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sabato 11 gennaio 2014

Se il cuore è come un mercato

Il cuore dell’uomo somiglia a «un mercato rionale» dove si può trovare di tutto. Il cristiano deve imparare a conoscere a fondo quello che passa attraverso di esso, discernendo ciò che segue la strada indicata da Cristo e ciò che porta invece su quella indicata dall'anticristo. Il criterio per orientarsi in questa scelta — ha detto Papa Francesco nell’omelia della messa celebrata martedì mattina, 7 gennaio, nella cappella di Santa Marta — è seguire il percorso indicato dall’incarnazione del Verbo.
Il Pontefice ha proposto questa riflessione commentando la prima lettera di Giovanni (3, 22 - 4, 6) nella quale l’apostolo «sembra quasi ossessivo» nel ripetere alcuni consigli, in particolare: «Rimanete nel Signore».
«Rimanere nel Signore» ha ripetuto il Papa, aggiungendo: «Il cristiano, uomo o donna, è quello che rimane nel Signore». Ma cosa significa questo? Tante cose, ha risposto il Santo Padre. Sebbene, ha spiegato, il brano della lettera di Giovanni si soffermi su un particolare atteggiamento che il cristiano deve assumere se vuole rimanere nel Signore: cioè la piena consapevolezza «di ciò che succede nel suo cuore».
Il cristiano che rimane nel Signore sa «cosa accade nel suo cuore». Per questo l’apostolo, ha notato il Pontefice, «dice: “Carissimi, non prestate fede ad ogni spirito, ma mettete alla prova gli spiriti”; sappiate discernere gli spiriti, discernere cosa sentite, cosa pensate, cosa volete, se è proprio del rimanere del Signore o se è un’altra cosa, che ti allontana dal Signore». Del resto «il nostro cuore — ha proseguito — ha sempre desideri, ha voglie, ha pensieri: ma tutti questi, sono del Signore? O alcuni di questi ci allontanano dal Signore? Per questo l’apostolo dice: mettete alla prova tutto quello che pensate, che sentite, quello che volete... Se questo va nella linea del Signore va bene; ma se non va...».
È necessario perciò «mettere alla prova gli spiriti — ha ripetuto il vescovo di Roma citando ancora la lettera di Giovanni — “per saggiare se provengono veramente da Dio, perché molti falsi profeti sono venuti nel mondo”». E falsi, ha avvertito, possono essere non solo i profeti, ma anche le profezie o le proposte. Per questo è necessario vigilare sempre. Anzi il cristiano, ha precisato, è proprio l’uomo o la donna «che sa vigilare sul suo cuore».
Un cuore, ha aggiunto Papa Francesco, nel quale ci sono «tante cose che vanno e vengono... Sembra un mercato rionale dove trovi di tutto». Proprio per questo è necessaria un’opera costante di discernimento; per capire, ha specificato il Pontefice, ciò che è veramente del Signore. Ma «come so — si è domandato — che questo è di Cristo?». Il criterio da seguire lo indica l’apostolo Giovanni. E il Santo Padre lo ha ricordato citando ancora la lettera: «Ogni spirito che riconosce Gesù Cristo venuto nella carne, è da Dio; ogni spirito che non riconosce Gesù, non è da Dio. Questo è lo spirito dell’anticristo che, come avete udito, viene, anzi è già nel mondo».
«È così semplice: se quello che tu desideri, o quello che tu pensi — ha spiegato — va sulla strada dell’incarnazione del Verbo, del Signore che è venuto in carne», significa che è di Dio; ma se non va su quella strada, allora non viene da Dio. Si tratta, in sostanza, di riconoscere la strada percorsa da Dio, il quale si è «abbassato, si è umiliato fino alla morte di croce». Abbassamento, umiltà e anche umiliazione: «questa — ha precisato il Pontefice — è la strada di Gesù Cristo».
Dunque se un pensiero, se un desiderio «ti porta — ha aggiunto ancora — sulla strada dell’umiltà, dell’abbassamento, del servizio agli altri, è di Gesù; ma se ti porta sulla strada della sufficienza, della vanità, dell’orgoglio o sulla strada di un pensiero astratto, non è di Gesù». Lo attestano le tentazioni che lo stesso Gesù ha dovuto subire nel deserto: «Tutte e tre le proposte che fa il demonio a Gesù erano proposte che volevano allontanare Gesù da questa strada, dalla strada del servizio, dell’umiltà, dell’umiliazione, della carità fatta con la sua vita».
«Pensiamo — ha proposto il Pontefice — a questo oggi. Ci farà bene. Primo: cosa succede nel mio cuore? Cosa penso? Cosa sento? Presto attenzione o lascio passare, che tutto vada e venga? So cosa voglio? Metto alla prova ciò che voglio, ciò che desidero? O prendo tutto? Carissimi, non prestate fede ad ogni spirito; mettete alla prova gli spiriti». Tante volte, ha aggiunto, il nostro cuore è «come una strada, dove passano tutti». Ma proprio per questo è necessario «mettere alla prova» e chiederci «se scegliamo sempre le cose che vengono da Dio, se sappiamo quali sono quelle che vengono da Dio, se conosciamo il vero criterio per discernere» i nostri desideri, i nostri pensieri. E, ha concluso, non dobbiamo mai dimenticare «che il vero criterio è l’incarnazione di Dio».
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