Benvenuti

Questo blog è uno spazio per aiutarsi a riprendere a pensare da cattolici, alla luce della vera fede e della sana dottrina, cosa che la società moderna sta completamente trascurando se non perseguitando. Un aiuto (in primo luogo a me stesso) a restare sulla retta via e a continuare a camminare verso Gesù Cristo, Via Verità e Vita.
Ogni suggerimento e/o contributo in questa direzione è ben gradito.
Affido allo Spirito Santo di Dio, a Maria Santissima, al Sacro Cuore di Gesù e a San Michele Arcangelo questo lavoro di testimonianza e apostolato.
Un caro saluto a tutti e un sentito ringraziamento a chi vorrà contribuire in qualunque modo a questa piccola opera.

S. Giovanni Paolo II

Ci alzeremo in piedi ogni volta che la vita umana viene minacciata... Ci alzeremo ogni volta che la sacralità della vita viene attaccata prima della nascita. Ci alzeremo e proclameremo che nessuno ha l'autorità di distruggere la vita non nata...Ci alzeremo quando un bambino viene visto come un peso o solo come un mezzo per soddisfare un'emozione e grideremo che ogni bambino è un dono unico e irripetibile di Dio... Ci alzeremo quando l'istituzione del matrimonio viene abbandonata all'egoismo umano... e affermeremo l'indissolubilità del vincolo coniugale... Ci alzeremo quando il valore della famiglia è minacciato dalle pressioni sociali ed economiche...e riaffermeremo che la famiglia è necessaria non solo per il bene dell'individuo ma anche per quello della società... Ci alzeremo quando la libertà viene usata per dominare i deboli, per dissipare le risorse naturali e l'energia e per negare i bisogni fondamentali alle persone e reclameremo giustizia... Ci alzeremo quando i deboli, gli anziani e i morenti vengono abbandonati in solitudine e proclameremo che essi sono degni di amore, di cura e di rispetto.

lunedì 10 maggio 2010

La rinascita di Francesco (Contributi 298)

Da IlSussidiario un articolo di Pigi Colognesi

Francisco poteva ben dirsi soddisfatto della sua vita. A ventotto anni era uno degli uomini di maggior successo della Spagna imperiale di Carlo V. Di nobile casato - tra i suoi avi poteva addirittura vantare un Papa - fin da piccolo era diventato paggio alla corte del sovrano sui cui possedimenti «non calava mai il sole».
Entrato nelle grazie del re e di sua moglie Isabella, che sarebbe morta di lì a poco, ne aveva ricevuto in cambio un marchesato, altisonanti titoli onorifici e potere. Si era anche sposato: un felice matrimonio coronato dalla nascita di ben otto figli.
Non aveva dimenticato i suoi doveri di buon cristiano. Anzi, dopo una brutta malattia, si era ripromesso - seguendo i consigli di questi nuovi e ferventi religiosi che un suo conterraneo aveva raccolto sotto il nome di Compagnia di Gesù - di confessarsi e fare la comunione più frequentemente.
La missione che ora l’imperatore gli affida è per Francisco particolarmente gradita: si tratta di guidare il drappello d’onore che accompagna la traslazione della defunta Isabella in una tomba più sontuosa. Un lavoretto senza difficoltà. Ma, per un disguido, la cassa dove riposa la salma della bellissima imperatrice si apre e agli occhi stralunati di Francisco appare solo della carne in putrefazione.
La macabra visione di decadenza instilla in lui gravi domande: «Se perfino un’imperatrice va a finire così, che ne è dei miei successi e dei miei onori? Sono forse anch’io solo carne e scheletro destinati a corrompersi, un corpo in attesa di diventare cadavere? La religione, che pur professo lealmente, non mi chiede qualcosa di più?».
Sono pensieri che non abbandoneranno più Francisco, nemmeno quando accompagnerà l’imperatore in importanti missioni, nemmeno quando diventerà viceré di Catalogna. Pensieri che ritorneranno con urgenza nel 1546, quando l’amata moglie Leonora morirà. Allora sarà la svolta.

Qualche giorno fa ho dovuto fare una radiografia alla mano destra. Quando il medico mi ha mostrato la lastra sono rimasto impressionato. La mia mano, quel pezzo così importante per lavorare, per stringere un’altra mano, per soffiarsi il naso, per mangiare, per usare il mouse, era uno scheletro.
Guardavo ammirato quell’insieme perfetto di ossa ben congegnate e mi stupivo delle potenzialità della tecnica; tanto più perché il medico, intanto, mi mostrava che non c’era niente di rotto. E mentre un oscuro fremito mi suggeriva che in fondo - così sembrava mostrare l’evidenza scientifica - non sono altro che scheletro e carne che si decomporranno, mi è tornata alla memoria la storia di Francisco.

Che poi è san Francesco Borgia, discendente del vituperato papa Alessandro VI. Quel Francesco Borgia che, dopo la morte della moglie, per rispondere alle domande sorte dalla visione della defunta Isabella diventerà gesuita.
Col permesso pontificio, rimarrà in famiglia fino alla sistemazione dei figli, ma nel 1550 rinuncerà a tutte le cariche pubbliche, agli onori e alla vita familiare e si trasferirà a Roma, dedicandosi completamente alla diffusione della Compagnia di Gesù.
Nel 1565 ne assumerà la guida, diventando il terzo successore di sant’Ignazio di Loyola, fino alla morte, nel 1572. La visione apparentemente mortuaria di un corpo in decomposizione è stata per lui la possibilità di una nuova nascita.
----

Nessun commento:

Posta un commento

Che lo Spirito Santo illumini la tua mente e che Dio ti ricolmi di ogni grazia, spirituale e materiale, e la speciale benedizione materna di Maria scenda su di te..

Lista blog cattolici

LOGO DEL BLOG

LOGO DEL BLOG
inserisci il logo del blog sul tuo blog (anche ridimensionandolo)