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Questo blog è uno spazio per aiutarsi a riprendere a pensare da cattolici, cosa che la società moderna sta completamente trascurando se non perseguitando.
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Ci alzeremo in piedi ogni volta che la vita umana viene minacciata...Ci alzeremo ogni volta che la sacralità della vita viene attaccata prima della nascita. Ci alzeremo e proclameremo che nessuno ha l'autorità di distruggere la vita non nata...Ci alzeremo quando un bambino viene visto come un peso o solo come un mezzo per soddisfare un'emozione e grideremo che ogni bambino è un dono unico e irripetibile di Dio... Ci alzeremo quando l'istituzione del matrimonio viene abbandonata all'egoismo umano... e affermeremo l'indissolubilità del vincolo coniugale... Ci alzeremo quando il valore della famiglia è minacciato dalle pressioni sociali ed economiche...e riaffermeremo che la famiglia è necessaria non solo per il bene dell'individuo ma anche per quello della società... Ci alzeremo quando la libertà viene usata per dominare i deboli, per dissipare le risorse naturali e l'energia e per negare i bisogni fondamentali alle persone e reclameremo giustizia... Ci alzeremo quando i deboli, gli anziani e i morenti vengono abbandonati in solitudine e proclameremo che essi sono degni di amore, di cura e di rispetto. Giovanni Paolo II

sabato 5 ottobre 2013

Sorpresa, la Chiesa non è in liquidazione (Contributi 901)

Un articolo di Riccardo Cascioli da La Bussola:


A seguire in questi giorni stampa e tv, il 4 ottobre sarebbe dovuto essere una sorta di Dies Irae: papa Francesco ad Assisi che fa un gesto eclatante di rottura con il passato, vaticanisti e anche qualche prelato che anticipavano una rinuncia clamorosa a tutte le ricchezze della Chiesa, ovviamente nella Sala della Spoliazione dove era previsto l’incontro con i poveri. 
In questi giorni abbiamo letto incredibili anticipazioni di ciò che il Papa sulle orme del “poverello” di Assisi avrebbe detto e fatto. E lo ha letto anche papa Francesco, probabilmente divertendosi un po’, perché vi ha fatto riferimento nel suo discorso a braccio; ma per spiegare che gli oltre mille giornalisti che si erano accreditati per seguire in diretta l’evento storico di un Papa che “mette in liquidazione” la Chiesa, avevano preso una cantonata: la vera ricchezza da cui spogliarsi – ha detto - è la mondanità, ovvero il pensiero del mondo, gli idoli che il mondo propone e che sono un cancro per i cristiani. 
E tanto che c’era, nell'omelia della messa celebrata sul piazzale antistante la Basilica inferiore, ha anche fatto a pezzetti quell'immagine «sdolcinata» di san Francesco che va tanto di moda e che, ovviamente, è stata pompata in questi giorni per accostarla anche a papa Bergoglio. «Quel san Francesco non esiste, non esiste» ha invece spiegato il Pontefice, così come non esiste, non è reale l’immagine di un san Francesco ecologista, «una specie di armonia panteistica con le energie del cosmo». 
No, l’amore per i poveri, il rispetto del Creato, il desiderio di pace, per papa Francesco hanno un solo nome, Cristo: «Chi segue Cristo riceve la vera pace, quella che solo Cristo e non il mondo ci può dare». Da qui viene tutto il resto, compreso l’amore per i poveri che è «un tutt'uno con l’imitazione di Cristo». E incontrando i disabili e i poveri, chinandosi su di loro e abbracciandoli, ha fatto vedere cosa intende: i poveri non sono una categoria sociologica, non sono una massa per cui chiedere diritti, sono «la carne di Cristo». E solo per questo si possono e si devono amare. 
L’evento dunque c’è stato, ma non quello che si attendeva il mondo. Anzi, ciò che è apparso chiaro è che la Chiesa, corpo di Cristo, è irriducibile al mondo.
***

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