Benvenuti

Questo blog è uno spazio per aiutarsi a riprendere a pensare da cattolici, alla luce della vera fede e della sana dottrina, cosa che la società moderna sta completamente trascurando se non perseguitando. Un aiuto (in primo luogo a me stesso) a restare sulla retta via e a continuare a camminare verso Gesù Cristo, Via Verità e Vita.
Ogni suggerimento e/o contributo in questa direzione è ben gradito.
Affido allo Spirito Santo di Dio, a Maria Santissima, al Sacro Cuore di Gesù e a San Michele Arcangelo questo lavoro di testimonianza e apostolato.
Un caro saluto a tutti e un sentito ringraziamento a chi vorrà contribuire in qualunque modo a questa piccola opera.

S. Giovanni Paolo II

Ci alzeremo in piedi ogni volta che la vita umana viene minacciata... Ci alzeremo ogni volta che la sacralità della vita viene attaccata prima della nascita. Ci alzeremo e proclameremo che nessuno ha l'autorità di distruggere la vita non nata...Ci alzeremo quando un bambino viene visto come un peso o solo come un mezzo per soddisfare un'emozione e grideremo che ogni bambino è un dono unico e irripetibile di Dio... Ci alzeremo quando l'istituzione del matrimonio viene abbandonata all'egoismo umano... e affermeremo l'indissolubilità del vincolo coniugale... Ci alzeremo quando il valore della famiglia è minacciato dalle pressioni sociali ed economiche...e riaffermeremo che la famiglia è necessaria non solo per il bene dell'individuo ma anche per quello della società... Ci alzeremo quando la libertà viene usata per dominare i deboli, per dissipare le risorse naturali e l'energia e per negare i bisogni fondamentali alle persone e reclameremo giustizia... Ci alzeremo quando i deboli, gli anziani e i morenti vengono abbandonati in solitudine e proclameremo che essi sono degni di amore, di cura e di rispetto.

lunedì 28 maggio 2012

Come il bene vince sul male (Contributi 650)

Un articolo di Padre Mario Piatti che ci dice come la bontà e le bellezza di Maria vincano il male: 

Da che mondo è mondo, al di là di tanti proclami ideali o di tante buone intenzioni, la legge che guida le nostre scelte e che domina i rapporti sociali è, generalmente, quella del proprio tornaconto, della propria utilità e del proprio interesse. 
Appellandoci al cosiddetto buonsenso, è abbastanza naturale ricercare il proprio vantaggio, nelle alterne vicende quotidiane; tanto più che, purtroppo, aprendo gli occhi sulla realtà, ci accorgiamo che ogni uomo tendenzialmente è portato a diventare un sospettoso antagonista –se non addirittura un implacabile avversario- dei suoi simili. 
Quando Gesù, però, rimprovera Pietro (cfr. Mt 16,23), che sta cercando –nel nome di una presunta ragionevolezza terrena e di una apparente e legittima prudenza umana- di distoglierlo dalla sua missione redentrice e dalla sua Passione, lo apostrofa aspramente, chiamandolo nientemeno che “Satana”, perché dimostra di pensare non secondo Dio, ma secondo gli uomini. 
Il Maestro opera, cioè, una singolare identificazione tra la mentalità comune e il modo di ragionare di Satana stesso. Il mondo, con i suoi parametri di giudizio, segue -magari inconsciamente- lo spirito del Male, che ha creato, fin dalle origini, una frattura insanabile tra Dio e l’uomo. 
È spirito di superbia, di arroganza, di auto-sufficienza; è radice velenosa di orgoglio e ricorrente pretesa di saper affrontare e risolvere da soli il mistero e l’enigma della vita. È illusione di una gloria effimera, di una sicurezza tutta fondata sulle proprie capacità, sulle cose che possediamo e sul felice corso degli eventi; ma destinata, immancabilmente, a deludere ogni attesa. 
In questa luce, anche l’episodio delle tentazioni di Gesù nel deserto (Mt 4) conferma la presenza e l’opera nefasta del Nemico nella nostra storia: gli mostrò tutti i regni del mondo con la loro gloria e gli disse: Tutte queste cose io ti darò se, prostrandoti, mi adorerai. 
Come a dire: i vari regni della terra appartengono a lui, a Satana, al suo dominio, sono nelle sue mani, perché l’esercizio dell’ autorità, se non è ispirato al servizio del prossimo e al bene comune, diviene soltanto espressione di auto-celebrazione, di affermazione di sé, a discapito degli altri. 
Il demonio è detto “principe del mondo” (Gv 16,11), domina indisturbato i tanti “centri di potere” che suscita nei cuori degli uomini, così facilmente soggiogabili alla vanità delle cose e incapaci di resistere al fascino della gloria effimera del tempo presente. Così opera il Male, ispirando all’uomo, fin dalle origini, l’illusione di essere lui “il padrone del mondo”, autosufficiente e insofferente nei confronti di Chi lo ha creato solo per amore e per amore lo illumina e lo guida, lungo gli aspri sentieri della vita. 
Eppure questo oscuro personaggio, questo indiscusso signore del mondo, abituato a facili trionfi e agli allori fugaci del potere e della vanagloria, è totalmente “spiazzato” da un cuore illuminato dalla Grazia. 
Non riesce a comprendere la lealtà, l’altruismo, l’amore puro e disinteressato; lo confondono l’umiltà e l’innocenza, è ferito a morte dall’umiltà. Rabbiosamente si scaglia contro la purezza e la modestia; crolla davanti al cuore di un bimbo, fugge inorridito quando incrocia chi prega e sa sacrificarsi per il suo prossimo: perché tutto ciò esula dalle sue prospettive, ridotte a un orizzonte povero e limitato, dove regnano il gelo della indifferenza e del cinismo. Il calore della carità, gratuita e premurosa, lo sconfigge inesorabilmente e manda in mille pezzi gli idoli che ha insegnato con tanta cura a venerare e ad adorare. 
Con la sua vita, Gesù opera questa imprevista e sorprendente inversione di rotta: Lui, Creatore di ogni cosa, Signore del tempo e della Storia, si presenta nell’umiltà della nostra condizione, patisce privamenti e povertà; sopporta l’incomprensione, accompagna con tanta pazienza i suoi discepoli; frequenta gli ultimi e i miseri, risana i malati, ha compassione delle folle, si intenerisce di fronte ai bambini, risolleva dal fango i peccatori. Per tutti ha una parola, dolcissima e forte, di carità, di conversione, di speranza. 
Il mondo, che contesta ogni cosa e diffida di ogni autorità, è disarmato dalla forza dell’Amore. Proverà, fino alla fine, a comprimerlo nei suoi schemi, a ridurlo alle sue categorie e a distruggerlo, ma anche allora finirà con l’essere inesorabilmente sconfitto, perché forte come la morte è l’amore.. le grandi acque non possono spegnere l’amore né i fiumi travolgerlo (Ct 8) e l’odio e la violenza del Golgota si apriranno alla inaudita preghiera del Cuore di Cristo crocifisso: Padre, perdonali, non sanno quello che fanno. 
Il Cuore Immacolato di Maria è l’espressione e il frutto più bello di questo criterio nuovo, inaugurato dal Signore. È Cuore vincitore, proprio perché povero, umilissimo e casto, che ben comprende il nostro penare e sa confortarci nella prova. È regno della Grazia e dimora luminosa della Santissima Trinità. È Cuore santo di Madre, che nelle nostre famiglie sa riportare ancora la luce e la forza del perdono e dell’Amore. 
Affidiamoci e consacriamoci a questo Cuore. Amiamolo e facciamolo amare.
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