Benvenuti

Questo blog è uno spazio per aiutarsi a riprendere a pensare da cattolici, alla luce della vera fede e della sana dottrina, cosa che la società moderna sta completamente trascurando se non perseguitando. Un aiuto (in primo luogo a me stesso) a restare sulla retta via e a continuare a camminare verso Gesù Cristo, Via Verità e Vita.
Ogni suggerimento e/o contributo in questa direzione è ben gradito.
Affido allo Spirito Santo di Dio, a Maria Santissima, al Sacro Cuore di Gesù e a San Michele Arcangelo questo lavoro di testimonianza e apostolato.
Un caro saluto a tutti e un sentito ringraziamento a chi vorrà contribuire in qualunque modo a questa piccola opera.

S. Giovanni Paolo II

Ci alzeremo in piedi ogni volta che la vita umana viene minacciata... Ci alzeremo ogni volta che la sacralità della vita viene attaccata prima della nascita. Ci alzeremo e proclameremo che nessuno ha l'autorità di distruggere la vita non nata...Ci alzeremo quando un bambino viene visto come un peso o solo come un mezzo per soddisfare un'emozione e grideremo che ogni bambino è un dono unico e irripetibile di Dio... Ci alzeremo quando l'istituzione del matrimonio viene abbandonata all'egoismo umano... e affermeremo l'indissolubilità del vincolo coniugale... Ci alzeremo quando il valore della famiglia è minacciato dalle pressioni sociali ed economiche...e riaffermeremo che la famiglia è necessaria non solo per il bene dell'individuo ma anche per quello della società... Ci alzeremo quando la libertà viene usata per dominare i deboli, per dissipare le risorse naturali e l'energia e per negare i bisogni fondamentali alle persone e reclameremo giustizia... Ci alzeremo quando i deboli, gli anziani e i morenti vengono abbandonati in solitudine e proclameremo che essi sono degni di amore, di cura e di rispetto.

sabato 20 ottobre 2012

La cultura come "entusiasmo critico della fede" (Contributi 750)

Questo il testo che monsignor Luigi Negri, vescovo di San Marino-Montelfeltro, ha letto al Sinodo sulla nuova evangelizzazione il 15 ottobre. 


Lungo i secoli, la Chiesa non ha mai contrapposto alla ideologia ateistica un'ideologia religiosa, ma la vita vera, bella, sacrificata e lieta del popolo cristiano, che mangia e beve, veglia e dorme, vive e muore non più per se stesso, ma per Lui, che è morto e risorto per noi. Nelle famiglie, nelle parrocchie, nelle confraternite, nell'associazionismo, negli spazi sociali pur minimi consentiti dalle dittature di tutti i tempi, il popolo cristiano ha sempre gridato un annuncio vivo: la bellezza della fede, l'intensità della speranza, la forza della carità. Molti cristiani - milioni in quel triste ventesimo secolo che Robert Conquest ha definito "il secolo delle idee assassine" - hanno portato l'annuncio vivo della fede nei campi di concentramento e di sterminio. 
Per questo, giustamente, le icone di questa grande epopea della fede sono San Massimiliano Kolbe e Santa Teresa Benedetta della Croce. Tutto sembrava garantire un influsso obiettivo della Chiesa e delle sue strutture organizzative nella vita della società. Ma al di sotto di questa che sembrava una grande fioritura, le radici del corpus ecclesiale si stavano inaridendo. Così pochi si accorsero che si stava formando un movimento teso alla scristianizzazione della società e alla eliminazione della tradizione cristiana e della presenza ecclesiale. 
Tutto questo accadeva già nella seconda metà degli anni Cinquanta. Si intuì allora - ed io, guidato dalla straordinaria figura di mons. Giussani, ebbi la grazia di partecipare giovanissimo a questo iniziale movimento - la necessità di ripartire dalla realtà della Chiesa. Non sembravano necessarie ipotesi di mediazione con la mentalità mondana, cioè decidere in quali spazi eventualmente la Chiesa poteva essere di nuovo una presenza; si trattava semplicemente di "incominciare a fare il cristianesimo". Una operazione come questa fu definita, dall'allora cardinal Wojtyla, una "riforma nella tradizione". Questa fu la evangelizzazione, o meglio una "nuova evangelizzazione": riproporre l'avvenimento della fede come certezza esplicita della presenza misteriosa e reale di Gesù Cristo nella vita della Chiesa, ripartendo continuamente da qui. 
Nella esperienza viva e totalizzante dell'incontro con Cristo nella Chiesa - nel mistero reale del Suo corpo e del Suo popolo - la Chiesa assume per i fedeli una fondamentale caratteristica di educazione. Soltanto nella educazione, infatti, la fede diventa esperienza effettiva e matura, si conferma come esperienza di vita, si consolida e si dispone a vivere la missione come la propria autorealizzazione. Il primo fattore della educazione ecclesiale consiste quindi nella apertura della missione come tendenza a comunicare la vita di Cristo in noi, all'uomo e alla società, nelle circostanze inevitabili della vita. La comunicazione dello "stupore di una vita rinnovata" è la grande impresa in cui la Chiesa ha bisogno di tutti i suoi figli. La missione implica necessariamente il dischiudersi della cultura come dimensione della persona e della Chiesa. 
La fede, pertanto, deve essere in grado di divenire cultura: capacità di lettura e di interpretazione della realtà personale e sociale, dal punto di vista del pensiero di Cristo. La cultura della persona implica, secondo l'insegnamento straordinario di Benedetto XVI, una ragione aperta alla realtà, non un uso tecno-scientista della ragione chiusa in se stessa e tesa al possesso degli oggetti. La cultura è una certezza piena di entusiasmo, Origene la definiva "entusiasmo critico della fede", che si esprime come capacità di incontrare, conoscere e valorizzare. Solo in tal senso, la cultura della fede genera una irresistibile capacità di dialogo, perché l'altra dimensione, accanto alla cultura, è certamente la carità: formazione dell'intelligenza e del cuore secondo il cuore di Cristo. 
La nuova evangelizzazione non è pertanto un problema da risolversi attraverso esperti o specialisti. È l'azione dello Spirito vivo e presente nella Chiesa che occorre riconoscere e valorizzare. Altrimenti sarà inevitabile cadere in quella tentazione oggi così dilagante che, di fronte allo sconforto, mette sì in moto la creatività dei singoli come delle comunità, ma nel tentativo vano di supplire con il surrogato di progetti umani l'azione stessa dello Spirito Santo. Il risultato, purtroppo tante volte, è di divenire concretamente un ostacolo alla grazia di Dio. La nuova evangelizzazione è pertanto un flusso di vita che può prendere forme diverse; occorre riconoscere queste forme, valorizzarle, correggerle se necessario, propiziare un loro incontro nella vita della Chiesa. Solo dopo si potranno fare pubblicazioni di libri e progettare convegni. 
----------------

Nessun commento:

Posta un commento

Che lo Spirito Santo illumini la tua mente e che Dio ti ricolmi di ogni grazia, spirituale e materiale, e la speciale benedizione materna di Maria scenda su di te..

Lista blog cattolici

LOGO DEL BLOG

LOGO DEL BLOG
inserisci il logo del blog sul tuo blog (anche ridimensionandolo)