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Questo blog è uno spazio per aiutarsi a riprendere a pensare da cattolici, cosa che la società moderna sta completamente trascurando se non perseguitando.
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Affido allo Spirito Santo di Dio, a Maria Santissima, al Sacro Cuore di Gesù e a San Michele Arcangelo questo lavoro di testimonianza e apostolato.
Un caro saluto a tutti e un sentito ringraziamento a chi vorrà contribuire in qualunque modo a questa piccola opera.
Ci alzeremo in piedi ogni volta che la vita umana viene minacciata...Ci alzeremo ogni volta che la sacralità della vita viene attaccata prima della nascita. Ci alzeremo e proclameremo che nessuno ha l'autorità di distruggere la vita non nata...Ci alzeremo quando un bambino viene visto come un peso o solo come un mezzo per soddisfare un'emozione e grideremo che ogni bambino è un dono unico e irripetibile di Dio... Ci alzeremo quando l'istituzione del matrimonio viene abbandonata all'egoismo umano... e affermeremo l'indissolubilità del vincolo coniugale... Ci alzeremo quando il valore della famiglia è minacciato dalle pressioni sociali ed economiche...e riaffermeremo che la famiglia è necessaria non solo per il bene dell'individuo ma anche per quello della società... Ci alzeremo quando la libertà viene usata per dominare i deboli, per dissipare le risorse naturali e l'energia e per negare i bisogni fondamentali alle persone e reclameremo giustizia... Ci alzeremo quando i deboli, gli anziani e i morenti vengono abbandonati in solitudine e proclameremo che essi sono degni di amore, di cura e di rispetto. Giovanni Paolo II

giovedì 10 giugno 2010

Due vittime di abusi ritrovano la fede (Articoli 9)

Riporto un articolo dal sito UCCR

Due vittime di abusi ritrovano la fede dopo l’incontro con Benedetto XVI

«Quando ho visto il Papa piangere davanti a me, mi sono chiesto: ma perché soffre così per una cosa di cui non ha nessuna colpa? Allora ho iniziato a sentire pace dentro di me. Per la prima volta ho pensato che avrei potuto perdonare chi mi ha fatto tanto male».
A raccontarlo è una vittima di abusi sessuali da parte di un religioso. Si chiama Joseph Magro, 38 anni e due figlie (ne avevamo già parlato in Ultimissime 20/4/10). Ha incontrato il Santo Padre a Malta e durante l’intervista rilasciata a Tracce, mentre porta al collo il rosario bianco con lo stemma di Benedetto XVI, racconta: «Mi sono sentito guarito: ho incontrato un santo».
Accanto a lui un’altra vittima: Manuel, con al collo una catenina con il volto di Cristo. Anche lui racconta: «Gli ho detto che mi dispiaceva tanto per lui, che non c’entra niente con questi fatti, che io amo la Chiesa e provo dolore per chi l’ha imbrattata così, in nome di Gesù Cristo».
Manuel si è sentito abbracciato così profondamente da risentire, dopo tanto tempo, la fiducia in se stesso: «Mi ha detto che mi credeva, che aveva fiducia in me».
Ogni sera hanno iniziato a recitare il Rosario con le figlie. Joseph confessa che non sapeva neppure i Misteri e di non aver mai pregato prima con la sua famiglia, ma “se il Papa mi ha regalato il rosario, vuol dire che desidera che lo usi!».
Risposta semplice e immediata, come quella di un figlio che ha ritrovato suo padre.
Un’altra vittima tempo fa, dopo aver incontrato Bendetto XVI, si era dichiarato “cattolico convinto”
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