difficile per la vita pubblica, l’Italia deve tornare «all'eccezionalità italiana» di cui parlava Giovanni Paolo II, e appoggiarsi, per crescere, a «quella attitudine comunitaria, che significa in sostanza “persona”, “famiglia”, “comunità”».
Su questi tre pilastri si costruisce il futuro del Paese, in un tempo in cui le «perdite di senso» nei confronti della vita e della persona umana, la mancanza di «solidarietà intergenerazionale» e l’incedere dell’individualismo minano «la vitalità dell’uomo in ciò che fa e nella sua attitudine a relazionarsi con gli altri». La politica, ha concluso Sacconi, deve portare avanti un’idea di società opposta a quella di oggi dove si ritiene che non si possa «modificare un chicco di mais» ma allo stesso tempo si è disposti «alle più azzardate modificazioni della vita umana». 
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2 commenti:

  1. Una piccola domanda che vorrei chiarire e che mi faccio da anni essendo che sento che questo blog può rispondermi: vorrei fare il possibile per diffondere questa religione e ciò che è sto facendo ricerche di ogni tipo consulto molto spesso e soprattutto la bibbia e il vangelo molte volte le domande mi sono state risposte ma la domanda rimane ancora "come posso io normale essere umana cristiana molto credente a diffondere il mio credo in maniera efficace ed efficiente in modo da poterne trarre risultati adeguati?" di risposte ne ho avute tante però sento di poter e di voler fare di più di così solo che non so come farlo se avete delle risposte anche più di una se potete rispondetemi. PS: grazie in anticipo.

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  2. Mi scuso con Patrizia per il ritardo con cui rispondo alla sua domanda e la ringrazio per la fiducia e la stima che attribuisce a questo blog e che spero, anche se solo in minima parte, di meritare. Io penso che la preoccupazione sulla "maniera efficace ed efficiente" di comunicare la propria fede ad altri venga in realtà dopo l'ascolto, paziente e amoroso, dell'altro e delle sue esigenze. Non c'è un modo universale di agire, ma ci sono tante persone da incontrare nel loro bisogno che, questo si, è universale. Ogni uomo, consapevole o meno che possa esserlo, è bisognoso di amore e di incontrare Dio. Il nostro compito è di annunciare Dio e renderlo incontrabile per gli altri. La prima cosa che ci fa muovere è una sincera passione per la gloria di Cristo e un amore agli altri. Da qui scaturisce il nostro muoversi. In fondo noi dobbiamo seminare con la consapevolezza che Chi cura la crescita è Dio. A noi annunciare, alla libertà dei nostri ascoltatori l'accogliere, a Dio il far portar frutti. In altre parole il nostro desiderio e la richiesta costante nella nostra preghiera è di essere sinceri annunciatori. La misericordia di Dio farà il resto. Questa è la prima risposta che mi sento di dare a Patrizia ma non escludo di approfondire l'argomento ed invito altri lettori a contribuire con le loro sincere riflessioni.

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Che lo Spirito Santo illumini la tua mente e che Dio ti ricolmi di ogni grazia, spirituale e materiale, e la speciale benedizione materna di Maria scenda su di te..

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