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Questo blog è uno spazio per aiutarsi a riprendere a pensare da cattolici, cosa che la società moderna sta completamente trascurando se non perseguitando.
Ogni suggerimento e/o contributo in questa direzione è ben gradito.
Affido allo Spirito Santo di Dio, a Maria Santissima, al Sacro Cuore di Gesù e a San Michele Arcangelo questo lavoro di testimonianza e apostolato.
Un caro saluto a tutti e un sentito ringraziamento a chi vorrà contribuire in qualunque modo a questa piccola opera.
Ci alzeremo in piedi ogni volta che la vita umana viene minacciata...Ci alzeremo ogni volta che la sacralità della vita viene attaccata prima della nascita. Ci alzeremo e proclameremo che nessuno ha l'autorità di distruggere la vita non nata...Ci alzeremo quando un bambino viene visto come un peso o solo come un mezzo per soddisfare un'emozione e grideremo che ogni bambino è un dono unico e irripetibile di Dio... Ci alzeremo quando l'istituzione del matrimonio viene abbandonata all'egoismo umano... e affermeremo l'indissolubilità del vincolo coniugale... Ci alzeremo quando il valore della famiglia è minacciato dalle pressioni sociali ed economiche...e riaffermeremo che la famiglia è necessaria non solo per il bene dell'individuo ma anche per quello della società... Ci alzeremo quando la libertà viene usata per dominare i deboli, per dissipare le risorse naturali e l'energia e per negare i bisogni fondamentali alle persone e reclameremo giustizia... Ci alzeremo quando i deboli, gli anziani e i morenti vengono abbandonati in solitudine e proclameremo che essi sono degni di amore, di cura e di rispetto. Giovanni Paolo II

mercoledì 7 luglio 2010

La riforma di Benedetto (Contributi 333)

Propongo da Il Sussidiario un articolo di Massimo Camisasca

Benedetto XVI rimarrà certamente nella storia come un papa riformatore. La riforma della Chiesa è sempre stata una delle sue attenzioni, anche quando era Cardinale. Non a caso, quando parlò al Meeting di Rimini circa 20 anni fa, intitolò il suo intervento: “La Chiesa deve essere sempre riformata”.
Questo suo intento riformatore è apparso più chiaramente e in modo insistito durante l’ultimo anno, dopo il ritorno del tema preti-pedofilia all’attenzione mondiale. Ma non può essere assolutamente ridotto ad esso.
Innanzitutto, il campo della riforma è per papa Ratzinger la liturgia (e di conseguenza la comprensione del Vaticano II). È nella celebrazione liturgica che appare più chiaramente la “mondanizzazione” della Chiesa, la sua assunzione di categorie sociologiche o politiche.
Da lì dunque deve partire il rinnovamento, che è un processo sia in avanti verso la liberazione da schemi mondani del passato recente, sia all’indietro verso una riscoperta di quel Principio che è il cuore della vita della Chiesa.
Poi la riforma deve scendere a colpire l’avarizia, la lussuria, la superbia.
La ricerca del denaro, del piacere, del potere come fonti della ragione per vivere.
La gioia e la realizzazione umana stanno altrove, nell’obbedienza, nella povertà e nella verginità.
Superbia, invidia e avarizia sono le tre faville c’hanno i cuori accesi, aveva scritto Dante. A lui, a san Francesco, a san Bonaventura, a papa Celestino visitato domenica, ma anche a Tommaso Moro, a Newman e a Rosmini può essere accostato il progetto riformatore del Papa.
Sembra che tutto riguardi e vada a colpire solo la Chiesa.
Tutto il male, tutte le colpe sono dunque raccolte solo nella sposa di Cristo? Ratzinger deve far pensare a Lutero o comunque a uno spirito che vuole sferzare i cardinali, dimenticando quanto di male c’è al di fuori della Chiesa?
Sarebbe un’ottica veramente sbagliata, assunta purtroppo da alcuni giornalisti e pubblicisti, capaci di falsare le vere intenzioni del Papa.
Egli non vuole colpire la Chiesa, all’opposto vuole liberarla dal suo abbraccio col mondo.
Non vuole una Chiesa meno presente nella storia, meno “istituzione”. Il male infatti non è l’istituzione, ma la rincorsa dei beni mondani. Il male è nelle logiche mondane e negli uomini di Chiesa che le sposano spogliandosi della loro vera identità. Il centro dell’amore di Benedetto è la sposa di Cristo.
Da questa riforma (che ora deve riguardare anche le nomine episcopali con l’arrivo del cardinale canadese Ouellet a capo della congregazione per i Vescovi) la Chiesa uscirà più libera e più trasparente per la missione che Cristo le ha affidato.
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2 commenti:

  1. Io noto con grande dispiacere che c' è molta confusione sia nella società sia nella Chiesa. Lo pensavo proprio oggi mentre ragionavo sui falsi profeti e sulle Messe "asfittiche"...
    Sarebbe da farci un bel discorso. Per ora mi limito a esprimere un apprezzamento nei confronti di queste "riforme".
    SG

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  2. Vorrei aggiungere che le suddette "riforme" servono a rendere più gloriosa e missionaria la Chiesa e non a demolirla! Chi ne approfitta per creare ulteriore discordia si faccia un esamino di coscienza.
    SG

    RispondiElimina

Che lo Spirito Santo illumini la tua mente e che Dio ti ricolmi di ogni grazia, spirituale e materiale, e la speciale benedizione materna di Maria scenda su di te..

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