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Questo blog è uno spazio per aiutarsi a riprendere a pensare da cattolici, cosa che la società moderna sta completamente trascurando se non perseguitando.
Ogni suggerimento e/o contributo in questa direzione è ben gradito.
Affido allo Spirito Santo di Dio, a Maria Santissima, al Sacro Cuore di Gesù e a San Michele Arcangelo questo lavoro di testimonianza e apostolato.
Un caro saluto a tutti e un sentito ringraziamento a chi vorrà contribuire in qualunque modo a questa piccola opera.
Ci alzeremo in piedi ogni volta che la vita umana viene minacciata...Ci alzeremo ogni volta che la sacralità della vita viene attaccata prima della nascita. Ci alzeremo e proclameremo che nessuno ha l'autorità di distruggere la vita non nata...Ci alzeremo quando un bambino viene visto come un peso o solo come un mezzo per soddisfare un'emozione e grideremo che ogni bambino è un dono unico e irripetibile di Dio... Ci alzeremo quando l'istituzione del matrimonio viene abbandonata all'egoismo umano... e affermeremo l'indissolubilità del vincolo coniugale... Ci alzeremo quando il valore della famiglia è minacciato dalle pressioni sociali ed economiche...e riaffermeremo che la famiglia è necessaria non solo per il bene dell'individuo ma anche per quello della società... Ci alzeremo quando la libertà viene usata per dominare i deboli, per dissipare le risorse naturali e l'energia e per negare i bisogni fondamentali alle persone e reclameremo giustizia... Ci alzeremo quando i deboli, gli anziani e i morenti vengono abbandonati in solitudine e proclameremo che essi sono degni di amore, di cura e di rispetto. Giovanni Paolo II

martedì 7 gennaio 2014

Te Deum laudamus/3 (Contributi 928)

Riporto di Tempi il Te Deum di fine 2013 di di don Gino Rigoldi, cappellano del carcere minorile Beccaria di Milano, presidente della onlus Comunità Nuova (opera di aiuto nata intorno ai ragazzi che uscivano dal carcere e non avevano né una casa né una famiglia)


Ho raccolto Ervin al semaforo. Lo vedevo continuamente sulla via di casa sorridente, implorante di “qualche monetina” con in mano una specie di spugna per i vetri che secondo lui serviva per pulire. Me lo sono portato a casa, dove il posto si trova sempre e comunque è meglio che dormire nei cespugli al margine della strada .
Pressoché nessuna cultura, pochissima scuola, semplicità e stupefacente incompetenza sul come vestire, il come mangiare, nei rapporti con gli altri ragazzi e con i responsabili. Ervin era la testimonianza di cosa succede ad essere così poveri, così senza cultura, così sottoposti anche alle prepotenze e alle ingiustizie. Tuttavia, dopo poco più di un anno, con un po’ di italiano meglio capito e parlato, con una grande voglia di lavorare, di mettere a profitto l’iniziale apprendimento da idraulico, Ervin è partito per la Toscana e ha cominciato a lavorare e duramente come idraulico in un porto marittimo. È tornato dopo che l’azienda nella quale aveva lavorato per due anni ha chiuso e dopo sei mesi di tentativi di ritrovare un lavoro, praticamente per fame.
Meno di quindici giorni fa arriva dall’Albania una telefonata: «Mamma è in ospedale e sta morendo, arriva a salutarla!». Risposta semplice e concreta di Ervin: «Io so come curano i poveri in Albania, vado a salvare mia madre». E qui incomincia il miracolo.
Ervin va in ospedale in Albania dove il medico di turno si ferma se gli fai vedere il colore degli euri e trova la madre ormai senza conoscenza. Breve e inutile consulto con il padre, messo ancora peggio di lui quanto a capacità di gestire una difficoltà. Si mette in spalla la mamma incosciente e si avvia verso l’aeroporto, l’Italia e un ospedale italiano.
Come sia stato possibile superare la frontiera albanese con in spalla una donna incosciente non mi è spiegabile. Inspiegabile allo stesso modo la salita su di un aereo verso l’Italia. Lui dice di aver detto agli agenti di frontiera e agli steward dell’aereo che voleva salvare la sua mamma e l’hanno lasciato passare.
Anche a Malpensa è capitato lo stesso miracolo con l’aeroporto e le autorità di frontiera. Ora la mamma è in un ospedale vicino a Milano e forse si salverà. Forse le taglieranno due dita di un piede, cureranno il dissesto dello stomaco e di non so quanti altri organi. Ervin è orgoglioso e felice perché la mamma incomincia a riconoscerlo e sta meglio.
Mi sto chiedendo quale altro miracolo dovrà accadere quando questa signora uscirà dall’ospedale, ma diamo tempo al Padre di tutti e agli uomini di buona volontà. Chi avrà chiesto al cuore e dentro il cuore delle persone incontrate di lasciar passare questo pazzo figlio che voleva salvare sua madre?
Ho visto i miracoli dell’amore. Non è neanche la prima volta ma è proprio vero che il bene è come un seme che porta frutto, si moltiplica, fa miracoli appunto, anche i miracoli che si toccano, diventano eventi anche solo di cuore ma quanto mai concreti e teneri.
Quando dico a qualcuno che Dio, Gesù si vede mi dicono che sono matto, ma a saper guardare, Dio, Gesù si vede proprio.
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