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Un caro saluto a tutti e un sentito ringraziamento a chi vorrà contribuire in qualunque modo a questa piccola opera.
Ci alzeremo in piedi ogni volta che la vita umana viene minacciata...Ci alzeremo ogni volta che la sacralità della vita viene attaccata prima della nascita. Ci alzeremo e proclameremo che nessuno ha l'autorità di distruggere la vita non nata...Ci alzeremo quando un bambino viene visto come un peso o solo come un mezzo per soddisfare un'emozione e grideremo che ogni bambino è un dono unico e irripetibile di Dio... Ci alzeremo quando l'istituzione del matrimonio viene abbandonata all'egoismo umano... e affermeremo l'indissolubilità del vincolo coniugale... Ci alzeremo quando il valore della famiglia è minacciato dalle pressioni sociali ed economiche...e riaffermeremo che la famiglia è necessaria non solo per il bene dell'individuo ma anche per quello della società... Ci alzeremo quando la libertà viene usata per dominare i deboli, per dissipare le risorse naturali e l'energia e per negare i bisogni fondamentali alle persone e reclameremo giustizia... Ci alzeremo quando i deboli, gli anziani e i morenti vengono abbandonati in solitudine e proclameremo che essi sono degni di amore, di cura e di rispetto. Giovanni Paolo II

venerdì 26 aprile 2013

La vita è un preparare gli occhi per vedere Gesù (Contributi 836)

Un articolo da Tempi: 


Papa Francesco, durante l’omelia della Messa nella Domus Sanctae Marthae, ha commentato il Vangelo del giorno in cui Gesù dice ai discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore»
«Queste parole di Gesù – ha spiegato il pontefice - sono proprio parole bellissime. In un momento di congedo, Gesù parla ai suoi discepoli, ma proprio dal cuore. Lui sa che i suoi discepoli sono tristi, perché se ne accorgono che la cosa non va bene. Lui dice: “Ma non sia turbato il vostro cuore”. E comincia a parlare così, come un amico, anche con l’atteggiamento di un pastore. Io dico: la musica di queste parole di Gesù è l’atteggiamento del pastore, come il pastore fa con le sue pecorelle, no? “Ma non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio, anche in me”. E comincia a parlare di che? Del cielo, della patria definitiva. “Abbiate fede anche in me”: io rimango fedele, è come se dicesse quello, no? Con la figura dell’ingegnere, dell’architetto dice loro quello che andrà a fare: “Vado a prepararvi un posto, nella casa del Padre mio vi sono molte dimore”. E Gesù va a prepararci un posto». 

GESU’ E LA CATARATTA. Com'è quel posto? Cosa significa “preparare il posto”? Con un filo di ironia, papa Francesco si è chiesto: significa forse «affittare una stanza lassù?». Poi ha spiegato: «Preparare il posto è preparare la nostra possibilità di godere, la possibilità – la nostra possibilità – di vedere, di sentire, di capire la bellezza di quello che ci aspetta, di quella patria verso la quale noi camminiamo». «Tutta la vita cristiana è un lavoro di Gesù, dello Spirito Santo per prepararci un posto, prepararci gli occhi per poter vedere… “Ma, Padre, io vedo bene! Non ho bisogno degli occhiali!”: ma quella è un’altra visione…. Pensiamo a quelli che sono malati di cataratta e devono farsi operare la cataratta: loro vedono, ma dopo l’intervento cosa dicono? “Mai ho pensato che si potesse vedere così, senza occhiali, tanto bene!”. Gli occhi nostri, gli occhi della nostra anima hanno bisogno, hanno necessità di essere preparati per guardare quel volto meraviglioso di Gesù. Preparare l’udito per poter sentire le cose belle, le parole belle. E principalmente preparare il cuore: preparare il cuore per amare, amare di più». 

IO NON TI TRUFFO. Il cammino della vita, ha detto papa Francesco è costellato di «prove, tribolazioni, consolazioni». È un cammino «di preparazione. Alcune volte il Signore deve farlo in fretta, come ha fatto con il buon ladrone: aveva soltanto pochi minuti per prepararlo e l’ha fatto. Ma la normalità della vita è andare così, no?: lasciarsi preparare il cuore, gli occhi, l’udito per arrivare a questa patria. Perché quella è la nostra patria. “Ma, Padre, io sono andato da un filosofo e mi ha detto che tutti questi pensieri sono una alienazione, che noi siamo alienati, che la vita è questa, il concreto, e di là non si sa cosa sia…”. Alcuni la pensano così… ma Gesù ci dice che non è così e ci dice: “Abbiate fede anche in me”. Questo che io ti dico è la verità: io non ti truffo, io non ti inganno». 

NON E’ ALIENAZIONE. «Prepararsi al cielo – ha detto ancora il Papa – è incominciare a salutarlo da lontano. Questa non è alienazione: questa è la verità, questo è lasciare che Gesù prepari il nostro cuore, i nostri occhi per quella bellezza tanto grande. È il cammino della bellezza» e «il cammino del ritorno alla patria». Infine il Papa ha pregato perché il Signore ci dia «questa speranza forte», il coraggio e anche l’umiltà di lasciare che il Signore prepari la dimora, «la dimora definitiva, nel nostro cuore, nei nostri occhi e nel nostro udito. Così sia».
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