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Affido allo Spirito Santo di Dio, a Maria Santissima, al Sacro Cuore di Gesù e a San Michele Arcangelo questo lavoro di testimonianza e apostolato.
Un caro saluto a tutti e un sentito ringraziamento a chi vorrà contribuire in qualunque modo a questa piccola opera.
Ci alzeremo in piedi ogni volta che la vita umana viene minacciata...Ci alzeremo ogni volta che la sacralità della vita viene attaccata prima della nascita. Ci alzeremo e proclameremo che nessuno ha l'autorità di distruggere la vita non nata...Ci alzeremo quando un bambino viene visto come un peso o solo come un mezzo per soddisfare un'emozione e grideremo che ogni bambino è un dono unico e irripetibile di Dio... Ci alzeremo quando l'istituzione del matrimonio viene abbandonata all'egoismo umano... e affermeremo l'indissolubilità del vincolo coniugale... Ci alzeremo quando il valore della famiglia è minacciato dalle pressioni sociali ed economiche...e riaffermeremo che la famiglia è necessaria non solo per il bene dell'individuo ma anche per quello della società... Ci alzeremo quando la libertà viene usata per dominare i deboli, per dissipare le risorse naturali e l'energia e per negare i bisogni fondamentali alle persone e reclameremo giustizia... Ci alzeremo quando i deboli, gli anziani e i morenti vengono abbandonati in solitudine e proclameremo che essi sono degni di amore, di cura e di rispetto. Giovanni Paolo II

venerdì 23 maggio 2014

Euroscettici ed Eurorealisti (Contributi 964)

Riporto questo editoriale dal sito di SamizdatOnLine

Come si sa, lo scetticismo è una corrente filosofica che afferma che niente si può conoscere con certezza. Lo scettico dubita delle cose, e ritiene che siano ingannevoli: di fronte ad esse l’unica strategia sono l’afasia e l’atarassia.
Ovvero, fregarsene.
L’euroscettico è una persona che è scettica sull’Europa. Meglio: è estremamente critica sul modo in cui l’Europa politica, quella per cui andremo a votare tra qualche giorno, è stata realizzata.
Non è che abbia tutti i torti. Neanche i più sfegatati europeisti possono sostenere che vada tutto bene. I parlamentari europei che saranno eletti avranno un potere limitato rispetto alla vera cabina di regia europea, che rimane saldamente in mano dei governi – per la precisione, di alcuni governi. I pronunciamenti e le decisioni che ci sono giunti da quelle sedi sono stati spesso contraddittori o addirittura nefasti, soggetti a logiche estranee. Come nella politica estera. Ma anche fin troppo spesso nelle vicende sulle questioni morali. E non parliamo dell’economia.
Ma neanche i più sfegatati euroscettici possono negare la positività di avere un continente al cui interno non si muovono eserciti, non si innalzano barriere economiche e fisiche, si può, tutto sommato, godere di una certa libertà.
L’euroscettico contesta le prossime elezioni. Sostiene che votare persone che alla fin fine contano poco non serve a niente, salvo a finanziare alcuni privilegiati che servano come specchietti per le allodole. Invita ad astenersi, forma legittima di protezione e dissenso contro un élite che ha perso il contatto con il popolo. Se mai lo ha avuto.
Se posso dire la mia, non sono d’accordo con lo scettico. Se l’astensione è un segnale politico, è il segnale che i potenti possono fare quello che vogliono perché lo scettico è afasico. I potenti, quelli che dettano le regole del gioco, non si combattono fregandosene, ma facendo.
Sono consapevole che difficilmente una riforma che si prenda spazi veri di democrazia riuscirà a battere in tempi brevi quella burocrazia tecnicista che sta lottando per controllare questo continente. Ma rifiutarsi di essere rappresentati in questa Europa significa farsi rappresentare solo dagli “altri”, chiunque essi siano.
Certo, una struttura fatta solo da “altri” è un bersaglio più appetibile: sono tutti dentro la casa, noi siamo fuori, la si bruci. Personalmente però sono più favorevole a ricostruire che ad abbattere. Il realismo ci insegna che costa molta meno.
L’euroscettico, di solito, non si spinge fino ad affermare che l’Europa come comunità di popoli non dovrebbe esistere. Eppure, a ben guardare, è il sottofondo a parecchie rivendicazioni: “ce ne staremmo meglio da soli”. Ma che vuol dire da soli? Sola Italia? Sola regione? Solo paesello? Soli soli? Il negare l’interdipendenza degli esseri umani non solo è un’assurdità, è il negare lo stesso concetto di “prossimo”. E’ il trionfo dell’egoismo: non ci dobbiamo mai dimenticare che la violenza, l’impensabile caos è solo ad un passo di distanza. L’Ucraina ce lo ricorda.
Io, da parte mia, voterò, e voterò convinto alcune persone che conosco. Non so che cosa sarà dell’Europa, dell’Italia nei prossimi anni. Posso solo sperare che, se eletti, quegli amici saranno eurorealisti e sapranno, almeno un poco, cercare il bene e renderla un posto migliore per tutti. Anche per gli scettici afasici e atarassici.
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